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L'ala critica del Pd richiama Elefante: "Democrazia interna ancora a zero"

Torna alla carica l'ala critica del Pd brindisino, che reclama da mesi l'applicazione di regole di democrazia interna che sarebbero state invece accantonate dall'attuale segretario cittadino, Antonio Elefante

BRINDISI - Torna alla carica l'ala critica del Pd brindisino, che reclama da mesi l'applicazione di regole di democrazia interna che sarebbero state invece accantonate dall'attuale segretario cittadino, Antonio Elefante. E lo fa nuovamente in maniera pubblica e in un momento in cui la politica locale è alle prese con varie aspirazioni personali di candidatura nelle liste per le regionali. Pubblichiamo integralmente la lettera inviata alla stampa dal grupo "Per la Sinistra".

Gentile segretario cittadino, la presente per chiedere come mai, dopo aver annunciato con l’utilizzo di diversi strumenti di comunicazione che nel calendario della vita democratica del circolo cittadino sarebbero stati convocati i direttivi con cadenza settimanale nei quali riportare ed eventualmente, così come prevede lo statuto, ratificare quanto discusso nella segreteria cittadina riunita con la medesima cadenza settimanale, è da quasi un mese che il coordinamento non viene convocato.

E’ qui il caso di ricordarle che più volte, al fine di garantire una vita democratica del circolo coerentemente con quanto previsto dallo statuto, le è stato richiesto che i direttivi non fossero “aperti” ma partecipati ai soli aventi diritto, al fine di riuscire a trovare attraverso una discussione costruttiva, e non capotica e confusionaria come spesso avvenuto facendo diventare i direttivi una kermesse inconcludente ed incapaci di fornire un contributo fattivo alla vita del partito ed alla costruzione di una visione di sviluppo della città.

Le è stato rammentato che la “trasparenza” si sarebbe potuta e dovuta perseguire con la convocazione dell’assemblea cittadina. Suggerimento che lei, gentile segretario, ha puntualmente ignorato, pur sapendo che la stessa dovrebbe essere convocata almeno due volte l’anno. Le chiedo come non abbia sentito il bisogno di spiegare agli iscritti il fenomeno che ha determinato un crollo verticale degli iscritti da circa 1300 del 2013, quando lei è stato riconfermato segretario, ai circa 300 del 2014 e come mai nello stesso 2014 nel solo mese di dicembre, in pochi giorni, e solo dopo che è stata sottolineata questa imbarazzante incongruenza, le tessere sono passate magicamente da poco meno di 60 a 300, per l'appunto.

Le chiediamo come mai non senta il bisogno di convocare il direttivo per questioni così cogenti ed urgenti come quelle relative al porto di Brindisi, alla futuro della centrale di Brindisi Nord, la vita amministrativa della città, la situazione degli sfrattati che riporta a galla la più complessa questione della povertà e del disagio sociale che pure dovrebbe essere uno degli argomenti di discussione più cari a quel PD che rifà a valori di solidarietà ed uguaglianza; che non si affronta con una estemporanea donazione di viveri in occasione del Natale e con prodi militanti che hanno ripreso la kermesse pur sapendo che la carità è un gesto intimo e privato che non ha bisogno della ribalta dei social network come fosse un’operazione di marketing.

Senza parlare delle questioni di respiro nazionale che riguardano l’andamento dell’economia Italiana, il Job Acts, la riforma della Giustizia e del Fisco che non riguardano solo la cronaca romana ma che hanno i loro ineludibili riverberi anche sulla vita di una città martoriata e dei quali non si ha traccia nella discussione del partito cittadino che lei guida. In attesa di un suo cortese riscontro si porgono distinti saluti

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