"Chiudere la stagione delle liste fai da te, negativa per la città"

I portatori di voti che si annidano nelle liste civiche sono, per loro natura, ricattatori, subalterni ed ascari. Hanno bisogno di protettori a cui vendere i propri voti

Per noi di Liberi e Uguali  le premesse della nostra esistenza sono racchiuse nelle parole “libertà” e “uguaglianza” che a loro volta sono racchiuse nella parola “sinistra”. Con questa affermazione Piero Grasso ha avviato da Palermo la campagna elettorale di Liberi e Uguali. Siamo nati per questo:  unire la sinistra per costruire un nuovo centrosinistra. In un clima positivo, di voglia di riscatto e di rinascita, l’altra settimana Liberi e Uguali,  Brindisi Bene Comune, Partito Democratico hanno presentato alla città e alla stampa Riccardo Rossi come il proprio candidato sindaco. Una coalizione, come lui stesso ha affermato, aperta a movimenti, associazioni, personalità che si riconoscono in valori comuni della sinistra e del centrosinistra.

Nessuna preclusione ad eventuali contributi e ad altre liste. Brindisi, per i danni politici e amministrativi subiti in  questi anni, rappresenta una “anomalia lunga” e più di ogni altra realtà ha bisogno di chiarezza, coerenza e certezza. L’alleanza formatasi attorno a Rossi ha voluto dare una risposta a questo bisogno oltreché un segnale di unità. La sinistra e il centrosinistra hanno sentito forte questo dovere anche come impegno per affrontare i problemi di una città in grande sofferenza sociale e in profonda  crisi di fiducia. La instabilità di cui la città subisce da tempo sono le conseguenze  di individualismi esasperati e di miseri e micro interessi diventati determinanti anche grazie al proliferare di liste civiche, alla mancanza di forze politiche e di alleanze chiare e autorevoli.

I portatori di voti che si annidano nelle liste civiche sono, per loro natura, ricattatori, subalterni ed ascari. Hanno bisogno di protettori a cui vendere i propri voti. È quello che succede da tempo a Brindisi. Le esperienze passate e il diffondersi di crisi che hanno privato  la comunità brindisina di una amministrazione stabile, duratura, tranquilla, dovrebbero imporre riflessioni e comportamenti conseguenti, sia per il tipo di alleanze che si vanno a definire, sia nella composizione stessa delle liste. Non mi hanno mai convinto le liste fai da te,  proposte all’ultimo momento come contenitori di indistinti di destra e di sinistra (modello Emiliano e, nel passato brindisino, modello Antonino).

Continuo a credere nella politica e nella funzione dei partiti che oltre a ridiventare  luoghi di confronto, di proposte, di idee, dovrebbero ritornare a selezionare i propri rappresentanti e, per quelle che sono le loro responsabilità, rispondere al popolo e agli elettori. L’accordo tra il movimento Brindisi Bene Comune, il PD e Liberi e Uguali (Sinistra Italiana, Articolo Uno, Possibile) non è stato né frettoloso e né tantomeno è escludente.

E’ stata fatta invece la scelta unitaria migliore  per dare alla città una certezza e un punto di partenza chiaro, diverso rispetto alla giostra elettorale che stancamente e ritualmente, ancora una volta, si sta consumando con il protagonismo dei soliti noti. Si è  scelto un candidato sindaco di sinistra, autorevole, competente, espressione di un movimento che è cresciuto e che ha deciso di andare oltre la mera testimonianza e la contrapposizione a prescindere. Con responsabilità ci siamo uniti per aiutare la città a ritrovarsi e a reagire  alle disastrose esperienze passate e ai danni subiti.

Impegnare forze e movimenti che, pur richiamandosi a valori e sensibilità comuni della sinistra, del cambiamento, della solidarietà, nelle elezioni amministrative si sono presentate sempre divise, è un atto di responsabilità, di unità, di amore e di generosità  verso la città. Aver unito queste forze  oltreché essere un atto di chiarezza e di coerenza, è anche un modo per ridare quella certezza a  Brindisi di cui ha tanto bisogno per rompere con il passato e per rientrare in una sana normalità.

Le  dinamiche e le liturgie della formazione di liste civiche e la ricerca di contenitori dove far transitare di tutto e soprattutto la trasmigrazione trasformista dei soliti noti e che in ogni competizione elettorale si presentano per imporre se stessi, i loro voti, le loro presunte e presuntuose virtù, hanno già dato il peggio e hanno contribuito solo a rendere ingovernabile la città.

Articolo Uno prima e Liberi e Uguali poi a Brindisi nascono anche per dare un colpo a questo andazzo e per ridare credibilità alla politica di una sinistra che, diciamo, si era persa. Aver unito la sinistra per costruire un nuovo centro sinistra può aiutare il cambiamento di un sistema politico amministrativo sclerotizzato, da anni instabile e inconcludente e come tale pervasivo, condizionabile e ricattabile.

Siamo consapevoli di essere in controtendenza anche rispetto alle prossime elezioni del 4 marzo. Ci divide dal PD  il giudizio sulle politiche nazionali (lavoro, scuola, fisco, welfare), la prospettiva da dare al governo del Paese. Ci ha unito una riflessione sui guasti della città e le relative responsabilità. Si riparte da sinistra, rompendo con il passato. E poi, il 5 marzo, comunque vada, anche per una legge elettorale infida e disastrosa, sarà un altro mondo politico. A Brindisi abbiamo voluto  anticipare il futuro di una nuova sinistra.

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