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L’ex vice sindaco: “Tari, mai parlato dell’aumento con Del Grosso”

Silvestre dopo l'azzeramento della Giunta: "Atto dovuto da tempo, mancava una donna e c'erano frizioni tra forze politiche". E aggiunge: "Manca un'idea come collante, ma Brindisi ha bisogno di almeno due obiettivi da raggiungere, rifiuti e pug, e non di nuove elezioni"

BRINDISI – “Non mi aspettavo l’aumento della Tari, né tanto meno sapevo della conferenza stampa dell’assessore al Bilancio, Salvatore Del Grosso: non ne abbiamo mai parlato e non me ne spiego le ragioni”.

Ammette di non aver mai affrontato l’argomento Tassa sui rifiuti, il vice sindaco Francesco Silvestre, avvocato, entrato nella Giunta della sindaca Angela Carluccio in seconda battuta, il 20 ottobre scorso, su proposta di Pasquale Luperti, con la responsabilità di una delega “spinosa” come i rifiuti, oggetto di inchieste della Procura e motivo della caduta della precedente Amministrazione, fermata dagli arresti per corruzione. Non ci sarebbe mai stato un incontro con il collega assessore, titolare del Bilancio, anche questa materia a dir poco difficile, dopo le pronunce della Corte dei Conti.

Come sia possibile che due assessori, per di più chiamati a gestire settori legati tra loro, non si siano mai confrontati, resta un mistero. Difetto di comunicazione o cosa? “In tutta onestà, non lo so. Ora cosa fatta, capo ha e quindi è necessario guardare avanti, superare la situazione di stallo che si è venuta a creare”, dice Silvestre. Mica facile. Ci sono le condizioni per trovare un accordo e arrivare alla composizione di nuova squadra di governo dopo l’azzeramento della Giunta? Sono trascorsi cinque giorni e segnali di distensione non sembrano essercene.

“Il ritiro delle deleghe a tutti gli assessori, a mio avviso, era un atto dovuto che la sindaca avrebbe dovuto fare già da prima perché la composizione della Giunta era errata non essendo stata rispettata la quota rosa”, dice subito l’ex sindaco. “In secondo luogo, era necessario per via delle continue frizioni in seno alla maggioranza”.

Più che frizioni, liti vere e proprie negli uffici di Palazzo di città o sui giornali, sulle quali l’avvocato non nasconde il suo pensiero: “Mi pare che manchi un’idea di fondo, quel collante in grado di tenere assieme le varie componenti della maggioranza”, ammette. Diagnosi che corrisponde con quella che arriva dall’altrettanto frastagliata opposizione: qui si parla di assenza di un progetto per Brindisi. “A mio avviso, si può e si deve ripartire puntando al raggiungimento di due obiettivi: la gestione dei rifiuti e la definizione del Piano urbanistico generale. Mi rendo conto che non è facile, anche considerando che la struttura comunale deve fare i conti con un numero di dirigenti, funzionari e dipendenti notevolmente sotto organico, ma è necessario impegnarsi”.

Silvestre sarebbe disponibile a continuare il lavoro avviato come assessore? “Intanto una premessa: non decido io chi torna o non torna in Giunta, ma la sindaca che dovrà rapportarsi con chi ha fatto il mio nome. Per me è stata un’esperienza politica e amministrativa positiva sotto diversi profili e mi farebbe piacere continuare per portare a temine quel che è stato avviato. Anche perché non credo che la soluzione dei problemi di Brindisi, passi dalle elezioni in così breve tempo”.

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