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La ex vice sindaco del Comune di Brindisi, Rita Ortenzia De Vito

La ex vice sindaco del Comune di Brindisi, Rita Ortenzia De Vito

“Piegandomi avrei abbracciato mentalità per me mafiose. Muro nei Servizi sociali”

De Vito sulle dimissioni si commuove: “Volevano che scrivessi per motivi personali, mi avrebbero ringraziato. Mi è venuto il vomito”. Su Cannalire: “Continue reprimende e urla, mi ha pure chiesto di farmi vedere con qualcuno per mettere a tacere certe voci”. Si riserva una denuncia

BRINDISI – “Non ho padroni, non sono e non sarò mai una yes woman, non mi piego a clientelismi e quando c’è qualcosa che non va, la mia onestà mi impone di non tacere: non potevo stare in silenzio di fronte al muro di gomma con il quale mi sono scontrata nei Servizi sociali del Comune di Brindisi sin da subito, sino ad arrivare al Piano sociale di zona. Ero un fantasma, nessuno mi ascoltava. Nulla si faceva se non c’era il dirigente, uomo del Pd. Per quale motivo, allora, il signor Francesco Cannalire non ha scelto Costantino Del Citerna come vice sindaco? Mi ha sfiduciata e voleva pure che scrivessi per motivi personali: mi è venuto da vomitare. La sua meschinità l’ha anche dimostrata quando mi ha detto di farmi vedere in pubblico con qualcuno accanto per mettere a tacere certe voci. Altro che questione morale”.

L’ex vice sindaco

In oltre due ore, l’ormai ex vice sindaco del Comune di Brindisi, Rita De Vito, ha spiegato le ragioni alla base delle dimissioni, arrivate dopo tre mesi di lavoro in Giunta. Talvolta ha tradito l’emozione ricordando gli episodi che ha vissuto in prima persona, fuori e dentro Palazzo di città. Ma potrebbe non essere finita qui, oggi, nella sala conferenze dell’Hotel Virgilio: “Sto valutando se alcune situazioni che si sono verificate possono avere risvolti sul piano penale”, ha detto.

Conferenza stampa Rita De Vito-2

Le dichiarazioni dopo il post su Borsellino e la mafia

“Ci sono altre cose, sto riflettendo. Perché se da un lato non  sempre le pressioni si traducono automaticamente in reati, dall’altro è anche vero che, per me, la mafia è un approccio mentale, un modo di guardare il mondo e la vita”, ha sottolineato. “Se mi fossi piegata, io avrei abbracciato una mentalità mafiosa e tradito i miei valori e ideali. Ho detto no”, ha risposto a BrindisiReport che ha chiesto alla prof se, tenuto conto di quella che è stata la sua esperienza all’interno del Palazzo, si è scontrata con un sistema di potere. Un sistema al quale la stessa De Vito sembrava essersi riferita pubblicando un post su Facebook su una citazione di Paolo Borsellino, sulla mafia. Post subito dopo le dimissioni e prima dell’incontro con la stampa e tramite i giornalisti con la città.

I Servizi sociali e il j'accuse di De Vito

“Non sono un fantoccio, ma nei servizi sociali sono stata trasparente: chiedevo spiegazioni, documenti, mi sembrava di scontrarmi contro un muro di gomma. Se il dirigente non dà l’imprimatur, se non c’è, se manca, per esempio perché è in ferie, nulla si muove. Che io, assessore con delega ai Servizi sociali, fossi o meno presente, era irrilevante”, ha detto De Vito.

“Lui stesso un giorno mi disse che prima o poi, il mio entusiasmo mi sarebbe passato e sostanzialmente aggiunse che nulla può-deve cambiare. Rimasi basita. A quel punto è arrivato il mio j’accuse in un incontro con il sindaco e con Cannalire, ma il segretario cittadino del Pd anche in questa occasione, così come in precedenza, è stato irrispettoso nei miei confronti. Mi fece l’ennesima reprimenda, sino a dirmi: “Non mettermi nelle condizioni di scegliere tra te e Del Citerna”. Confesso di non aver avuto il coraggio di reagire”.

La conferenza stampa di Rita De Vito (4)-2

Il messaggio su Whatsapp

Stando al racconto della ex preside del Ferraris, ci sarebbe stato un messaggio su Whatsapp. De Vito scrive a Cannalire, il 4 settembre: “Tu avrai certamente più esperienza politica, ma io conosco la buona amministrazione e quella comunale  fa acqua da tutte le parti. Io non ho nulla contro Costantino, ma lui è assente e poco collaborativo e il caos che c’è nei Servizi sociali è il risultato anche della sua cattiva gestione”.

E ancora, nello stesso messaggio: “Mi sto sforzando di entrare in un sistema che non mi appartiene: dinamiche di partito e compromessi politici per onorare il mio impegno con te. Ma non osare mai più aggredirmi in pubblico per nessun motivo. Visto che ti fidi di Costantino, potevi  candidare lui a vicesindaco.. io non avevo velleità di fare carriera politica, solo fare del bene alla mia città attraverso la mia competenza, l’energia e i valoro che tu conosci. Mi sto impegnando al meglio, ma sappi che io non ho padroni, se non il rispetto, la correttezza e l’onestà mentale”.

Infine: “Aiutami e sostienimi, altrimenti io possono tranquillamente tornare indietro. Sempre disponibile a un confronto diretto con te”. De Vito ha letto tutto il messaggio in conferenza, ottenendo l’applauso del pubblico. Cannalire avrebbe risposto così: “Io ti sostengo, per questo sono così diretto”. Il sostegno, a sentire l’ex vice sindaco non sarebbe mai arrivato. Né ci sarebbe stato il vis à vis con il gruppo consiliare.

Il piano sociale di zona

La conferenza stampa di Rita De Vito (2)-2-2La goccia che ha fatto traboccare il vaso già in equilibrio instabile? “Il piano sociale di zona: un incubo”, ha detto ‘ex vice sindaco. “Rischiavamo persino il commissariamento dalla Regione Puglia per inadempimento dei Servizi sociali. Il termine ultimo per presentare la documentazione era il 4 ottobre, ma nella bozza lasciata dal sub commissario Stefania Fornaro c’erano delle criticità. Ho studiato tanto, il dirigente era in ferie, due settimane, io ho lavorato e sostituito il sindaco anche a Ferragosto per consentire a lui di rilassarsi con la sua famiglia. Se la struttura non mi ascoltava, cosa potevo fare? Ho scritto e protocollato, ho fatto vedere la lettera a Cannalire e di nuovo una reprimenda. Mi ha pure rimproverato sul canile comunale perché ero andata a lamentarmi con un dirigente”.

La telefonata e la richiesta di dimissioni

Da lì a qualche giorno si fissa il tavolo con i sindacati e con gli operatori del terzo settore: “Arriva una proposta della Cgil per regolamentare figure dello staff all’interno delle coop, fermo restando ovviamente la clausola sociale. C’è contestazione della Cisl. Vengo tacciata anche in questo caso di aver assunto un indirizzo politico, che ho condiviso questo sì. Mi chiedo: che timore c’era di spodestare qualcuno? Si arriva a ultimare i documenti, ma ci sono solo due schede: centro affidi e mediazione. Per quale motivo? Anche in questa occasione, puntuale, arriva la telefonata di Cannalire: “Oggi stesso voglio le tue dimissioni”, mi ha detto al telefono con una modalità degna del percorso da lui seguito”.

De Vito sostiene di aver informato il sindaco. “Rossi mi dice di raggiungerlo al Comune, ma prima mi tolgo un sassolino dalla scarpa perché incontro Del Citerna e gli dico: ‘Non hai perso tempo a informare Cannalire. Io ai clientelismi non mi piego”. Segue l’incontro con Rossi: “Il sindaco è mortificato, mi dice che Francesco è irremovibile. Ma su Rossi non entro nel merito di ciò che ha fatto o avrebbe potuto, non voglio ledere né la sua persona, né l’amministrazione, soprattutto tenuto conto della sua candidatura alla presidenza della Provincia”.

Si vota il prossimo 31 ottobre. “Dico a Rossi che forse è il caso di aspettare la data delle elezioni, lui mi dice che avrebbe parlato di nuovo con Cannalire, ma già nel pomeriggio mi richiama e mi fa sapere che loro (il Pd, ndr) chiedono subito le dimissioni”. Non è tutto.

Francesco Cannalire e Riccardo Rossi-2

I motivi personali

“Il sindaco mi dice anche che è possibile inserire nella lettera che le dimissioni sono per motivi personali, per problemi con i figli o con la scuola. Loro (il Pd, ndr) mi avrebbero fatto un comunicato di ringraziamento. Mi è venuto da vomitare. In pratica, sono stata presa da Cannalire nella società civile, buttata nell’oceano in tempesta, ho cercato di resistere per restare a galla, ma non è stato possibile”.

Il tempo di riprendere fiato, De Vito aggiunge: “Nel piano sociale di zona ci sono stati stanziamenti in aumento per due servizi, la mediazione familiare, con più 100mila euro l’anno, e gli affidi con più 200mila. Sono affidati alla stessa coop. Io aveva chiesto di inserire altri servizi, come quelli per le malattie patologiche. Niente. Confesso di non aver ancora capito cosa sia il servizio di segretariato sociale, per il quale ci sono 18mila euro l’anno”.

In precedenza l’ex vice sindaco aveva fatto riferimento alle sue richieste di spiegazione sulla mancata attivazione del Red (reddito di inclusione) anche dopo la disponibilità manifestata dalla Multiservizi già da dicembre 2017. E ancora per quale motivo non fossero stati attivati due progetti Pon per l’inclusione da un milione e 400mila euro. “Perché non stati sfruttati i finanziamenti esterni?”. Ad agosto scorso De Vito sostiene di essersi resa conto che un progetto Sprar per 24 minori stranieri non accompagnati non era partito. “Mai attivato”. Fondi per 473mila euro. “Il Comune, invece, continua a pagare rette altissime per minori collocati fuori provincia, con fondi del bilancio”.

Il municipio di Brindisi-5

La conclusione e i ringraziamenti 

“Credo che il vero motivo delle mie dimissioni sia questo. Del Citerna è uomo vicino al  Pd, sicuramente preparato professionalmente, ma secondo me non è nelle sue corde entrare nel merito di un settore che opera con la disperazione delle persone, con la povertà. E' una figura che non c'entra nel merito di un servizio che non funziona. Servizio che costa 14 milioni di euro l'anno nel bilancio”, ha detto l’ex vice sindaco sul finire della conferenza stampa fiume (BrindisiReport ha provato a contattare il dirigente, ma il telefono risulta spento). "Il secondo giorno che l'ho incontrato mi pose il problema del pensionamento di una persona che è memoria storica sei Servizi sociali. Sarebbe stata una catastrofe. Si poteva superare riconoscendole una posizione organizzativa che, per quanto mi risulta ad oggi è stata assegnata solo ai due avvocati interni, ma si deve passare dalla contrattazione collettiva".

La conferenza stampa era iniziata con il ringraziamento a quanti le hanno fatto arrivare messaggi di stima, tra i quali i consiglieri comunali di opposizione, Roberto Cavalera e Massimiliano Oggiano. “Il primo amico da 35 anni, avendo fatto la stessa scuola, l’altro conosciuto al professionale come docente”. Guardando alla giunta, ha rivolto il suo grazie a Mauro Masiello, assessore al contezioso, eletto nella lista di Leu: “Lui, la legalità e la trasparenza sono la stessa cosa”. Tra il pubblico era presente Enzo Albano.

La conferenza stampa di Rita De Vito (3)-3

“Un abbraccio a Luana Pirelli di Bbc: mi ha dimostrato l’impegno concreto per il bene comune”. Parole di stima anche nei confronti dei dirigenti Nicola Zizzi, Gaetano Padula e Antonio Orefice, comandante della Polizia locale, nonché per il segretario comunale Pasquale Greco. “A lui, nei momenti di scoramento, ho chiesto consigli”. Apprezzamenti, inoltre, per i funzionari Fantetti, Marinazzo e Grassi e per le signore del suo ufficio. “Con Giovanna, Mina e Palmina abbiamo lavorato 600 domande per i contributi sui libri di testo”.

“Con Cannalire e nei servizi sociali ho avvertito già dopo due-tre settimane un clima di isolamento. Forse il segretario cittadino immaginava che offrendomi un ruolo di prestigio, mi avrebbe collocato in un angolo, come se fossi uno strumento nelle sue mani. Forse altri pur di restare sulla poltrona, avrebbero accettato. Io no. Quando poi ho fatto dichiarazioni alla stampa, sono iniziate le telefonate urlanti”.

Il presunto diktat

“Non devi parlare, non devi dire. C’è l’ufficio comunicazione del Comune, si filtra da lì”, ha detto De Vito riferendo quanto Cannalire le avrebbe imposto. “Ogni volta che osavo chiedere spiegazioni, urlava. Successe la prima volta in occasione dell’insediamento del Consiglio comunale, quando il consigliere Carmela Lo Martire (dell’opposizione, ndr) chiese spiegazioni sul servizio mensa scolastica e risposi. Cannalire ebbe un atteggiamento da dominus, padre padrone”. La situazione sarebbe andata avanti con riferimento al servizio di integrazione scolastica. Non ci sarebbe stato feeling con l’assessore Oreste Pinto, del Pd: “Difficoltà di comunicazione in occasione di un torneo con ragazzi con disabilità. Disse che quelle persone non danno alcun apporto alla città. Il senso era quello”.

La questione morale e le voci al Comune

Il  Pd, nel pomeriggio, terrà una conferenza stampa per spiegare le gravi ragioni non solo politiche, anche morali, che hanno portato alla sfiducia della vice sindaco. “Questione morale? Lui mi ha detto che cominciano a serpeggiare voci sulla integrità morale al Comune e ha avuto persino il coraggio di dire che avrei dovuto cercarmi qualcuno con cui comparire in pubblico per mettere a tacere certe voci. Questo mi ha fatto sentire lesa come donna. L’ultimo colpo basso che mi dà il senso della pochezza e della meschinità della persona”.

Rosetta Fusco alla conferenza stampa di Riccardo Rossi-3

Il Pd provinciale

Rosetta Fusco, segretario provinciale del Pd, si riserva di approfondire la vicenda: “Ieri Cannalire mi ha detto di incomprensioni. Parlerò con lui, ma il  Pd provinciale non ha alcun peso nella vicenda. Si limita oggi solo a dare ospitalità a quello cittadino perché è senza sede e quindi ospitato nella federazione”. Cannalire, infatti,  replicherà alla 16 nella sede provinciale del Pd, in via Osanna. Ci saranno i consiglieri e gli assessori, a quanto pare.

Il sindaco Rossi

Ovviamente non ci sarà il sindaco Riccardo Rossi, il quale preferisce liquidare il caso: “Rita resta un’amica, ci sono state divergenze che condizionavano la giunta visto che c’era un continuo distinguo”, ha detto poco prima della conferenza stampa per la sua candidatura alla presidenza della Provincia. “Non c’era sintonia, inutile fare polemiche”. Peccato che lo stesso sindaco proprio a BrindisiReport aveva dichiarato di avere una squadra composta da ottimi professionisti che stava lavorando bene. Peccato anche il vice sindaco lo abbia nominato lui. Su suggerimento di Cannalire. Peccato che l’opposizione lo consideri ostaggio del Pd: “Ma di cosa stiamo parlando. Non è che devo rispondere a Oggiano e agli altri”. Alla città, una risposta sì che serviva vista la fiducia che Rossi ha ottenuto alle elezioni.

Il saluto della prof

Rita De Vito, probabilmente, seguirà a distanza quelle dichiarazioni. Le leggerà. Ha voluto chiudere la sua conferenza stampa, citando il magistrato simbolo della lotta alla mafia, Giovanni Falcone: “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una sola volta”. Ma la prof è viva e vegeta. Chissà se tornerà a fare politica. 

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