Sabato, 23 Ottobre 2021
Politica Francavilla Fontana

"La mia proposta sulla sanità: diagnostica H24, sempre disponibile per il paziente"

Intervista al consigliere regionale di Francavilla Fontana, Maurizio Bruno: "Continueremo a puntare sul turismo. E vorrei potenziare la medicina di base"

Dopo le elezioni regionali, BrindisiReport intervista i cinque consiglieri eletti nel Brindisino, per conoscerli e ascoltare la loro visione politica. E per fare qualche domanda sulla sanità pubblica nel nostro territorio.

FRANCAVILLA FONTANA - Da ragazzo ha fatto il rappresentante d'istituto, ora siederà per la prima volta su uno scranno del Consiglio regionale. Maurizio Bruno è nato a Francavilla Fontana 54 anni fa, è stato eletto nel Brindisino col Partito Democratico. L'aria di famiglia, dopotutto, ha aiutato: suo padre Giuseppe, agricoltore, è stato tra i fondatori della sezione del Pci di Francavilla. Da sempre uomo dichiarato di centro-sinistra, ex sindaco di Francavilla ed ex presidente della Provincia, Bruno spiega subito che vuole “portare avanti quelle politiche che partono con Nichi Vendola, soprattutto puntando molto sul turismo. Prima nessuno conosceva la Puglia, ora siamo diventati una meta privilegiata. Il nostro obiettivo è incrementare ancora di più il settore”.

In che modo?

“Valorizzando la bellezza della nostra regione, lavorando ancora di più sulle infrastrutture, aeroporti e porti. E destagionalizzando il turismo: non abbiamo solo il mare e l'estate. C'è il nostro entroterra, la Murgia, la Valle d'Itria”.

Lei lavora come dipendente Asl, come sta influendo il Covid sulle politiche sanitarie?

“Le sta cambiando profondamente, nella nostra regione come in tutta Italia. La mia idea è quella di valorizzare maggiormente la medicina territoriale, ovvero i medici di base. Il medico di famiglia deve essere sburocratizzato e deve diventare un punto di riferimento come lo era stato negli anni Sessanta. Quando è possibile, dobbiamo evitare che il cittadino vada in ospedale. E questo lo si può fare solo con una buona medicina di base.

Il paziente brindisino si lamenta però più che dei medici di base, delle liste d'attesa molto lunghe. E' in agenda qualche intervento?

“Io dico da anni che la diagnostica deve lavorare H24. A chi ha un tumore non gli si può dire 'torna tra un mese', l'esame va fatto subito. Alcuni settori devono lavorare il più possibile, parlo di Tac, di risonanze. Così si abbattono le liste d'attesa”.

Il “Perrino” è un polo Covid. E' una scelta corretta secondo lei?

“Diciamo che non c'erano altre strutture, perché ci devono essere vicino sale operatorie e terapie intensive. E oggi c'è scarsità di alcune figure come gli anestesisti. Abbiamo pochi ospedali che possono fare alcuni tipi di intervento. E' anche per questo motivo che dico che va potenziata l'assistenza territoriale. E qualificare alcune strutture presenti”.

La scelta dei container per le terapie intensive al “Perrino” la condivide?

“Stiamo parlando di una situazione emergenziale. Naturalmente, sappiamo tutti che dovremo convivere con questo problema, quindi vanno create delle strutture Covid apposite, non hangar, come qui, come a Milano. Si possono convertire altre strutture sanitarie in strutture Covid, questo sì. Lo potremo fare se riusciremo a perseguire una buona politica sanitaria. Io lo ripeto: bisogna potenziare due fronti. Primo: la medicina territoriale, cioè evitare che la gente si rivolga per qualsiasi motivo all'ospedale. Ci sono alcuni interventi che possono essere fatti in ambulatorio. Secondo fronte: lavorare sulla qualità della struttura e potenziare gli ospedali che abbiamo".

Il risultato del centro-sinistra nel Brindisino non è stato entusiasmante, tutt'altro. Forse i brindisini si sono sentiti trascurati dalla prima legislatura di Emiliano? 

“Se andiamo ad analizzare il dato, sicuramente sì. Non è tanto il fatto di non avere un assessore brindisino, ma è mancato il coinvolgimento del territorio. Ora dobbiamo lavorare tutti noi consiglieri in sinergia con l'Amministrazione territoriale. E' questo che è mancato. Vediamo di invertire la tendenza”.

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