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Sabato, 4 Dicembre 2021
Politica

"Politiche giovanili, nessuna iniziativa dell'Amministrazione Carluccio"

Francesca Donnicola di Articolo 1: "L’ultima speranza per promuovere le nuove generazioni è sfumata qualche settimana fa con l’approvazione in Consiglio Comunale di un Bilancio di previsione per il biennio 2017-2019 nel quale non c'è alcuna attività"

Dieci mesi di amministrazione Carluccio senza nessuna forma di attività per le politiche giovanili, l’ultima speranza per rinvenire tracce di investimento per promuovere le nuove generazioni è sfumata qualche settimana fa con l’approvazione in Consiglio Comunale di un Bilancio di previsione per il biennio 2017-2019 che non  intravede neanche lontanamente l’ombra di alcuna attività politica finalizzata a questo.

Il municipio di Brindisi-5

Ma davvero una città può pensare di innovarsi senza nessuna traccia di investimento per il supporto e la crescita delle nuove generazioni e di politiche giovanili a tutto tondo, specie in una realtà come quella brindisina profondamente impantanata e senza margini di sviluppo e realizzazione per i giovani? Le due dimensioni che da sempre appartengono al mondo dei giovani,  lavoro e scuola - anziché essere il trampolino di lancio nella vita - nella nostra città rappresentano un problema a dir poco preoccupante perché assumono le sembianze della disoccupazione allarmante e della dispersione scolastica. L’attuale amministrazione, di fronte a questo scenario insostenibile, rimane indifferente e nel Bilancio di Previsione propone il nulla. Noi come forza di sinistra auspichiamo un cambio di rotta che ponga la “questione giovani” tra le priorità di un vero progetto per la città, certamente più importante di sagre, festival e fiere.

Anziché assistere quotidianamente alle lotte dei bagarini di maggioranza, preferiremmo ascoltare  un dibattito serrato, ragionato e progressista circa le scelte da compiere in città per garantire futuro alle nuove generazioni; ma fare ciò significa avere chiaro un modello di sviluppo - di cui ancora oggi non v’è traccia - e un’idea ben precisa di città - forse mai avuta e certamente non più sintetizzabile nello slogan “brindisi ai brindisini”.

È certo che le estemporanee iniziative - buone solo per comunicati stampa locali - non sono gli strumenti sufficienti a marginare situazioni gravi, come sono la disoccupazione e la dispersione scolastica,  né tanto meno si può pensare che siano queste le sole attività con le quali seriamente affrontare questioni gravi. La lotta per il posto al sole in maggioranza è tale da impegnare tutte le forze residue solo lì, pertanto, per un’analisi sui problemi seri non rimane né tempo né energia.  Alla luce di ciò l’intento è quello di togliere ogni imbarazzo e ogni fatica, per cui si presenta di seguito il quadro bello e fatto della scoraggiante situazione brindisina sul fenomeno della dispersione scolastica.

Stando agli ultimi dati MIUR e RAV la nostra città indossa la maglia nera in Puglia per tasso di dispersione: sfiora il 22 per cento, il più alto della regione. Secondo le fonti autorizzate, dagli ultimi dati aggiornati, è possibile individuare percentuali preoccupanti: della totalità degli studenti che hanno scelto di iscriversi agli istituti superiori di secondo grado circa il 10 per cento vive una sofferenza scolastica tra evasioni, abbandoni, frequenze irregolari, ripetenze ed ammissioni con debito e nello specifico il 25 per cento è in drop-out, ossia ha volontariamente stoppato il percorso di studi senza raggiungere nessuna qualifica legalmente riconosciuta.

La situazione brindisina si inserisce perfettamente in un contesto altrettanto drammatico a tutti i livelli: provinciale, regionale, del mezzogiorno e nazionale. La Puglia, infatti, sale sul podio dei perdenti del Sud, dopo Sardegna e Sicilia, e si aggiudica il terzo posto per incapacità a garantire il diritto allo studio e al successo scolastico. Il tutto combacia esattamente con un Mezzogiorno che vede ben 79mila studenti compresi fra i 14 e i 16 anni in dop-out, rispetto al Nord d’Italia in cui il fenomeno -seppur esistente - assume traiettorie differenti: mentre i loro giovani abbandonano la scuola per immettersi – seppur debolmente – nel mondo del lavoro, i nostri ragazzi – oltre che a “disperdersi” rispetto al circuito formativo -  rimangono totalmente inattivi, con le conseguenze di facile immaginazione: devianza, delinquenza, zero competitività formativa e istruttiva.

Articolo 1-2L’Europa nel suo programma 2020 ha investito, tramite i Fondi Strutturali, attività volte a potenziare le Politiche giovanili ed abbattere la dispersione almeno al 10 per cento per un’Italia che ad oggi la conta al 19 per cento rispetto una media europea del 12 per cento. Alla luce di questa situazione nazionale tragica che peggiora sempre di più nelle realtà locali si rischia un serio collasso generazionale se non si interviene concretamente e tempestivamente alimentando un esodo di ragazzi e giovani adulti che ricorda le immigrazioni degli anni 60’ nelle grandi città.

Per Brindisi sono da evitare iniziative sporadiche e contingenti che fomentano il clientelarismo e - al contrario - sono necessari interventi di carattere strutturale, per arginare l’emorragia formativa; e non ci si venga a sbandierare, poi, che gli ultimi tentativi rivolti a dare una forma al “polo universitario” siano interventi strategici per le politiche giovanili, perché – diciamola tutta- a Brindisi l’università non c’è. Punto. E lo sforzo che si fa (non più di tanto, ma con una distrazione economica non indifferente) di farlo passare per polo studium , in verità è distante anni luce dalla lontana idea di vera università.

Noi di Articolo Uno MDP vogliamo intervenire concretamente per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica, pertanto riuniremo le nostre energie e le investiremo in un doposcuola sociale a costo zero che ci vedrà impegnati in prima persona. Il progetto in atto  si pone due semplici, ma fondamentali, obiettivi di sinistra in coerenza con i valori di mutualità e socialità di Art 1 MDP: sostenere i nostri studenti che hanno difficoltà a raggiungere il successo formativo e scolastico con la finalità di marginare il drop-out locale e porsi da stampella alle famiglie brindisine che non hanno le possibilità economiche per intervenire privatamente su problematiche educative e sulle difficoltà di apprendimento e rendimento didattico dei propri figli.

Sappiamo che siamo ormai a Maggio pertanto il progetto decollerà certamente lontano rispetto la tempistica scolastica utile a risanare situazioni difficili, ma garantiamo che ci sono le risorse per iniziare a ridosso dell’inaugurazione della nostra sede e continuare senza sosta fino a fine anno ed oltre. Estendiamo l’invito a tutti i cittadini e le cittadine che volessero impegnarsi con noi a collaborare in questa iniziativa di supporto ai nostri ragazzi. 

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