Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Revisori, suspense sul parere: forse sarà favorevole con prescrizioni

Meno quattro giorni al Consiglio comunale di Brindisi sul conto consuntivo 2014 e aumenta la suspense attorno al parere del Collegio dei revisori: non è stato ancora notificato a Palazzo di città, ma voci insistenti sostengono che ci sarà e che sarà favorevole, con alcune prescrizioni che potrebbero ingessare il bilancio di previsione per il 2015

BRINDISI – Meno quattro giorni al Consiglio comunale di Brindisi sul conto consuntivo 2014 e aumenta la suspense attorno al parere del Collegio dei revisori: non è stato ancora notificato a Palazzo di città, ma voci insistenti sostengono che ci sarà e che sarà favorevole, con alcune prescrizioni che potrebbero ingessare il bilancio di previsione per il 2015.

Il parere. Si tratta di rumors che circolano tra la sede del Comune di piazza Matteotti, quella che ospita gli uffici di rappresentanza e le segreterie di alcuni dei partiti della coalizione di governo - centrosinistra – dove la febbre da elezioni, quelle regionali, si fa sentire tutta. Ed è qui che rimbalzano indiscrezioni secondo cui i revisori si siano visti già diverse volte. Almeno tre. E si siano trovati su posizioni differenti al loro interno, dopo aver studiato i documenti allegati al conto consuntivo.

La conclusione? Sempre secondo queste voci, l’unica strada possibile di fronte ai numeri di entrate e uscite, con annessi residui, sarebbe stato il “nì”, una via di mezzo tra il “no”, sulla scia del parere negativo a proposito del patto di stabilità che, come si sa, è stato sforato, e il “sì” legato all’esistenza di un equilibrio del consuntivo. Nonostante tutto.

In altre parole, per i componenti del collegio ci sarebbero gli estremi per rilasciare parere favorevole, ma a condizione che il Comune si impegni a rispettare determinati vincoli. Ecco, allora, l’esistenza di un sì con prescrizione, cosa che si aspettano di leggere i consiglieri comunali di centrosinistra in vista del ritorno in aula del prossimo 15 maggio. Ovviamente si tratta di ipotesi, frutto di indiscrezioni. La certezza assoluta la si potrà avere solo a giorni. Non è escluso che il parere venga notificato in apertura della seduta, circostanza già avvenuta in passato a Palazzo di città.

Il consiglio comunale. La campanella d’inizio lavoro suonerà giovedì alle 9, come si legge nella convocazione, firmata dall’ufficio di presidenza, affidato  a Luciano Loiacono, ufficio da cui è partita anche la notifica della diffida del prefetto Nicola Prete, arrivata al Comune venerdì scorso, come conseguenza diretta di quanto avvenuto lo scorso 30 aprile, giorno in cui il Consiglio andò deserto.

Nessuno dei consiglieri si presentò in aula per deliberare sul consuntivo: il sindaco Mimmo Consales spiegò di aver condiviso quella scelta, motivandola come strategica, ossia come una decisione che rispondeva alla necessità di rinviare la discussione sull’argomento consuntivo non essendo pronto il parere dei revisori. Del resto, senza quel parere, la delibera sarebbe stata viziata da illegittimità, poiché si tratta di un atto obbligatorio, prescritto dalle disposizioni di legge, anche se non vincolante.

Il prefetto ha “assegnato il termine del 29 maggio 2015 per l’approvazione del rendiconto di gestione per l’esercizio 2014, con l’avvertenza che, decorso inutilmente detto termine, si procederà, previo avvio delle incombenze relative all’approvazione in via sostitutiva, all’avvio della procedura di scioglimento del Consiglio comunale, come previsto dalla normativa”. Tanto si legge nella diffida, dopo una serie di “visto” con cui sono stati richiamati gli articoli di disposizioni rilevanti in materia.

Di andare a casa, nessuno sembra averne intenzione. Non quando manca ancora del tempo alla scadenza naturale del mandato di Consales che sino alla fine potrà contare sull’appoggio dei “centristi” moderati, quelli di Ncd-Area Popolare, i quali alle regionali però non sostengono il centrosinistra di Michele Emiliano, ma il candidato governatore Francesco Schittulli, che piace a Raffaele Fitto, così come a Fratelli d’Italia.

I consiglieri, quindi, saranno presenti in aula. E quanto a coloro i quali sono espressione del centrosinistra, di quel laboratorio che ancora resiste a Brindisi, voteranno sì. Tutti. Voto contrario, ovviamente, dalle opposizioni alquanto variegate, con in testa l’ex consigliere del Pri, ora Scelta civica, Luigi Sergi, che venerdì scorso ha incontrato Fitto prima della presentazione ufficiale dei candidati al consiglio regionale della lista “Oltre”. Ed è stato poi presente l’appuntamento.

Università e debiti fuori bilancio. Sul fronte dei conti del Comune e dei pagamenti, nelle ultime ore, è stato dato il via libera alla “liquidazione all’Università degli studi di Bari Aldo Moro la somma di 305.264,49 euro” per coprire la “quota per l’anno 2014 della convenzione per il finanziamento quindicennale di spese per il personale sottoscritta il 13 giugno 2014”. L’ultimo sollecito al pagamento, spedito dall’Ateneo, risale al 28 aprile scorso.

Il tema “università” è stato centrale in quei giorni, tanto è vero che cinque giorni prima, dall’ufficio di gabinetto si scriveva che con “riferimento ai debiti fuori bilancio relativi al settore, si attesta che alla data del 31 dicembre 2014 non risultano” essercene. Ma che “si attesta tuttavia che l’amministrazione comunale è debitore nei confronti della Provincia di Brindisi di un importo pari a 2.980.949,14 euro, quale quota di compartecipazione relativa alle convenzioni con l’Università del Salento e con l’Università degli studi di Bari, somma che non trova copertura in bilancio”.

Dallo stesso settore, ufficio di gabinetto, a distanza di qualche giorno, più esattamente il 5 maggio scorso, è arrivata una comunicazione di segno opposto: c’è un debito fuori bilancio. Esiste ed è nei confronti della “Provincia per l’insediamento universitario”. La nota è stata firmata da Angelo Roma in risposta alla “richiesta per le vie brevi, su sollecitazione della Commissione bilancio”. Qui, infatti, anche su richiesta del presidente Giampiero Pennetta, è stata affrontata la questione con domande precise, partendo dal contenuto della convenzione: esistono oppure no debiti? Dopo la risposta iniziale poco chiara, è arrivata la conferma. Sì ci sono. Bisogna pagare prima o poi.

Quanto alle concrete possibilità di saldare il conto con il creditore, il Comune ritiene che ci si possa affidare a un “piano di rateizzazione”, ipotesi avanzata già due anni addietro: 298.100 nel bilancio 2013, 1.341.424,57 nel 2014 e nel 2015. Sul motivo del debito, la risposta sarebbe da cercare e trovare in entrate non già ordinarie, ma “una tantum”, per lo meno con riferimento alle facoltà di Economia Aziendale e Ingegneria gestionale, prima istituita con l’Ateneo di Bari, l’altra con quello di Lecce.

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