Bilancio, squilibrio da 1,3 milioni: “Non si può più aspettare, serve coraggio”

Carmela Lo Martire: “Giunta orfana di programmazione, scivola in contraddizioni continue: tagli nei servizi sociali ma contributi per eventi nonostante gli inviti alla prudenza del dirigente”

Riceviamo e pubblichiamo in intervento della consigliera comunale Carmela Lo Martire (capogruppo di Brindisi popolare) sulle condizioni economico-finanziarie del bilancio del Comune di Brindisi. 

Sapevamo tutti quali fossero le reali condizioni economico-finanziarie del bilancio del Comune di Brindisi. Ne era e ne è perfettamente a conoscenza il sindaco, Riccardo Rossi leader, per anni, di un gruppo di opposizione in Consiglio. Per questo non comprendo l’immobilismo del primo cittadino e, di conseguenza, della sua Giunta di fronte allo squilibrio di bilancio che, stando a quanto accertato dal dirigente del settore, è pari (per ora) a un milione e trecentomila euro.

Ad oggi non è stata data alcuna comunicazione sulle misure da adottare per evitare che l’Amministrazione sia a tutti gli effetti in pre-dissesto: non risultano esserci decisioni espressione di progettualità nell’interesse della città. Tutt’altro. La Giunta continua a deliberare il riconoscimento di contributi per una serie di eventi che, per carità, soddisferanno anche il legittimo desiderio-diritto allo svago nel periodo estivo, ma certamente stridono con i tagli con i quali è costretto a fare i conti il settore dei Servizi sociali.

Mi chiedo dove sia il coraggio politico amministrativo che Rossi aveva assicurato nella campagna elettorale. L’esecutivo ne sembra orfano nonostante, più volte, lo stesso dirigente ai Servizi finanziari sia intervenuto ribadendo che la salvaguardia degli equilibri può essere realizzata con economie di spese – quelle non obbligatorie – in aggiunta a maggiori entrate. Sul punto, silenzio assoluto del sindaco. Eppure devono esserci spese che è possibile ridurre. Di recente il dirigente ha espresso un, evidentemente sofferto, parere favorevole al riconoscimento di contributi per il festival Leonardo Leo e per la realizzazione del Yeahjasi Brindisi Pop Fest, rappresentando infatti la precarietà degli equilibri di bilancio con conseguente necessità della riduzione della spesa corrente. Un richiamo caduto, evidentemente, nel vuoto.

Cosa si aspetta a intervenire? Brindisi non ha bisogno del Messia o di preghiere ai Santi Patroni che si appresta a festeggiare, ma di persone di buona volontà che, con senso di responsabilità e prudenza, si mettano al lavoro, passando in rassegna tutte le voci di spesa tagliando il superfluo. Esattamente come fanno le famiglie brindisine per riuscire ad arrivare alla fine del mese. Per chi ha scelto di fare politica è un dovere. E allora il sindaco dica cosa si può e si deve fare in questo contesto: riequilibrerà e come? Oppure si farà ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (c.d. pre-dissesto), come pur sembra probabile? 

Quello che è certo è che non è più tollerabile procedere lungo il sentiero disconnesso dell’approssimazione che ha portato a una sovrastima delle entrate, prevedendo, ad esempio, la prossima apertura della discarica di Autigno con introiti per due milioni e 700mila euro nel 2019. Manca a tutt’oggi l’istanza per l’Aia. Deserto è andato il bando per la vendita dell’ex cinema Di Giulio e del palazzo che per anni è stato sede dell’Agenzia delle Entrate. Il Comune aveva previsto entrate per quasi sei milioni di euro. Da ridurre c’è anche la previsione di incassi legati alle sanzioni per difformità degli impianti fotovoltaici: meno 700mila euro.

Di contro, dal Settore servizi sociali sono state chieste variazioni in aumento per un totale di quasi 900mila euro: servono fondi per coprire le rette dei minori in istituto (700mila euro), per i contributi per gravi malattie (150mila euro) e per quelli destinati alle famiglie sfrattate (40mila euro). Persino il capitolo per prodotti di pulizia per il centro anziani necessita di una variazione in aumento. Non c’è tempo per aspettare. Serve coraggio, altrimenti si continuerà a tradire la promessa di cambiamento. E Brindisi non lo merita.

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