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"Il fittiano Guadalupi e la Via Francigena: fuori luogo e fuori tempo"

Una nota di critica dell'avvocato Massimo Ciullo alle dichiarazioni del presidente del consiglio comunale di Brindisi, Pietro Guadalupi, a proposito del prolungamento di una delle Vie Francigene sino a Leuca

BRINDISI - Una nota di critica dell'avvocato Massimo Ciullo alle dichiarazioni del presidente del consiglio comunale di Brindisi, Pietro Guadalupi, a proposito del prolungamento di una delle Vie Francigene sino a Leuca che, a dire dello stesso Guadalupi, costituirebbe una forzatura storica dannosa per Brindisi. 

Il presidente del consiglio comunale, Pietro Guadalupi, ha annunciato su Facebook di aver redatto e presentato un ordine del giorno che impegna la sindaca a verificare se sussistono le condizioni per “fare opposizione a quanto definito dalla delibera di giunta regionale n. 190, relativa al prolungamento delle Vie Francigene fino a Leuca”. Tanto perché, sostiene Guadalupi, “Bisogna tutelare la memoria storica e l'identità di Brindisi, la nostra Città!”. 

L'iniziativa, approvata dalle forze politiche presenti in Consiglio comunale, è inammissibile sia politicamente sia giuridicamente. Innanzitutto, il presidente dell'assise comunale arriva in grave ritardo sull'argomento, dimostrando la subalternità politica del gruppo brindisino di Direzione Italia, già CoR, cioè il partito di Raffaele Fitto, rispetto a quello leccese.

Infatti, la questione del riconoscimento delle Vie Francigene pugliesi è oggetto di dibattito, in sede di giunta regionale, da più anni e quando inizialmente si riconobbe Brindisi come ultima tappa del percorso verso la Terra Santa, il partito di Guadalupi, cioè di Fitto, protestò duramente, tanto è vero che l'autorevole Erio Congedo, consigliere regionale dei CoR, oggi Direzione Italia, presentò una interrogazione per chiedere che venisse rivista la scelta di escludere la provincia di Lecce, dichiarando pubblicamente: “Sarebbe un'omissione ingiustificata ed ingiustificabile fermare a Brindisi il percorso escludendo quindi il territorio di Lecce”.

Ebbene, la richiesta di inclusione di Congedo risale al 20 aprile 2016 e la prima delibera regionale che ha portato i leccesi, soprattutto colleghi di Guadalupi, a rivendicare l'inclusione della provincia di Lecce è la n. 1174 del 2013. Ora, a lavori chiusi, assume un significato puramente demagogico la proposta di Guadalupi che bene avrebbe fatto a seguire anticipatamente la vicenda e magari affrontarla utilmente anche in sede politica con i suoi referenti istituzionali in Regione, con i quali ribadire la non subalternità di Brindisi a Lecce.

Ed invece, il rappresentante brindisino del partito che fa capo al magliese Fitto tenta di portare la questione sul piano giuridico, dimenticando due aspetti fondamentali: che la delibera di giunta regionale non è tecnicamente impugnabile anche perché Brindisi non è stata esclusa dalle Vie Francigene ed altresì   perché i giudici del Tar non potrebbero mai sostituirsi agli storici in merito ad una questione così controversa.

Forse, secondo Guadalupi, l'amministrazione pur di opporre in giudizio la delibera regionale dovrebbe pagare ingenti spese di perizie storiografiche da produrre in giudizio? Non mi pare che il presidente Guadalupi, oggi così attento, abbia partecipato alla conferenza sulle Vie Francigene che si tenne lo scorso 28 gennaio a Palazzo Nervegna, con relatore il prof. Caucci von Saucken, massimo esperto in materia. Si sarebbe reso conto della delicatezza dell'argomento e della non prestabilità a battaglie campanilistiche. Quindi, se davvero Guadalupi ci tiene alla nostra Città, allora inizi a puntare i piedi con i fittiani leccesi prima di ogni altra cosa.

                                                                                                          

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