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"Meriti professionali e ragion politica: ma ci meritiamo tutto questo?"

Laurearsi alla Bocconi non è poca cosa, sia sotto il profilo dello studio sia per il rilevante sacrificio economico che un genitore deve compiere. Sicuramente per chi possiede soltanto la licenza media, vedere il proprio figlio laurearsi nella prestigiosa università è motivo di orgoglio e di vanto

Laurearsi alla Bocconi non è poca cosa, sia sotto il profilo dello studio sia per il rilevante sacrificio economico che un genitore deve compiere. Sicuramente per chi possiede soltanto la licenza media, vedere il proprio figlio laurearsi nella prestigiosa università è motivo di orgoglio e di vanto, così come  per chi ha raggiunto il meritato traguardo. Non appare corretto, dunque, chiedersi per quale motivo un ragazzo, seppur bravo, debba essere preferito a tanti altri (altrettanto bravi), nell'assunzione di un lavoro retribuito da tutti noi cittadini. Così come un genitore si è sacrificato per il figlio, allo stesso modo tutta la cittadinanza si deve ritenere obbligata ad onorare l'amicizia e la relativa cortesia tra amici.

Non riesco davvero a comprendere perché mai la gente debba indignarsi se il sindaco, pur nella illegittimità di un atto che sarebbe vietato (a mente della spending review), abbia dato la possibilità a se stesso prima, ed ad un giovane laureato allo Bocconi poi, di percepire circa 8.300 euro regolarmente corrisposti dai cittadini con le tasse, per la profusione di un lavoro della durata di tre mesi scarsi.

Si potrebbe ipotizzare, come dedotto da qualche informazione raccolta dalla stampa e dalle dichiarazioni di qualche politico avverso, che ci si possa sdebitare di quel prezioso apporto del diciassettesimo uomo che ha risolto una gravissima crisi a palazzo di città, e dall'altro lato, dare una possibilità a qualcuno (nel senso letterario, e cioè se non fosse qualcuno, sarebbe nessuno) di pregiarsi di un lavoro importante e ben retribuito (e che se fosse nessuno, non avrebbe probabilmente mai ottenuto) ed il tutto sul mero presupposto di un rapporto altamente fiduciario. Ma d'altronde, la fiducia dovrebbe cementarsi nel tempo, ed il giovane neo assunto appare notevolmente giovane per aver un giusto grado fiduciario.

Ebbene, l'esatto specchio della politica nostrana, consta delle azioni poste in essere da chi dovrebbe rappresentarci, e nelle fattispecie, anche dalle caratteristiche personali degli uomini che lo compongono. In uno, questa è la nostra politica e le genti che la formano, senza sottacere la mancata vigile opera di controllo che avrebbe dovuto tenere l’opposizione, e sopratutto, la manifesta ignoranza di noi tutti cittadini allorché esercitiamo il diritto di voto.

Sarebbe curioso incontrare oggi il sindaco della città e sussurragli “ ab amico reconciliato cave” poiché l’antico principio, è stato nell'occasione stravolto (trad.: guardati da chi ti è amico dopo una riconciliazione). Ciò che prova la gente, alla luce di tali evidenti fatti, è la spiacevole consapevolezza di non poter usufruire delle stesse possibilità date a pochi amici concilianti che ben si prestano a camaleontiche trasformazioni e che, stando finanche alle reazioni stesse del proprio partito, neanche quest'ultimo se ne vuole assumere la paternità.

Resta dunque quell'amaro ai tanti giovani brindisini, architetti, avvocati, medici, commercialisti, ingegneri e altri ancora che, nonostante i sacrifici dei genitori e la bravura dimostrata negli studi, non hanno la possibilità di assaggiare i soldi dei propri cittadini e di lanciarsi nella professioni agevolati da rapporti fiduciari anticipati. Ma è davvero quello che ci meritiamo?

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