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Intervento/ Authority, il vero nodo è il bilancio

Le vicende relative all'Autorità Portuale di Brindisi stanno fornendo un quadro desolante del nostro territorio. A pochi giorni da una seduta importantissima del Comitato Portuale si ha netta l'impressione che l'unico argomento sia quello deve mettere il cappello sulla nomina del nuovo segretario generale.

Le vicende relative all'Autorità Portuale di Brindisi stanno fornendo un quadro desolante del nostro territorio. A pochi giorni da una seduta importantissima del Comitato Portuale si ha netta l'impressione che l'unico argomento di un certo interesse sia quello di stabilire chi deve mettere il cappello sulla nomina del nuovo segretario generale. Si scopre, pertanto, che il dott. Casilli è un dirigente del Partito Democratico e quindi partono le solite polemiche su presunte lottizzazioni all'interno della stessa Autorità Portuale.

Anche in questo caso (mi sarei meravigliato del contrario....) viene tirato in ballo il sindaco di Brindisi ed è questo il motivo per cui è necessario fare chiarezza. In via prioritaria, va detto che non penso che la scelta di un segretario generale debba essere argomento di discussione di organismi di partito a cui spetta, invece, un compito ben più impegnativo come quello di offrire contributi di idee per la ripresa del porto e per disegnarne un futuro diverso dal presente.

Il nome del dott. Casilli, comunque, non è stato fatto né dal sottoscritto, né da nessun altro esponente del mio partito. Così come è avvenuto nei mesi scorsi per il dott. Guadagnolo, per il dott. Benevolo e per almeno un altro paio di professionisti, è stato il presidente Haralambides (come è giusto che sia...) a formularlo. Quando sono stato chiamato in causa, ho espresso chiaramente il mio parere, evidenziando (come nel caso di Guadagnolo) che la nomina poteva risultare in contrasto con i programmi di sviluppo del porto e con la sua integrazione all'interno del sistema portuale pugliese.

Una chiave di lettura condivisa, peraltro, da gran parte dei componenti del Comitato Portuale. Poi c'è stata la parentesi 'Benevolo'. Quando Haralambides me ne ha parlato, ho fatto davvero di tutto per favorire questo 'matrimonio', tanto più perchè le referenze di questo professionista erano davvero notevoli. Purtroppo non se n'è fatto nulla e a questo punto non escludo che Benevolo abbia preferito tenersi alla larga dalla gestione di un porto in cu si affoga sistematicamente per i veleni e le polemiche. A seguire sono giunte voci di possibili avvicinamenti di almeno altri due professionisti, ma i loro nomi non sono stati mai neanche ufficializzati per i tanti "no" pronunciati in banchina.

Il sottoscritto, invece, ha rivolto in più occasioni ed in varie sedi un accorato appello a proporre soluzioni spendibili, con nominativi di manager brindisini e non, possibilmente con una competenza specifica sulle vicende portuali. In realtà, non è giunta una sola risposta perché ormai lo sport preferito dei brindisini sembra essere quello del 'no a tutto e a tutti'. Nel frattempo, il porto continua ad affondare e decine di milioni di euro destinati al nostro scalo vengono dirottati verso strutture portuali di altre città.

Adesso Haralambides punta su Casilli e sembra naturale che si debba proseguire sulla stessa strada, opponendo un 'no' deciso a qualsiasi proposta fatta dal professore greco. Dico subito che, così come è accaduto per tutti gli altri possibili candidati alla poltrona di segretario, ho avuto la possibilità di parlare con il dott Casilli. Ho l'impressione che si tratti di un professionista con ottimi contatti nelle sedi ministeriali che 'contano' ma non sono nelle condizioni di valutare la sua capacità di rapportarsi con i drammi del nostro porto.

Oggi più di qualcuno chiede che si dica un altro 'no', con il rischio di offrire il fianco ad Haralambides al quale questa volta potremmo offrire l'alibi di dire che il porto di Brindisi versa in uno stato di paralisi per colpa di chi si oppone a tutto. Del resto, 'segnali' in questa direzione sono già arrivati attraverso qualche dichiarazione pubblica e non è certo un motivo di vanto per il nostro territorio. A Casilli, in ogni caso, ho detto che il vero problema è un altro e cioè quello di superare lo scoglio dell'approvazione del conto consuntivo che si trascina ormai da mesi a causa dei mille perché a cui non vengono fornite risposte convincenti.

La seduta del Comitato del 18 settembre, pertanto, sarà un autentico terno a lotto per il futuro dell'Autorità Portuale - conclude Consales - e non si può escludere alcuna ipotesi. È sin troppo evidente, quindi, che il problema non è 'Casilli si' o 'Casilli no', bensì capire se l'esperienza brindisina del presidente Haralambides sia arrivata o meno al capolinea. Ai tanti attori della scena politica ed imprenditoriale brindisina, invece, rivolgo l'invito a 'guardare oltre', uscendo dal tunnel dei veti incrociati che ha già ucciso parti consistenti dell'economia brindisina.

Il problema non è quello di stabilire la vicinanza di un candidato a questo o a quel partito politico (in quel caso sarebbe semplice addossare al Pdl la responsabilità dello sfascio per aver scelto Haralambides), bensì di valutare competenze e, forse ancor di più, l'autorevolezza rispetto ad una irrinunciabile interlocuzione con i Ministeri competenti e con la Regione Puglia per attuare una cura da cavallo, con l'unico obiettivo di salvare un ammalato grave come il porto della nostra città.

 

 

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