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"Brindisi ormai si è arresa ai rifiuti: nessuna soluzione dal Comune"

Albano e Saponaro di Articolo 1: "La percentuale della raccolta differenziata  relativa allo scorso mese di aprile è sprofondata  al 18,61 per cento. Non è possibile continuare a fare finta di niente, a rimanere inerti. E' necessario anche liberarsi dalla sindrome del conclave, uscendo dal Palazzo per andare  tra la gente"

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota di Vincenzo Albano del Comitato Articolo 1 di Brindisi e del consigliere comunale Cristian Saponaro sulla raccolta dei rifiuti in città

Crediamo che in questa città  non abbia più alcun senso continuare a parlare di raccolta differenziata dei rifiuti. Come del resto di decoro ed igiene urbana, di pulizia, di  lavaggio strade, di pulizia dei contenitori stradali e condominiali, di deblattizzazione, derattizzazione e disinfestazione,  per  arginare  la periodica  invasione di  zanzare,  vespe, blatte, topi, ma anche di diserbo e di quant'altro previsto nel capitolato relativo al servizio dei rifiuti, per l'esecuzione dei quali i cittadini pagano una tassa esagerata. Infatti la percentuale della raccolta differenziata  relativa allo scorso mese di aprile è sprofondata  al 18,61 per cento che da testimonianza di una città che si è ormai arresa ai rifiuti.

cassonetti pieni di rifiuti-2

Ma  le percentuali di tutti questi  30 mesi di gestione della Ecologica non sono stati certamente  esaltanti, anzi. Collocate sempre a  distanza siderale dal 58,35 per cento fissato in capitolato e dal 65 per cento previsto  dalla legge. Un risultato deludente di molto inferiore anche alle percentuali raggiunte dal precedente gestore, che pure non aveva brillato. E per questo motivo era stato censurato e sostituito.

Da parte sua, l'Amministrazione Comunale, al di là dei proclami velleitari, delle ordinanze contingili ed urgenti, delle tante  gare di appalto del servizio, biennali, semestrali, decennali, naufragate nelle aule del tribunale amministrativo, revocate, andate deserte, non assegnate,  cosa ha fatto di concreto per  contrastare questa dispendiosa  tendenza? Praticamente niente. Invece di mettere mano al sistema di raccolta dei rifiuti, riconsiderare le attività messe in campo, pretendere almeno l'esecuzione di quanto previsto e pagato, si è  limitata solo ad applicare le sanzioni  previste in capitolato  per il mancato raggiungimento dell'obiettivo contrattuale del 58,35 per cento per la mancata attivazione delle isole ecologiche, per tutti gli inadempimenti che è riuscita a rilevare, mentre la città annaspava fra rifiuti e  odori nauseanti. Come se fosse stata affrancata dalla responsabilità di attivarsi per raggiungere l'obiettivo di raccolta fissato dalla legge  e di risparmiare sui costi per abbassare la bolletta a carico dei cittadini,  come hanno fatto molti comuni della nostra provincia.

Sanzioni peraltro in parte annullate per effetto di una sentenza del Tar di Lecce, che sarebbe opportuno inviare per conoscenza alla Corte dei conti, in quanto, a nostro avviso, in  contrasto  con diversi pronunciamenti della stessa Corte, che non ha esitato a condannare diversi amministratori e dirigenti locali al pagamento di somme importanti, a causa del mancato raggiungimento delle percentuali minime di raccolta differenziata previste dalla legge.

Cassonetti condominiali nei pressi dell'Itc Marconi

Ravvisando nel loro comportamento un atteggiamento di sostanziale inerzia rispetto alle attività,  che avrebbero dovuto svolgere  per migliorare il servizio di raccolta differenziata e  garantire il rispetto delle percentuali previste. Comportandosi  come se quelle percentuali non esistessero. Una decisione, quella del Tar che di fatto ha restituito alla ecologica circa 650mila euro  e scaricato interamenti i maggiori costi di circa 1.300.000 euro, interamente sulla bolletta che pagheranno i cittadini .

 Per questo è  urgente riorganizzare il sistema di raccolta,  estendendo il servizi porta a porta spinto in tutte le zone della città come previsto nel capitolato del 2013 e mai realizzato, introdurre la tariffa puntuale, premiando  i cittadini virtuosi con consistenti sconti sulla ta.ri.,  aumentare i giorni  di raccolta , ripristinare e attivare le 8 isole ecologiche inutilizzate  esistenti in città,  ma anche utilizzare in aggiunta   isole ecologiche mobili, per permettere  ai cittadini di conferire rifiuti ad ogni ora del giorno o della notte. Liberando finalmente la città dai rifiuti.

Crediamo che non sia più possibile continuare a fare finta di niente, a rimanere inerti. Ma è necessario anche liberarsi dalla sindrome del conclave, uscendo dal Palazzo per andare  tra la gente,  esplorando i bisogni dall’interno del tessuto della città, alla ricerca dei saperi e delle idee di chi è più  vicino al problema e lo  vive tutti i giorni sulla propria pelle. Ascoltare la loro opinione, i loro suggerimenti, le loro priorità, non limitarsi a semplici sporadiche apparizioni senza alcun fine . Fare finalmente qualcosa per la città.

Anche perché  non è più sostenibile  il reperimento di aree per discariche di tipo tradizionale,nè si può continuare a inquinare la terra ormai satura di veleni, o  pensare, come fa qualcuno,  di bruciare i rifiuti a costa morena, in un territorio come il nostro,  dichiarato ad alto rischio di crisi ambientale, ma anche ad elevata concentrazione di stabilimenti industriali a rischio di incidenti rilevanti. In grande sofferenza anche sotto l'aspetto ambientale. Ma non si può più continuare a far pagare ai cittadini, ai professionisti e  alle imprese l'impossibile, e farli vivere costantemente tra i  rifiuti .

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