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"L'illusione del cambiamento. Brindisi, la solita aria fritta"

Non si può certamente affermare che la compagine della sindaca, uscita vittoriosa nelle ultime elezioni comunali, sia nata sotto una buona stella. Appena il tempo di festeggiare la vittoria ed è stata subito bagarre

Non  si può certamente affermare che la compagine  della sindaca, uscita vittoriosa nelle ultime elezioni comunali, sia nata sotto una buona stella. Appena il tempo di festeggiare la vittoria ed è stata subito bagarre. E' accaduto, infatti, che dopo aver ostentato per tutta la campagna elettorale i contenuti di novità, di coesione politica e programmatica della coalizione, gli elementi di discontinuità  rispetto alle gestioni disastrose  degli anni precedenti, si è dovuto prendere atto che niente era diverso dal passato.

Come al solito, ognuno aveva interpretato l'appartenenza a quella coalizione nel modo più congeniale agli interessi propri e della propria parte. Una maggioranza  che ha mostrato crepe preoccupanti, che si è subito dimostrata per quello che effettivamente era: fragile, insicura, divisa, costantemente impegnata a litigare al proprio interno, interessata più che altro al solito giochino dei reciproci dispetti, che ha smarrito precocemente l'impegno e la responsabilità del ruolo, che non ha esitato a scaricare sui cittadini e sulla città gli effetti perversi della propria inefficienza e inadeguatezza.

E come poteva essere altrimenti, considerata la differente e inconciliabile visione politica e culturale di diversi componenti di quella maggioranza, alcuni dei quali protagonisti, in prima fila, delle esperienze fallimentari degli anni precedenti, arenate precocemente e miseramente nelle aule del tribunale. La cui coerenza  si rileva esclusivamente nella ansia di  occupare, costi quel che costi, ogni poltrona o strapuntino disponibile, dove potersi collocare.

Nemmeno la nascita della Giunta n.1 e la prima seduta del consiglio comunale sono riusciti a ricompattarla. Solo 15 consiglieri, meno della metà dei componenti il consiglio comunale, hanno approvato il programma di mandato della sindaca, che doveva costituire il collante dell'impegno politico amministrativo dell'intera coalizione, l'impegno assunto con i cittadini, che li aveva determinati a proporsi alla guida della città.

Tutta l'azione e l'interesse politico-amministrativo  di queste settimane,  influenzati da fattori esterni, sono ora condizionati e concentrati sulla composizione della Giunta  n. 2,  sulla determinazioni relative agli incarichi, sul precoce giro di valzer e di poltrone, che si stanno dipanando nella riproposizione del solito tormentone delle tante riunioni,  dei tanti distinguo,  delle tante dichiarazioni, in cui non sono in  discussione idee, progetti, ma solo convenienze tattiche, manipolazione del consenso, avendo come unico obiettivo  l'occupazione e la distribuzione  del potere. 

Tutto comunque funzionale ad assorbire l'attenzione di molti nostri concittadini, per  confonderli, per distoglierli dai reali problemi della città e delle persone, da una realtà soffocata dalle tante dimenticanze, dal degrado, dalla disoccupazione, dall'inquinamento, dalle  periferie abbandonate, dalla tassazione esagerata, dalla povertà crescente, dai rifiuti, dalle promesse non mantenute, dal disimpegno di una amministrazione, che rispetto all'attività amministrativa è stata fin qui assolutamente  latitante, non riuscendo a mettere in piedi provvedimenti e risposte adeguate alle necessità, o forse  più semplicemente a mettere in piedi alcuna risposta concreta.

Nessuna riflessione sui provvedimenti da adottare con urgenza per evitare il disastro, per porre argine  alla situazione di emergenza finanziaria di un Comune strutturalmente deficitario,  su come  far quadrare i conti, su come  eliminare gli sprechi, come riuscire a governare con efficacia un bilancio diventato ingestibile,  che allo stato attuale non consente alcun margine di manovra. Della città attuale, che non ce la fa,  nemmeno una parola.

Tutto l'impegno è concentrato  sul  calcolo  dei numeri e  nella ricerca affannosa della riquadratura della  ripartizione degli incarichi e delle poltrone disponibili.  E' evidente che la sindaca dimostra di non essere padrona della situazione, di non riuscire a tenerla sotto controllo. E di questo ne sono consapevoli i suoi amici di maggioranza, dentro e fuori dall'aula consiliare, che la tengono costantemente sulla corda, per farle capire chi comanda realmente.

Credo che la sindaca abbia il dovere di mettere ordine, perché i risultati sono stati fin qui veramente deludenti. Di chiarire ai cittadini quanto accade e perché accade. Ma principalmente stabilire finalmente l’area degli interventi, le priorità su cui concentrare l’azione  nei prossimi mesi, su come intervenire, con quale risorse,  per quale progetto, per quale futuro, ma anche, e principalmente, con chi. Anche se comprendo che è difficile anche per lei capire con chi, quando a giorni alterni c'è sempre qualcuno all'interno della sua maggioranza,  che  rema contro.  Altrimenti, come al solito, parliamo di aria fritta.

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