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Giuseppe Miglietta

Giuseppe Miglietta

Intervento/ "Comune senza programmazione”

Secondo il vicepresidente del Consiglio comunale Pietro Guadalupi (Forza Italia) l'amministrazione Consales pecca nel settore Programmazione economica, che invece era stato il fulcro dei governi Antonino e Mennitti.

A distanza di qualche mese dal mio ultimo intervento sulla programmazione economica europea 2014-2020, colgo l'occasione, vista l'ennesima crisi politica di questa maggioranza, per intervenire nuovamente su questo argomento.

C'era una volta al Comune di Brindisi un assessorato, con relativo settore amministrativo, chiamato Programmazione economica e Sviluppo. Con il sindaco Antonino, suo ideatore, fu il motore della Città intercettando tutti i fondi possibili e immaginabili (anche quelli non possibili e poco immaginabili) che hanno permesso la realizzazione di tutte le opere che ancora oggi si inaugurano in città. Con il sindaco Mennitti, la Programmazione economica è stata il fulcro intorno al quale è nata e si è sviluppata tutta l'attività dell'Area Vasta Brindisina che ancora oggi continua a produrre positivi effetti per la città (es. riqualificazione urbana) e per l'intera provincia.

Con il sindaco Consales, ad oggi, dopo una brevissima parentesi Cannalire (in cui sembrava, ad onor del vero, che qualcosa si stesse muovendo) da un anno a questa parte, di programmazione, progetti, investimenti, fondi, incentivi non se ne hanno più notizie. Non è un problema degli organi d'informazione ma la drammatica verità è che, in un momento particolare (a cavallo tra due cicli di programmazione comunitaria 2007-2013 e 2014-2020, in cui si gettano le basi politico-diplomatiche e giuridico-amministrative di tutte le attività future), il Comune di Brindisi non dice né fa nulla!

Ma la cosa ancor più grave è che, non solo nulla viene detto o fatto, ma neanche nulla si sta pensando di dire o di fare: non si sta compiendo la benché minima attività di stesura di documenti strategico/programmatici propedeutici all'attivazione dei fondi 2014-2020, non si sta coinvolgendo in alcun modo il partenariato economico-sociale nel processo di definizione degli obiettivi a medio-lungo termine. In sostanza, siamo fermi e non sappiamo neanche dove andare. Altro che pagelline di fine anno che benevolmente riportano voti al limite della sufficienza. Qui siamo in presenza non di scolari poco diligenti ma di alunni che in classe non sono mai entrati!

Manca la definizione di una strategia sulla base della quale monitorare bandi e fonti di finanziamento. Bisognerebbe individuare, tra gli assi prioritari suggeriti dall'UE e recepiti dalla Regione Puglia, quelli su cui Brindisi vuole concentrare la propria attenzione e avviare una seria fase di confronto e negoziazione a livello europeo, nazionale e regionale su quelle tematiche per essere pronti nel momento in cui usciranno i bandi. Bisognerebbe avviare tutta una serie di incontri con gli stakeholders locali per raccogliere proposte e suggerimenti.

È evidente che non è un problema di dirigente mancante, di organico ridotto o di consulenti più o meno preparati e/o pagati. La struttura amministrativa esegue ed attua delle direttive di natura politica ed in funzione di esse viene definita: le scelte di potenziare il settore con nuove unità e/o professionalità sono conseguenti ad un preciso ed impartito indirizzo politico che segni la strada da percorrere. Anche questa è programmazione. Con una metafora: se ho la volontà di intraprendere un lungo viaggio di cui conosco l'itinerario mi attrezzo di conseguenza, ma se non so neanche dov'è la porta di casa per uscire è inutile fare biglietti e valigie!

Mentre altre città (Lecce e Bari, per fare esempi a noi vicini) sono già smart, a Brindisi aspettiamo passivamente che qualcuno ci faccia la carità e ci coinvolga, al massimo come partner, dandoci le briciole di una torta che altri mangeranno.

In questi giorni impazza il toto-assessori a seguito dell'ennesima verifica politica interna alla maggioranza, speriamo che si prenda coscienza che esiste un problema di natura politico-programmatica e che la Politica ed i Programmi sono fatti dalle persone a cui si affida la responsabilità di guidare parti importantissime dell'Amministrazione.

Non ci si sta rendendo conto dei danni seri che si stanno arrecando a questa città persistendo con la lottizzazione politica di incarichi che, per la loro delicatezza e rilevanza dovrebbero prescindere dai partiti ed essere affidati a gente con esperienza e preparazione specifica in grado di cogliere, affrontare e vincere le sfide di una aspra competizione tra territori per accaparrarsi le ormai esigue (se paragonate ai primi cicli di programmazione) risorse disponibili. Lo stesso discorso vale per l'Urbanistica, le Politiche ambientali o i Servizi Sociali.

Perché non si interrompa bruscamente il naturale ciclo della continuità amministrativa secondo cui spesso una amministrazione porta a termine opere avviate da amministrazioni precedenti, speriamo che, se proprio questa amministrazione Consales deve proseguire, vengano compiute delle scelte nell'interesse della Città che consentano anche a noi, quando torneremo al governo, di inaugurare opere di cui renderemo il doveroso tributo al sindaco Consales ed ai suoi assessori.

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