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Ius soli affonda in Senato: anche due brindisini disertano l’aula

Assenti Salvatore Tomaselli e Nicola Latorre del Pd: su 319, presenti solo in 116. Le Camere dovrebbero essere sciolte nella giornata di domani

BRINDISI – Sarà stata la coincidenza con le feste di Natale, magari il desiderio di restare in famiglia, o chissà quale altro impegno. Fatto sta che in Senato gli assenti hanno decretato l’affondamento dello Ius soli, complici anche due brindisini: Salvatore Tomaselli e Nicola Latorre.Non erano in Aula lo scorso 23 dicembre. Non si sono visti al Senato. Non erano gli unici. Assenteismo dilagante, con la conseguenza che il numero legale non è stato raggiunto: su 319 senatori, ce n’erano 116. Spariti gli esponenti del Movimento 5 Stelle, nessuna notizia di 29 “Dem”. Tra le defezioni eccellenti, ci sono quelle del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, del ministro dell’Interno Marco Minniti, quest’ultima assenza definita da più parti clamorosa, perché si era detto favorevole allo  ius soli.

Il senatore Salvatore TomaselliGli assenti: per il Partito Democratico, Bruno Astorre, Vannino Chiti, Grazia De Biasi, Stefano Esposito, Emma Fattorini, Marco Filippi, Paolo Paleotti Guerrieri, Pietro Ichino, Silvio Bachisio Lai, Linda Lanzillotta, Nicola Latorre, Stefano Lepri, Alessandro Maran, Claudio Martini, Claudio Micheloni, Marco Minniti, Giorgio Pagliari, Roberta Pinotti, Luciano Pizzetti, Raffaele Ranucci, Francesco Russo, Francesco Scalia, Pasquale Sollo, Ugo Sposetti, Gianluca Susta, Salvatore Tomaselli,  Mario Tronti, Renato Guerino Turano e Sergio Zavoli Art.1 Mdp: Felice Casson, Manuela Granaiola, Doris Lo Moro. Gruppo misto: Corradino Mineo.

Le assenze a Palazzo Madama che hanno regalato la felicità (politica) ai senatori della Lega con Salvini e  di Forza Italia, gli uni e gli altri impegnati sin dall’inizio ad affossare la legge. Cosa succede adesso? Il presidente Pietro Grasso, non ha potuto fare altro che prendere atto delle assenze a go-go e ha fissato la prossima seduta per martedì 9 gennaio alle 17. All'ordine del giorno ci sono le "comunicazioni del presidente”. Ma domani, 28 dicembre, dovrebbero essere sciolte le Camere.

Le spiegazioni di Tomaselli

Lo ius soli, approvato nel 2015 dalla Camera, avrebbe allargato i criteri per il riconoscimento della cittadinanza italiana e avrebbe riguardato soprattutto i bambini nati in Italia da genitori stranieri o arrivati in Italia da piccoli. Previste alcune condizioni: innanzitutto, un bambino nato in Italia diventa cittadino italiano se uno dei due genitori si trovava legalmente in Italia da almeno cinque anni. Nel caso in cui il genitore in possesso di permesso di soggiorno non fosse dell’Unione Europea, dovevano esserci i seguenti parametri: reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, alloggio che rispondesse ai requisiti di idoneità previsti dalla legge, superare un test di conoscenza della lingua italiana.

Nicola LatorreL’altra condizione per ottenere la cittadinanza era il cosiddetto ius culturae e passava attraverso il sistema scolastico italiano: avrebbero potuto chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che avessero frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato un ciclo scolastico, scuole elementari o medie). I ragazzi nati all’estero ma arrivati in Italia fra i 12 e i 18 anni avrebbero potuto ottenere la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno sei anni e avere superato un ciclo scolastico.

A Brindisi, intanto, il Pd intende fare il bilancio dell’attività svolta anche dai parlamentari indigeni nel corso del 2017. La conferenza stampa si svolgerà venerdì (29 dicembre) alle 10,30 nella sede della federazione provinciale, in via Osanna, a  Brindisi.

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