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Matteo Renzi

Matteo Renzi

Intervento/ Spero in un cesarismo progressivo

È stata la mia prima volta alle primarie, rito che non condivido ma che si è fatta strada come unica forma di democrazia partecipata nel paese culla del diritto. Ho votato per Pippo Civati persuaso (e speranzoso) che Matteo Renzi vincesse come ha vinto.

BRINDISI - Matteo Renzi ha vinto anche in provincia di Brindisi con 1087 voti su 1626 votanti (Gianni Cuperlo 288 voti, Pippo Civati 247). E il dibattito sul nostro giornale attorno alle primarie del Pd sembrerebbe esaurito sino ai prossimi eventi. Ma Non è proprio così. Ecco cosa ne pensa della vittoria di Renzi Pino De Luca, uno dei tanti "non Pd" che alle primarie è andato a votare lo stesso.

È stata la mia prima volta alle primarie, rito che non condivido ma che si è fatta strada come unica forma di democrazia partecipata nel paese culla del diritto. Ho votato per Pippo Civati persuaso (e speranzoso) che Matteo Renzi vincesse come ha vinto e che Pippo potesse avere un consenso tale da proiettarlo verso un centro di gravità capace di attrarre la nebulosa che si chiama "sinistra". L'alternativa, Gianni Cuperlo, era un buco nero. La Conservazione con la lettera maiuscola di una classe dirigente che ha vissuto dal PCI al PD semplicemente dilapidando il patrimonio di famiglia ed eliminando i possibili eredi.

Gianni Cuperlo e i suoi sostenitori escono sconfitti da questa che è la fondazione del Pd, uscito dalla genesi dell'abbraccio tra Pds e Margherita ed approdato ad una forma partito davvero americana. È arduo il compito del sindaco di Firenze: taglio di un miliardo ai costi della politica, cancellazione delle Province, nuova legge elettorale, rivoluzione culturale che ponga la scuola al centro dell'attenzione politica.

Follia? Presunzione? Ipertrofia dell'ego? Forse ? ma sono necessità irrinviabili, la coesione sociale principia a cedere, gli sbraitatori fascistoidi riempiono le piazze, il ceto medio fibrilla, la classe operaia è isolata, ridotta in nobilissime enclave come la Fiom ma che non riesce a costruire quell'asse vitale con le altre categorie del lavoro. Precarietà e disoccupazione impongono un Napoleone I.

Ma noi che abbiamo letto qualche pagina di Gramsci, possiamo e dobbiamo rallegrarci della fine del Napoleone III e della possibile generazione del Napoleone I. Essere di sinistra in questi frangenti inesplorati significa lottare affinché si pongano le condizioni per abbattere il "cesarismo regressivo" e promuoverne uno "progressivo", ma che sia poco cesarismo e molto progressivo. Di chi, dove, come e quando non tocca a me occuparmene.

I comunisti, scacciati da ogni consesso politico di sinistra o presunta tale, bisogna tenerli lontani dal "potere", sono fastidiosamente certosini e studiano pure. E non si occupano di "battere Berlusconi" o di "rispondere ai grillini", semplicemente si occupano di cambiare i rapporti di forza tra capitalisti (una manciata) e lavoratori (il resto del mondo). Magari spiegando ai "pezzenti con la partita Iva" che chi li ha dipinti come capitalisti lo ha fatto solo per prenderli per il culo e loro ci sono caduti con tutte le scarpe.

Che i capitalisti veri, avendo un grande capitale, possono vivere con gli interessi sugli interessi che il capitale produce. Tanto per capirci. E non pagano nemmeno tasse ?

P.S. - I valori della sinistra, per ora, sono in buone mani, in custodia a Papa Francesco ? caro Benny.

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