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L'opposizione di centrodestra: “Comune di Brindisi a rischio dissesto”

Oggi audizione in commissione consiliare. Pennetta: "Consiglio monotematico per discutere dei conti pubblici". Il dirigente Mirella Destino: "Disposizioni di legge rispettate, allarmismo fuori luogo"

BRINDISI – “La verità è che il Comune di Brindisi corre il serio rischio di precipitare nel dissesto economico-finanziario, nel silenzio del sindaco e della giunta: se quella relazione dei revisori dei conti non fosse venuta a galla, nessuno avrebbe mai saputo dell’elusione del patto di stabilità. E adesso è giusto che i cittadini sappiano cosa è successo, per questo è necessario discuterne in Consiglio”.

L’opposizione. Sono andati alla carica i consiglieri comunali di opposizione, con in testa il capogruppo di Forza Italia, Mauro D’Attis, e il neo presidente della commissione al bilancio, Giampiero Pennetta. Coppia esplosiva più che mai davanti ai rilievi mossi dal collegio, messi nero su bianco, lo scorso 31 marzo, con invito al ricalcolo dopo un esame a campione delle determinazioni dirigenziali.

Questa mattinata (7 aprile), alla riapertura del Palazzo, dopo la pausa per le festività di Pasqua, hanno sollevato il caso chiedendo ufficialmente spiegazioni all’assessore Carmela Lo Martire e al dirigente del settore Servizi Finanziari, Mirella Destino, entrambe invitate alla seduta della commissione.

“Siamo in piena sessione bilancio e non è possibile apprendere dalla stampa online del contenuto della nota dei revisori che per legge va spedita entro il 31 marzo al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Corte dei Conti”, sbotta Pennetta. “E’ quanto mai doveroso che l’argomento conti pubblici sia affrontato in consiglio, motivo per il quale ho chiesto al presidente del consiglio comunale, Luciano Loiacono, la convocazione della conferenza dei capigruppo, in modo tale da concordare con tutti i rappresentanti dei partiti presenti in aula, la data per la discussione”.

“Non è una questione meramente interna, vale a dire di contestazione fra minoranza e maggioranza di governo, ma argomento di interesse pubblico visto che si parla di conti pubblici. A maggior  ragione tenuto conto del fatto che i revisori hanno contestato gli accertamenti relativi alle entrate tributarie, imposte e tasse, per intenderci”, prosegue Pennetta.

“Tengo a sottolineare – aggiunge – che entro il 30 aprile, salvo ovviamente proroghe, i Comuni sono tenuti all’approvazione del bilancio consuntivo del 2014, per cui non si può più sfuggire al confronto, viste le possibili conseguenze previste dalla legge, sotto forma di sanzioni”.

Lo scenario. Disposizioni di legge alla mano, l’amministrazione comunale di Brindisi ha sessanta giorni di tempo, a far data dal 31 marzo, per rispondere al collegio dei revisori, mandando copia delle controdeduzioni al ministero (Ragioneria generale dello Stato), e alla sezione giurisdizionale per la Puglia della Corte dei Conti, organi deputati al controllo. In caso contrario, qualora cioè dovesse esserci silenzio da parte dell’ente, quelle correzioni saranno poste in essere da un commissario ad acta, ossia in prima battuta il presidente dello stesso collegio dei revisori.

Se e solo se, invece, le argomentazioni del Comune non fossero “convincenti”, il collegio non potrà far altro che esprimersi con parere negativo, certificando lo sforamento del patto di stabilità. E allora, scatterebbero a cascata le conseguenze che vanno dalla riduzione delle indennità di funzione di sindaco e assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri nella misura del 30 per cento, al blocco delle assunzioni di personale a qualsiasi titolo, passando dallo stop all’accensione dei mutui per coprire le opere pubbliche.

Giampiero PennettaLo sbilanciamento dei conti. “Ad oggi nessuno ha spiegato alla città cosa sia successo, di quanto i conti non tornino, di uno, di due milioni, nessuno lo sa”, sbotta D’Attis. Forza Italia, in sede di commissione al Bilancio, era rappresentata da Cosimo Elmo, vice capogruppo. “Il dissesto è più che un rischio teorico: i revisori non hanno contestato la composizione di singole voci di bilancio, ma sono andati ben oltre, censurando un intero sistema, il che vuol dire che bisogna intervenire con sollecitudine”.

“Non è possibile andare avanti secondo la logica del tirare a campare, chissà che arrivi una proroga e poi un’altra ancora”, dice. “Non è questo il modo di amministrare. Chiediamo al sindaco Mimmo Consales e all’intera giunta un’inversione in grado di tutelare il bilancio pubblico, alla luce delle nuove disposizioni di legge e dei tempi cambiati, tagliando le spese superflue. Allo stato attuale, il Comune è un colabrodo: fa acqua da tutte le parti”.

Il dirigente. Non arretrano di un passo i funzionari del settore Servizi finanziari, convinti delle proprie ragioni e prima ancora di aver operato nel pieno rispetto di quanto previsto dalle disposizioni di legge in materia di bilancio: “La legge è stata rispettata, così come è sempre stato fatto”, dice dal Comune Mirella Destino, a capo dell’ufficio finito nell’occhio del ciclone. La materia è squisitamente tecnica e non politica. “Lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Ora stiamo verificando quanto hanno scritto i revisori e replicheremo nelle sedi opportune, Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze e Corte dei Conti, ndr)”, dice. “Il tono allarmistico di qualcuno non aiuta: crea solo confusione”.

Già nel pomeriggio il dirigente e il segretario generale Paola Giacovazzo erano in riunione. Le controdeduzioni arriveranno entro questa settimana. Nel frattempo riecheggiano le voci dei contestatori e le domande dei contribuenti. Cosa sta succedendo? Elusione, sforamento e conti: quali sono le reali condizioni di salute del bilancio del Comune?

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