Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

La moltiplicazione delle poltrone non aiuterà a risolvere i problemi della città

Devo confessare che la notizia della nascita della nuova Giunta Comunale, mi ha procurato grande sollievo, dovuto alla considerazione che si sarebbe finalmente posto fine del tormentone del Toto-Assessore

BRINDISI - Devo confessare che la notizia della nascita della nuova Giunta Comunale, mi ha procurato  grande sollievo, dovuto alla considerazione che si sarebbe finalmente posto fine del tormentone del Toto-Assessore, che aveva finito per assorbire quasi completamente l'impegno e l'attività dell'amministrazione comunale. Condizionate peraltro da tante dissonanze interne, che sembrano essere state per il momento sopite. Almeno in apparenza.

Io naturalmente non mi permetto di sindacare sul diritto della sindaca di modificare a suo piacimento la compagine di governo del comune di Brindisi, perché rientra nella sua valutazione discrezionale, oltre che nella sua responsabilità.

Ma mi è difficile rintracciare in questa operazione, che di fatto ha portato alla moltiplicazione delle poltrone con l'aggiunta di tre mini assessorati,  la conferma del proposito del rinnovamento della politica e dell'attività amministrativa in questa città. Più volte manifestate in campagna elettorale.

Intanto c’è da domandarsi perché avviene tutto questo, quando si è  sempre ribadito che tutto andava bene, che  le critiche all' Amministrazione erano, oltre che esagerate, infondate e strumentali. Frutto delle fantasie dei criticoni ad ogni costo.

Ma gli interrogativi a cui bisognerebbe dare una risposta sono tanti. Intanto capire se questi cambiamenti sono dettati da questioni politiche, che attengono alla insufficienza dell’azione di governo, cosi  come si è  concretizzata in questi mesi, oppure se l' inadeguatezza riguardava  solo gli assessori  sostituiti. Ma anche se la rimodulazione di assessori ed assessorati prelude ad una rivisitazione del programma di governo o al  cambiamento delle sue linee di sviluppo, come erano state delineate in precedenza.

Io credo che sia necessario fare chiarezza con i cittadini, che ne hanno tutto il diritto, perché quello che è avvenuto non può, né deve  essere considerato come normale  routine, ma deve essere valutato in tutte le sue implicazioni politiche, che non possono essere superate facendo riferimento solo alla cabala dei numeri, ma devono essere suffragate dalla conferma del collante di una comune prospettiva politica, progettuale e programmatica, che sia concreta e non fumosa.

Perché così facendo, si superano le votazioni in aula, ma, come sempre è avvenuto, non si va da nessuna parte, non si risolvono i problemi. Si costruiscono solo i presupposti per un successivo giro di poltrone.

Occorre una risposta convincente, altrimenti questi avvicendamenti, questa moltiplicazione di poltrone con i tre mini assessorati, probabilmente per accontentare chi soffriva molto a causa dell' astinenza dalle poltrone, verrà recepito dalla città per quello che effettivamente appare: una operazione camaleontica, di scarso spessore politico, senza alcuna concreta prospettiva, portatrice di interessi esclusivamente soggettivi, che ripropone in maniera prepotente e porta al centro del dibattito politico di questa città, il tema della inadeguatezza della maggioranza in comune. Messa in evidenza a cominciare dal giorno successivo alle elezioni.

La verità invece va detta con chiarezza e pacatezza, anche se con estrema determinazione: questa città sta morendo e responsabile dell'attuale disastrosa situazione economica e sociale è da attribuire alle diverse maggioranze che si sono avvicendate in questi anni, che si sono dimostrate totalmente incapaci di leggere e affrontare i veri problemi di questa città.

Non credo che ci sia più tempo da perdere, occorre fare presto. Perché mentre ci si attardava a discutere di organigrammi, ad adagiarsi soddisfatti per la realizzazione di qualche sagra paesana, di qualche manifestazione, la città, il lavoro, l'occupazione, l’industria, il commercio, l’agricoltura, l’ambiente la vivibilità, il decoro urbano, la viabilità, scivolano con sempre maggiore rapidità verso un declino sempre più vistoso, sempre più traumatico, per contrastare il quale occorre agire subito.

 Sono senz'altro consapevole che si possa tentare di liquidare la mia riflessione come frutto di una mentalità dietrologica, incline ad assumere un atteggiamento critico ad ogni costo, ma qualcuno mi dovrebbe aiutare a rintracciare nell'ambito dell'attività amministrativa, per come si è concretizzata in questi mesi, cosa è stato effettivamente fatto. Dove rintracciare quella città turistica, moderna, operosa, di cui tanto si favoleggiava in campagna elettorale.

Perchè attualmente io vedo solo una città in grande sofferenza, che vive continuamente tante situazioni reali di disagio, di povertà crescente, di grande disoccupazione, di grandi problemi finanziari, rispetto alle quali l'attività amministrativa e programmatica si è dimostrata indolente, sorda opaca, incline ad impantanarsi nella palude della piccola emergenza. Incapace non solo di programmare il futuro, ma anche di portare l'attività amministrativa là dove ci sono gli effettivi bisogni della città e dei cittadini.

Non credo si possa ancora attardare nella matematica delle poltrone, se si vuole evitare di condannare la città alla  sofferenza cronica. La città, i cittadini, non hanno bisogno di giri o moltiplicazione di poltrone. Hanno solo bisogno di  impegno, di fatti concreti, di una Amministrazione che sappia quello che deve fare e lo faccia realmente. E che purtroppo non si sono ancora manifestati. C'è solo tanta indifferenza e demagogia.

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