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Fusco non si nasconde: “Disponibile a candidarmi a sindaco per il centrosinistra”

“Con Emiliano ci capiamo al volo, però mai parlato del Pd e del Comune di Brindisi. L’uscita insieme al palazzetto non era un’investitura ufficiale”. L'adesione al Pd? "Solo se si rinnova davvero"

BRINDISI – “Dicono tutti che non vogliono essere candidati, invece per me vale l’esatto contrario: sono disponibile a candidarmi a sindaco di Brindisi per l’area di centrosinistra per un motivo molto semplice, perché credo che la mia città meriti attenzione e sono convinto che abbia le potenzialità per superare le criticità. Ma da qui a dire che Michele Emiliano mi abbia indicato per le prossime elezioni, questo no”.

Chi parla è Roberto Fusco, avvocato, nome e volto noti ben al di là degli ambienti forensi essendo consigliere comunale, già in corsa per il tricolore nel 2012, con una lista civica che continua a restare la sua bandiera: “Sì democrazia”. Tre anni e mezzo fa scese in pista da solo, avendo come “rivale” il giornalista Mimmo Consales che si presentava con un gruppo trainato dal Partito democratico e si fermò al 6,7 per cento.

Da allora è presente in consiglio, siede ai banchi dell’opposizione di centrosinistra, come voce alternativa a quella espressa dai consiglieri del gruppo targato Pd. Ma da un po’ di tempo a questa parte, almeno dalle ultime regionali, viene indicato come il candidato primo cittadino su cui punta il governatore della Puglia, Michele Emiliano, anche segretario regionale del Pd, il quale con il sindaco in carica Mimmo Consales non sembra avere molta intesa per non dire nessuna.

Basta fare riferimento alla richiesta di sostituzione dei due assessori del partito, Pasquale Luperti all’Urbanistica e Antonio Monetti all’Ambiente, per ridare slancio all’attività amministrativa. E ancor prima basta ricordare che proprio Fusco ha seguito la lista “Emiliano sindaco di Puglia” alle regionali dello scorso mese di maggio, avendo il “potere di firma”. Più rapporto fiduciario di questo, cosa c’è? I selfie postati su Facebook che li ritraggono assieme sorridenti sono arrivati successivamente, mentre il Pd brindisino si sfilacciava perdendosi nei rivoli delle contestazioni interne.

Del resto, non è mistero per nessuno, di certo non per i componenti del gruppo consiliare del Pd, che Fusco abbia rapporti frequenti se non addirittura giornalieri con Emiliano, tanto è vero che proprio all’interno del partito viene a galla la voce secondo cui il governatore anti-Consales, abbia già deciso che il candidato ideale corrisponde a Fusco. Per cronaca, va detto che Emiliano e Fusco si conoscono dagli anni Novanta, quando il primo era sostituto procuratore a Brindisi.

Vox populi, vox dei?  “Voci, appunto, sono solo voci”, risponde Roberto Fusco. E’ vero che con Emiliano ho un rapporto stabile e che non c’è mai stato nulla di segreto, ma di candidature, della situazione interna al Pd e dei rapporti fra il partito e l’amministrazione Consales, non abbiamo mai parlato”, tiene a precisare.

A questo punto verrebbe da chiedere quel che sembra tormentare le giornate e le nottate di alcuni tesserati del Pd: Fusco sarebbe disponibile a candidarsi, magari nel Pd, vista questa simpatia con Emiliano? E quindi: Fusco ha mai preso in considerazione l’idea di aderire al partito?

Le risposte non si fanno attendere: “Intanto dico subito senza difficoltà alcuna che sono disponibile a candidarmi nell’area di centrosinistra alla quale appartengo e alla quale appartiene la lista Sì Democrazia che è rimasta anche dopo le amministrative del 2012”, dice. “La mia disponibilità alla candidatura va in direzione contraria rispetto a quanto sento dire da altri, pronti a negare. All’indomani del voto ci siamo chiesti se sciogliere la lista o se, al contrario, andare avanti e abbiamo deciso di proseguire pensando al futuro”.

Già, ma il futuro si costruisce partendo dal presente e la situazione attuale del Pd locale non è affatto semplice: c’è ancora il punto interrogativo sulla prosecuzione dell’esperienza Consales, c’è un commissario a reggere le sorti della segreteria cittadina e ci sono ipotesi di voto anticipato e comunque di candidature.

“Ho letto ogni cosa, ma le possono garantire che con Emiliano evito di parlare di queste vicende: quando ci sentiamo, ci confrontiamo su altro”. Su cosa: “Sui problemi della città, sulla situazione del consorzio di Torre Guaceto, per esempio, sulle condizioni in cui si trovano le società partecipate tra quelle della Provincia e quelle del Comune o ancora sulla stessa sorte dell’amministrazione provinciale. Parliamo la stessa lingua che è quella della legalità, per cui ci capiamo al volo”.

Legalità è parola ricorrente in questo periodo. “E’ il collante dei nostri discorsi e deve essere il punto di partenza dell’azione amministrativa, su questo credo che siamo tutti d’accordo”. Il fatto è che non sono tutti d’accordo sulla candidatura di Fusco, per quanto sia ipotetica, ma lui ribadisce il concetto: “Non c’è alcun discorso su questo argomento”. Ma c’è la dichiarazione di disponibilità alla candidatura, quindi la domanda è con chi: “Difficile che Sì Democrazia torni in campo da sola, l’idea è organizzare una coalizione vicina al Pd e a Emiliano”.

Ed ecco che si torna al rapporto fra i due. Più  di qualcuno insiste e sostiene che l’investitura ufficiale del segretario regionale del Pd ci sia stata qualche giorno fa, al Palazzetto dello Sport, in occasione di una partita giocata dall’Enel Basket: lei e il governatore eravate seduti accanto.

Non c’era Consales, invece. La verità? Questa: “Ci siamo trovati a seguire la partita di basket solo perché Emiliano era stato invitato, quel giorno, dal presidente della squadra Nando Marino. Siccome quando viene a Brindisi ci sentiamo, ci siamo visti. Tutto qua. Ci siamo visti altre volte e altre volte ci vedremo”. Il dubbio resta: possibile che nessuno abbia mai chiesto a Fusco di entrare nel Pd? “No, non me l’ha proposto Emiliano né nessun altro”. Ma la strada dell’adesione è percorribile? “Sì a patto che ci sia un Pd rinnovato”. Chiaro il messaggio, chiari i destinatari.

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