Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

“Io solo in consiglio comunale ma per una strategia condivisa”

"Non sono stato abbandonato da nessuno e non c'è nessuna crisi: la maggioranza non si è presentata in consiglio comunale per una scelta strategica condivisa, poiché manca il parere dei revisori e l'opposizione ha chiesto tempo per studiare i documenti del conto consuntivo"

BRINDISI – “Non sono stato abbandonato da nessuno e non c’è nessuna crisi: la maggioranza non si è presentata in consiglio comunale per una scelta strategica condivisa, poiché manca il parere dei revisori e l’opposizione ha chiesto tempo per studiare i documenti del conto consuntivo. Adesso ce l’hanno. Di conseguenza, nessuno scandalo in aula. Forse bisogna chiedersi per quale motivo Luigi Sergi che ha scelto di passare dall’altra parte e credo che la politica non c’entri niente, per quel che ne sono l’ha fatto per interessi personali”.

Parla il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, a distanza di qualche ora dalla seduta delle Assise che – come si sa – è stata disertata dai consiglieri del centrosinistra, la coalizione di governo che regge le sorti di palazzo di città. Spiega cos’è successo prima, durante e dopo il consiglio, convocato dall’ufficio di presidenza per l’approvazione del conto consuntivo 2014. E soprattutto cerca di spiegare ai consiglieri di opposizione, schieramento abbastanza frastagliato, e alla città le motivazioni per cui nessuno degli uomini della maggioranza si è presentato in aula, eccezione fatta per Umberto Ribezzi, del Pd.

Sindaco perché è rimasto solo in consiglio?

“Semplicemente perché abbiamo deciso prima della seduta, all’interno della maggioranza che non ci sarebbero stati i consiglieri. E’ stata una decisione condivisa, l’abbiamo presa assieme, per cui non vedo proprio dove sia lo scandalo. Mi permetto di ricordare che il sindaco è il sindaco di tutti e aveva l’obbligo di presentarsi in consiglio”.

Questo è chiaro, quel che ancora non è chiaro è il motivo della scelta che lei definisce condivisa.

“E’ presto detto: abbiamo preferito fare in questo modo visto che il parere del Collegio dei Revisori dei Conti non è arrivato e tenuto conto del fatto che dalla minoranza chiedevano tempo per leggere, o meglio studiare, tutta la documentazione che è stata consegnata il 25 aprile, mentre ai componenti dell’organo di controllo interno è stata notificata il 27”.

Mimmo Consales Che non ci fosse e che non sarebbe arrivato per tempo il parere lo si sapeva, per cui non ci poteva rischiare di portare in Consiglio una delibera viziata da illegittimità.

“Non è così, perché se è vero che sino a ieri non c’era, non c’era la certezza di quel che sarebbe avvenuto oggi in consiglio. In passato il parere è stato notificato in aula, ma abbiamo voluto evitare di trovarci in una situazione del genere proprio per dare all’opposizione tutto il tempo per fare le valutazioni ritenute più opportune”.

Non sarebbe stato meglio, anche per una questione di forma, che la maggioranza fosse comunque presente in aula?

“Guardi, il centrosinistra, con il sindaco, ha deciso di procedere con il rinvio e quindi per strategia ha preferito adottare la condotta che il centrodestra soprattutto non ha capito dimostrando di continuare a essere puerile”.

In altre parole, avete giocato di strategia per avere una riconvocazione della seduta?

“Ripeto: la nostra è stata una decisione presa di comune accordo. In altre parole non è stato un colpo al sindaco che sapeva perfettamente quel che sarebbe avvenuto. E se proprio vuole che glielo dica, la maggioranza ha i numeri per approvare non solo il conto consuntivo, ma anche il bilancio di previsione per il 2015.  Sono già pronte le date, il 15 maggio nel primo caso e il 28 per l’altro, per cui non c’è e non può esserci alcun motivo di crisi checché ne dicano gli altri”.

Sindaco, obiettivamente non è stato un bello spettacolo vederla da solo in aula.

“Dovevo esserci, come ho già detto, per obbligo istituzionale, ma la maggioranza era con me. La coalizione di governo può legittimamente scegliere, peraltro in maniera responsabile, di non presentarsi, ben sapendo che adesso ci sarà la diffida del prefetto e che si dovrà tornare in Aula entro venti giorni, per cui si procederà con l’approvazione senza alcun problema”.

Non voterà il consigliere Luigi Sergi, ex Pri, di Scelta civica, che ha comunicato di aver lasciato la maggioranza, tanto è vero che subito dopo la seduta ha raggiunto i contestatori di centrodestra al tavolo della conferenza stampa.

“Questo l’ho saputo e mi faccia dire che aspetterò per correttezza istituzionale la sua dichiarazione nella sede del consiglio comunale, poi dirò i motivi reali alla base della sua decisione”.

Cosa intende dire?

“Che non si tratta di questioni politiche. In questo caso la politica non c’entra un bel niente”.

E allora di cosa si tratta?

“Di motivi personali, ragioni di famiglia. Di più non posso e non voglio dire. Lo dirò al momento opportuno e soprattutto nella sede più adatta, qual è il consiglio comunale”.

Scintille in vista, quindi. Intanto restano gli attacchi dell’opposizione.

“Tanto per cominciare il centrodestra non ha mai e dico mai consegnato per tempo i documenti del conto consuntivo, né è mai avvenuta una cosa del genere negli ultimi 15 anni, per cui parlare del parere dei revisori dei conti che non c’è, mi sembra un falso problema”.

Quale sarebbe il vero problema, secondo lei?

“Le elezioni regionali, visto che c’è qualcuno candidato, come si sa, al consiglio regionale della Puglia che avrà usato quel tavolo per fare propaganda in vista dell’appuntamento di fine maggio. E poi, diciamola tutta, l’opposizione ha dimostrato un atteggiamento puerile, invece di sfruttare un’opportunità importante”.

Quale sarebbe?

“Quella di studiare tutta la documentazione, in modo tale da arrivare in aula con cognizione di causa”.

Se ne riparlerà il 18 maggio, nella speranza che ci sia il parere dei revisori, atto obbligatorio per legge. E che sia favorevole, dopo lo sforamento del patto di stabilità.

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