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Rimpasto giunta: "L'annunciata rivoluzione ha partorito un topolino"

Pri Brindisi: " Giusto qualche esterno di prestigio e qualche poltrona per accontentare i gruppi consiliari"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento del Partito Repubblicano Italiano di Brindisi a firma del segretario cittadino
Vito Birgitta e del capogruppo consiliare Gabriele Antonino. 

"Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi" scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo celebre romanzo "Il gattopardo". A Brindisi non hanno neppure fatto finta di cambiare. L'annunciata rivoluzione copernicana che avrebbe dovuto fare seguito al ritiro delle deleghe agli Assessori della Giunta Rossi alla fine partorirà un topolino. Giusto qualche esterno di prestigio e qualche poltrona per accontentare i gruppi consiliari che si sono formati dopo lo svolgimento delle elezioni amministrative distaccandosi dalle liste in cui erano stati eletti. Quello che era stato annunciato come un momento di riflessione, cui avrebbe fatto seguito un rilancio della azione amministrativa, in realtà si tradurrà in un mero valzer di poltrone, reso più facile dalle dimissioni del Presidente del Consorzio dell'Area Industriale.

Anche in quest'Ente, quindi, si tornerà alla logica spartitoria e rappresentanti di partito prenderanno il posto di un Consiglio di Amministrazione che aveva segnato una discontinuità con il passato, composto com'era da imprenditori o rappresentanti dell'associazionismo datoriale. Ovviamente senza dire alcuna parola sul futuro che si vuole riservare a questo Ente, minacciato di scomparsa dalla riforma dei Consorzi Industriali di cui si è fatto promotore l'Assessore Regionale alle Attività Produttive Delli Noci.

E intanto la città langue, in attesa che le eterne promesse vedano finalmente la luce. L'insipienza della Amministrazione Rossi ha fatto sì che Brindisi rimanesse esclusa dai fondi europei per la transizione energetica; che il Contratto Istituzionale di Sviluppo rimanesse chiuso in qualche cassetto e che persino i ristori che sarebbero state disposte a corrispondere le aziende che hanno realizzato la TAP rimanessero inutilizzati. 

Intanto, in nome della legalità, si fa la faccia feroce con chi non si può difendere. Non vengano assunti i provvedimenti per la dilazione in 72 rate del pagamento degli oneri di urbanizzazione dovuti dagli abitanti delle contrade, nonostante un ordine del giorno approvato alla unanimità dal Consiglio Comunale. Viene ritardata all'infinito la consegna degli alloggi agli abitanti delle baracche di Parco Bove, che hanno trascorso un altro inverno in quegli immobili fatiscenti.
 Non si avvia un confronto serrato con l'Enel per costringere la società a fare chiarezza sui propositi di riconversione di quel sito, destinato a cessare la produzione nel 2025, e per obbligarla ad un intervento di valorizzazione dell'area agricola intorno alla centrale, rientrante nel sito di interesse nazionale di Brindisi e non più suscettibile di ospitare coltivazioni destinate alla alimentazione umana.

Si ostacola in tutti i modi la realizzazione di opere portuali che già beneficiano di importanti finanziamenti. Si disquisisce su possibili differenti localizzazioni del deposito di Gnl di Edison nonostante il diverso parere espresso dal Consiglio Comunale. Si presta attenzione solo ad un impianto di produzione di idrogeno, senza fare chiarezza sulla sua localizzazione e di quella dell'impianto fotovoltaico che dovrebbe consentirne il funzionamento.

Ci si nasconde dietro accordi con gli Ordini professionali per distribuire incarichi agli amici degli amici, alcuni dei quali occupano posizioni apicali nella Amministrazione Comunale. E intanto il partito di maggioranza relativa della coalizione lancia roboanti proclami per nascondere la sete di poltrone che lo caratterizza. Se si potesse scrivere un sequel del romanzo Il Gattopardo il testo potrebbe avere questo incipit: "Se vogliamo che tutto rimanga com'è, ed anzi peggiori, basta dire che si vuole cambiare la storia".

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