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Flores: "Ho salvato la città dai populisti, il notaio Errico vicesindaco"

Il consigliere comunale si commuove nel corso della conferenza stampa in cui spiega le ragioni per cui è entrato fra le file della maggioranza, facendo da salvagente alla giunta Carluccio. "Nessun tradimento da parte mia"

BRINDISI – Il consigliere comunale Damiamo Flores era ossessionato dall’idea che la città di Brindisi potesse finire in mano ai “populisti” (il Movimento 5 Stelle, per intendersi). Talmente ossessionato da fare la svolta a U che lo ha portato ad entrare fra le file della maggioranza, garantendo la sopravvivenza dalla giunta guidata dalla sindaca Angela Carluccio (dimissionaria, ma ancora per poco), dopo essere stato a un passo dal firmare (insieme ad altri 16 consiglieri dell’opposizione) le dimissioni da consigliere comunale, con l’obiettivo opposto: ossia quello di mandarla a casa, la sindaca Carluccio.

L’ex sindacalista ha spiegato le ragioni della sua scelta (annunciata ieri all’inizio della seduta del consiglio comunale convocata per decidere il futuro della Brindisi Multiservizi) nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte gli altri quattro componenti del nuovo gruppo consiliare dei “Democratici e Socialisti” (Luciano Loiacono, Maurizio Colella, Umberto Ribezzi e Antonio Sergi), oltre ai due assessori espressi da tale gruppo, Salvatore Brigante e Maria Greco.

Il gruppo Democratici e socialisti per Brindisi-2

In platea c’era anche il notaio Michele Errico. Una presenza con ogni probabilità non casuale, visto che Flores ha avanzato la proposta di promuovere il professionista, attuale “garante” dell’amministrazione Carluccio, al ruolo di vicesindaco. “Dissi di sì alla candidatura nella lista del Partito democratico – afferma Flores – perché pensavo che il candidato sindaco dovesse essere lui. Poi uscì il nome di Nando Marino. Se non lo può fare Errico, persona di grande lealtà e onestà, il vicesindaco, chi altro potrebbe farlo”.

Flores assicura di non aspettarsi alcuna poltrona per aver fatto da salvagente al primo cittadino (nei cui confronti le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia che verrà discussa il prossimo 16 febbraio, ma è ormai certo che non ci saranno i 17 voti che determinerebbero lo scioglimento delle assisi). Quanto all’incarico di vicepresidente del consiglio comunale (un ruolo che da prassi spetterebbe all’opposizione) Flores ha aggiunto di dover fare una “riflessione che appartiene a me”. 

La decisione di non tenere fede alla linea dettata dal Pd di Brindisi (che nel corso dell’assemblea cittadina svoltasi la scorsa settimana aveva confermato la sfiducia nei confronti della Carluccio) non è né un “tradimento” né un “ribaltone”, ma “una scelta seria – ha affermato Flores – di grande senso di responsabilità per la nostra città”. “Crediamo fortemente – prosegue Flores – che dopo gli ultimi eventi successi a Brindisi, andare alle elezioni immediatamente sarebbe un grandissimo errore”, poiché avrebbe significato “consegnare la città ai populisti (a margine della conferenza, Flores ha chiarito di avercela con il Movimento 5 Stelle, ndr). “Io questa cortesia ai populisti – afferma perentorio il consigliere - non intendo farla”.

Flores assicura che né lui né gli altri componenti del gruppo possono essere tacciati di trasformismo. “Queste sono persone (in riferimento appunto ai consiglieri che lo affiancano dietro al tavolo della conferenza, ndr) – prosegue Flores - che nell’arco dell’impegno politico hanno dimostrato lealtà al partito di appartenenza (il Pd, ndr) e in alcuni casi ne hanno pagato anche le sorti per decisioni frettolose, da parte del partito”. Flores si è sentito trattato come un “soprammobile”, persino come “uno straccio” dal Partito democratico, al cui interno, a suo dire, “c’è bisogno di cambiamento, di un progetto serio”. Flores si augura che i suoi amici abbiano il suo stesso “coraggio”. E nell’esprimere questo concetto si commuove, fermandosi per qualche secondo.

Luciano Loiacono e Damiano Flores-2

Sulla questione riguardante i rapporti con il Pd (la cui segreteria regionale ieri ha preso le distanze dalla scelta di Flores, escludendolo di fatto dal partito) si è soffermato anche Luciano Loiacono, altro transfugo del Pd. “Non siamo stracci – afferma Loiacono, riprendendo un’espressione utilizzata da Flores - siamo esseri umani che al Pd hanno dato e continuano a dare tanto, dedicandogli intere nottate per risolvere i problemi ed affrontarli. Abbiamo aiutato il Pd a crescere in questa città – sostiene ancora Loiacono - non a distruggerlo. Ecco perché ci riconosciamo nei valori di Renzi. Il punto fermo è che abbiamo contribuito affinché il Pd oggi si chiami così”.

“Quando si invocano le primarie – sostiene ancora Loiacono – e queste non vengono fatte, quando la base non viene ascoltata, a quel bisognava fare una scelta. Una scelta che purtroppo ci vedeva soccombenti da un lato, ma vittoriosi dall’altro. Abbiamo tenuto dritta la barra del partito: cosa che non posso dire sia avvenuta dall’altra parte”. A alla fine del suo intervento Loiacono ricorda che “a Ostuni il Pd governa con Forza Italia” “Non vedo – conclude il consigliere - cosa ci sia di strano a Brindisi”. 

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