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Rita De Vito: “Impossibile adeguare i miei valori alle direttive del Pd”

La sfiducia del partito di Cannalire in una riunione convocata dal segretario cittadino, senza invitarla, poi la telefonata. Conferenze stampa separate per Fi e Lega: “Rossi ostaggio del Pd, la prof spieghi se ci sono pressioni”

BRINDISI – Sfiduciata dal Pd, senza neppure avere la possibilità di replicare. L’ormai ex vice sindaco di Brindisi, Rita De Vito, sarebbe stata messa alla porta dal segretario cittadino del Partito democratico, Francesco Cannalire, dopo una riunione a cui l’ex dirigente dell’istituto Ferraris non ha partecipato, perché non invitata. E l’opposizione anziché cavalcare l’onda, mostra pubblicamente le proprie fratture con una doppia conferenza stampa: prima quella di Forza Italia, a seguire quella della Lega, per consegnare lo stesso concetto, ossia che Rossi è ostaggio del Pd, non più credibile neppure a livello regionale avendo fatto un’inversione a U, a dispetto della storia da cambiare. E rivolgere un invito all’ex sindaco, alla quale è andata la solidarietà di tutti: “Che dica pubblicamente i motivi delle dimissioni, altrimenti si scatenerà solo su di lei la macchina del fango”.

Francesco Cannalire e Riccardo Rossi-2

La lettera di dimissioni

De Vito al momento resta in silenzio. Quel che doveva dire l’ha detto al sindaco Rossi nella lettera che ha consegnato ieri: “Le motivazioni della sfiducia risiedono nella sfiducia che, per le vie brevi, ho acquisito da parte del Pd nella persona del segretario cittadino Francesco Cannalire, il quale ha proposto con convinzione la mia candidatura”, si legge. Il che sembra confermare le indiscrezioni che raccontano di un incontro interno al Pd, il partito che aveva espresso la prof come “tecnico” nella giunta del sindaco Riccardo Rossi. Incontro che si sarebbe svolto lunedì, giorno in cui Cannalire avrebbe bocciato su tutta la linea la condotta amministrativa della preside, ritenendola non adeguata e soprattutto non coincidente con la programmazione del Pd. Questo nonostante la riduzione dei ticket per la mensa scolastica e l’avvio di progetti per i servizi sociali, spina nel fianco del Comune di Brindisi. Sfiducia e basta. Anche se l’assessore è diretta espressione del sindaco, essendoci un rapporto di fiducia alla base della nomina. Ma Cannalire, il gruppo consiliare (a lui riconducibile) e il Pd così hanno deciso.

Le direttive del Pd e il no di De Vito

dimissioni de vito-2“Pur riconoscendo alcune leggerezze di comunicazione mediatica compiute dalla scrivente per inesperienza politica che potrebbero aver creato qualche imbarazzo interno al Pd, e di cui ho assunto piena responsabilità, nei tre mesi di mandato amministrativo trascorso, ho agito sempre con onestà mentale e intellettuale, operando per il bene comune e proiettandomi verso la crescita e il miglioramento delle criticità riscontrate sul fronte della cosa pubblica”, ha scritto De Vito.

“Ho sposato il programma politico-amministrativo che la Sua coalizione ha sottoscritto e che con tanta abnegazione e spirito di servizio porta avanti, allineandomi per coerenza agli indirizzi politici del Pd che tuttora condivido nei principi e nei valori”, ha sottolineato l’ex vice sindaco. “Tuttavia frequenti sono state le divergenze con il segretario cittadino e con tutto lo schieramento consiliare del Pd, sulle procedure e sulle metodologie di attuazione, in quanto i miei valori personali e professionali, sempre orientati ad agire per la difesa dei diritti di tutti e di ciascuno e per il bene della società, in piena trasparenza e in ossequio ai dettami di correttezza e legalità, non mi hanno consentito di adeguarmi alle direttive che potessero in qualche modo alterare la bontà del mio mandato politico amministrativo, nell’accezione più alta e nobile del termine, come minister al servizio della collettività”. Sarebbe questo il motivo alla base delle dimissioni. Con un auspicio: “Che la scelta obbligata di rimandare il mio mandato possa consentire alla sua Amministrazione di proseguire l’azione di guida della città, senza alcuna conseguenza, nella piena realizzazione dei programmi di crescita, rinnovamento, sviluppo sociale ed economico. Le confermo – ha scritto anche – con convinzione e lealtà, da cittadina e professionista, il pieno sostegno alla sua azione politico-amministrativa e la stima e autentica considerazione al suo ruolo di primo cittadino”.

Il sindaco Rossi 

Rossi ha liquidato il caso De Vito  con un breve comunicato stampa, qualche minuto dopo aver ricevuto la lettera di Rita De Vito: “Prendo atto, ringrazio la professoressa, proseguiamo il percorso”. Caso chiuso per lui. Tutt’altro che per le opposizioni. E probabilmente per la stessa ex vice sindaco che sino alla fine ha cercato di dialogare con il Partito democratico e con Rossi. Niente da fare.

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Forza Italia, Brindisi popolare, Brindisi in Alto e Idea

Dalle minoranze si sono fatti sentire, ovviamente. Ma in separata sede per “un difetto di comunicazione” interno alla destra. Così dicono. In realtà restano le conflittualità interne, rimaste vive dopo la separazione alle ultime amministrative.

Orologio alla mano, i primi a parlare sono stati i capigruppo di Forza Italia, Brindisi popolare, Brindisi in Alto e Idea, nel salone di rappresentanza di Palazzo di città: “E’ uno tnunami senza precedenti se il vice sindaco, colei che sostituiva Rossi, ha sbattuto la porta ed è andata via, il che vuole dire non solo che l’Amministrazione ha perso un pezzo, ma che è a pezzi”, ha detto Roberto Cavalera.

“Se la preside ha deciso di dimettersi, evidentemente è successo qualcosa. E’ persona che è stata sempre dalla parte degli studenti, vedasi la battaglia per la sicurezza dell’istituto Ferraris,  dei più deboli, una professionista che ha sempre lavorato nel pieno rispetto della legalità”, ha continuato Cavalera. “Sicché ci chiediamo, se non è stato capace di tutelare il suo vice e ha abbassato la testa davanti al Pd cittadino, come potrà difendere Brindisi da quello regionale? In che modo potrà proteggere la nostra città? Chiediamo a Rossi di riferire quanto prima in Consiglio e di chiarire di quali atti De Vito si è occupata di recente”.

Il consigliere Carmela Lo Martire si è rivolta direttamente all’ex vice sindaco: “La prego di dire alla città cosa è successo”, ha detto. “Lo faccia anche per se stessa, per non farsi crocifiggere da un gruppo che cercherà di scaricare su di lei ogni responsabilità. Quello che è successo non deve rimanere nelle segrete stanze”. Poi un riferimento al sindaco e alla sua Giunta: “Ci sono crepe evidenti, segno tangibile di un’assoluta mancanza di progettualità”.

Luciano  Loiacono ha aggiunto: “Probabilmente tre le motivazioni: di carattere personale, politico e amministrativo, se sussistono tutte e tre, allora è preoccupante”. Cavalera, infine, ha espresso un proprio pensiero: “Conoscendo Rita De Vito, vedendo anche la stima di cui gode in città, credo che sia più leggera perché si è tolta un peso. Quanto al sindaco, la sua posizione è ancora più grave perché ha parlato di tensioni tra l’ex vice sindaco e l’intera coalizione. E’ l’inizio della macchina del fango”.

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Lega e Fratelli d’Italia

Più duri i toni degli esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia, Massimiliano Oggiano, Massimo Ciullo ed Ercole Saponaro: “Il Pd ha praticamente fatto un’Opa (offerta pubblica di acquisto, ndr) su Brindisi, ha messo il cappello per dominare e tenuto conto della storia politica di Rossi, del fatto che è stato per anni all’opposizione, è ancora più grave”, ha detto Ciullo.

“I responsabili sono due: il Pd e Rossi che da oggi è un sindaco commissariato dal Partito democratico”, ha sottolineato Oggiano. “Ci sono passaggi inquietanti nella lettera della De Vito e mi riferisco alle direttive di cui parla la ex vice sindaca. Mi fa pensare che, forse, ci siano state pressioni, i cosiddetti desiderata. Quella missiva, secondo me, è una denuncia a tutti gli effetti. Per questo è necessario che si sappia, che la preside spieghi", ha insistito il vice presidente del Consiglio comunale. "Di certo c’è che è nelle mani del Pd il sindaco di Brindisi, quindi pensate un po’ cosa potrebbe avvenire a livello regionale. Tutto in barba all’onesta intellettuale di Rossi negli anni in cui è stato consiglieri di opposizione. Ora ha fatto una inversione a U. Altro che cambiamola sta’ storia”.

Non sarebbe tutto. No, perché secondo Ciullo non è da escludere che ci sia un effetto domino in seno alla Giunta: “Dai rumors delle ultime ore ci aspettiamo che il Pd metta in discussione altri assessori. Non i suoi”. Il nome dell'assessore da silurare circola. Sarà vero? Oggi a Palazzo di città, il primo cittadino non c'era.

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