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Passaggio a livello di via Osanna

Passaggio a livello di via Osanna

Intervento/ Non riesumate quel cavalcaferrovia

BRINDISI - Sembra che questa città sia condannata a incartarsi sempre sugli stessi argomenti. Naturalmente solo quelli che possono procurare danno. Infatti, è stato riproposto il tema della soppressione del passaggio a livello di via Osanna.

BRINDISI - Sembra che questa città sia condannata a incartarsi sempre sugli stessi argomenti. Naturalmente solo quelli che possono procurare danno. Infatti, nel corso della conferenza stampa tenuta nei giorni scorsi dal Comune di Brindisi e Rete ferroviaria Italiana, è stato riproposto il tema della soppressione del passaggio a livello di via Osanna, rinviando la trattazione dell'argomento al termine delle vacanze estive.

Ci auguriamo che ci venga risparmiato il solito tormentone, che se ne parli in termini progettuali diversi dal passato, che non venga riesumato e riproposto ancora una volta il solito vecchio progetto di cavalcaferrovia di collegamento fra la Minnuta e via Osanna, dal quale ci separano ormai moltissimi anni da quella devastante ipotesi progettuale e una realtà diversa, determinata anche da molti insediamenti abitativi realizzati nel frattempo in quella zona.

Ma anche e soprattutto per effetto del moderno approccio polifunzionale alla pianificazione urbana e alla mobilità, che lo fecero e lo fanno diventare non adatto agli interessi della città, alla sua vivibilità, alle sue esigenze di mobilità e alle aspettative dei cittadini. Un progetto che avrebbe oltretutto determinato una ulteriore frattura alla città , una barriera insormontabile alla mobilità pedonale fra via provinciale S. Vito e il quartiere cappuccini.

Questi furono i motivi alla base della mobilitazione del comitato di quartiere Minnuta - Cappuccini, che con una petizione firmata da oltre un migliaio di cittadini indirizzata al sindaco ed al prefetto, manifestò la sua contrarietà al progetto, a causa di quelle che si ritenevano pesanti e deleterie implicazioni ambientali e condizioni di vivibilità dei quartieri, per una infrastruttura che doveva inerpicarsi nel mezzo di due lunghe file di palazzi, a pochissima distanza dalle finestre delle abitazioni di centinaia di famiglie, per planare nell' angusta carreggiata di via Osanna. Non certamente in grado di sopportare il gran volume di traffico, che si voleva incanalare in quella zona.

La stessa commissione lavori pubblici del Comune di Brindisi, ritenne di dover chiedere all'unanimità l'eliminazione dell'intervento dal piano triennale delle opere pubbliche e del relativo impegno di spesa, non ritenendolo né "ipotizzabile" , né "realizzabile". Una soluzione quella proposta a Brindisi, che in tantissime altre realtà era stata bocciata , in favore di soluzioni nuove, più adatte e rispettose delle esigenze delle città, dei cittadini e dell'ambiente.

Per questo negli anni scorsi abbiamo più volte espresso la nostra decisa contrarietà alla realizzazione di quell'opera, richiamando nell'aula consiliare il consiglio comunale e la sua maggioranza al dovere di rendere giustizia alle fondate preoccupazioni di quei cittadini.

Crediamo che l'attuale amministrazione non debba discostarsi dalle decisioni adottate, facendo proprie quelle motivazioni, che convinsero il sindaco dell'epoca , a comunicare formalmente ad Rfi la contrarietà dell'amministrazione e della città alla realizzazione di quel progetto e a comunicarlo a tutti i cittadini dei quartieri interessati. Anche perché non mi sembra che ci sia spazio e motivi per ripensamenti.

Nondimeno, la circostanza potrebbe essere utilizzata per richiamare Rete Ferroviaria Italiana agli impegni sottoscritti relativi alla costruzione del sottopasso carrabile di via Appia, ma anche alla realizzazione di una barriera anti rumore all'interno del tessuto urbano, a protezione degli insediamenti dei quartieri Cappuccini, Minnuta, Centro e Bozzano, per attenuare il rumore, talvolta assordante, provocato dai treni in transito, che sta fracassando i timpani e l'esistenza di tante persone.

 

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