Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Provincia, il Pd pronto a riprendersi gli ex Consales

Marika Rollo si dichiara indipendente dai centristi di Terra di Brindisi sconfitti alle elezioni di gennaio dal listone di Bruno. E costituisce i Coerenti: “Difenderemo gli interessi della nostra città”. Il presidente intanto sposa la causa Emiliano pur essendo renziano: “Ha carisma, sostengo la causa meridionale nel partito”

BRINDISI – Per fugare i dubbi, pochi in verità, è arrivata la comunicazione ufficiale: la consigliera comunale di Brindisi, Marika Rollo, eletta alla Provincia, si è dichiarata indipendente dalla lista Terra di Brindisi a vocazione centrista in cui è stata eletta e ha tenuto a battesimo il gruppo Coerenti, già esistente a Palazzo di città dopo la scissione da Impegno sociale.

Maurizio Bruno e Michele EMiliano-2La rottura dal gruppo di Noi Centro con Marcello Rollo e Massimo Ferrarese in testa è definitiva a far data da oggi, a vale a dire a due mesi di distanza dal turno elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale, fermo restando la presidenza dell’Ente nelle mani di Maurizio Bruno, espressione del Pd e della corrente renziana ma di recente schieratosi con Emiliano. Sì, anche Bruno ha scelto di stare con il governatore della Puglia nella corsa in direzione della segreteria nazionale del Pd: “Da buon renziano, sostengo il nostro Emiliano. Nostro della Puglia ed è in nome della questione meridionale che ho fatto questa scelta. Del resto, in passato, quando si parlare delle trivelle in Adriatico volute dal Governo Renzi ho detto no dichiarandomi al fianco di Emiliano. Il governatore ha il carisma giusto, necessario in questa fase di ricostruzione del partito”.

Quanto al passaggio di Marika Rollo che in consiglio comunale fa coppia con Pasquale Luperti, l’addio con i centristi era scontato tenuto conto del fatto che i due sono stati i primi firmatari della mozione di sfiducia alla sindaca Angela Carluccio, dopo aver contestato la mancata riconferma dell’avvocato Francesco Silvestre nella titolarità della delega ai Rifiuti. Secondo indiscrezioni sarebbe da leggere come un possibile avvicinamento al Partito democratico, casa politica di provenienza sia di Marika Rollo che di Pasquale Luperti: entrambi furono candidati nella lista Pd a sostegno del sindaco Mimmo Consales e furono chiamati in Giunta, lei come assessore ai Servizi sociali, poi sacrificata nel rimpasto di Giunta chiesto dai centristi, lui come assessore all’Urbanistica rimasto in carica nonostante più volte il governatore della Puglia, Michele Emiliano, in veste di segretario regionale del partito ne avesse chiesto la sostituzione.

In altri termini, secondo questa tesi, Rollo (Marika) e Luperti avrebbero ripreso a dialogare con la parte del Pd al quale fa riferimento Bruno. E potrebbero persino rientrare nel partito. I due interessati smentiscono. Non è quello, al momento, il loro obiettivo. “Quel che ci interessa è rappresentare la città di Brindisi in consiglio provinciale per darle la giusta voce”, dicono. Marika Rollo è la sola brindisina eletta in Consiglio provinciale. Eletta, come si ricorderà, con la spinta della lista Terra di Brindisi imbastita per frenare Bruno a sua volta autore del listone chiamato Uniti per Brindisi, risultato delle nozze politiche tra il Pd, Fi, Ncd e socialisti.

La strategista centrista di Marcello Rollo e Massimo Ferrarese puntava anche a un altro obiettivo: la salvezza dell’Amministrazione comunale di Brindisi e della sindaca Angela Carluccio, tanto che in quel periodo si parlava di una prova fedeltà chiesta dai due in occasione delle elezioni per la provincia. Nel Palazzo di via de Leo è andata male: otto consiglieri per Uniti per Brindisi, la metà per Terra di Brindisi. Al Comune, invece, la sindaca è riuscita a respingere la sfiducia grazie al salvagente offerto dal consigliere Damiano Flores, il più suffragato del Pd, confluito nel gruppo di Luciano Loiacono, Maurizio Colella, Umberto Ribezzi, Luigi Sergi e degli assessori Salvatore Brigante e Maria Greco, chiamato Democratici e socialisti. Insistono nel ripetere di essere renziani. Ma Bruno continua a fare no con la testa e intanto sostiene Emiliano.

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