Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica San Vito dei Normanni

I movimenti civici si alleano, ma non si parla per adesso di unità a sinistra

Ci si aspettava una risposta utile per comprendere se il centrosinistra andrà unito o meno al voto comunale di maggio, dalla riunione di lunedì sera tra i movimenti San Vito Bene Comune e San Vito ai Cittadini

SAN VITO DEI NORMANNI – Ci si aspettava una risposta utile per comprendere se il centrosinistra andrà unito o meno al voto comunale di maggio, ma dalla riunione di lunedì sera tra i movimenti San Vito Bene Comune e San Vito ai Cittadini, è uscita da un lato la volontà di condividere “un percorso politico e programmatico capace di interpretare le esigenze di radicale cambiamento che provengono dalla società civile sanvitese”, e dall’altro quella di segnare “una netta discontinuità rispetto al passato”, con una proposta “innovativa, completamente alternativa a quella delle forze politiche tradizionali”.

“Allo scopo è stato costituito un coordinamento cittadino dei due movimenti civici avente l’obiettivo di interloquire con i vari soggetti interessati al dialogo e ad individuare le iniziative pubbliche utili a precisare e diffondere la proposta politica”, si legge nel breve documento prodotto dai due movimenti, e firmato da Vincenzo Sardelli per San Vito Bene Comune e Giuseppe Brancasi per San Vito ai Cittadini. Si allungano dunque i tempi di individuazione del candidato sindaco e di preparazione delle liste per un’area, quella dei movimenti civici (San Vito Bene Comune ingloba anche Sel), che sembrava più avanti di tutti su questo terreno.

E’ quasi completo, invece, il parterre degli altri sfidanti con la decisione del Pd di candidare il sostituto commissario Domenico Conte, che ha deciso di accettare congelando al momento il suo lavoro di poliziotto e la sua attività sindacale nel Siulp per partecipare alla campagna elettorale. Sembrava più indietro di tutti, il Partito democratico, preso tra tre diverse ipotesi di candidatura e le spinte conseguenti, invece ha rotto improvvisamente gli indugi. La cosa costerà qualche lacerazione interna, ma il candidato alla fine c’è e segna una novità al cospetto dell’opinione pubblica.

Il Pd e l’area dei movimenti civici non si amano, e dovrebbe essere proprio Conte a tentare il dialogo con i potenziali alleati, che non considerano innovatore l’attuale gruppo dirigente del Pd sanvitese. Sarà possibile un accordo o tutte le porte di comunicazione sono ormai sbarrate? Si sa che nei giorni scorsi vari emissari “pro domo propria” si sono mossi dalla sede del Pd e dintorni per contattare i movimenti e saggiarne le reazioni di fronte alle varie proposte di candidatura, cercando spinte dall’esterno per risolvere forse la competizione interna a proprio favore.

Così non è stato, e alla fine ha vinto la candidatura Conte senza influenza di eventuali alleati, mentre gli altri ipotetici partner sono rimasti al loro posto senza farsi coinvolgere. Ma adesso il quadro è definito: il centro destra ha tre candidati in campo che faranno di tutto per prevalere l’uno sull’altro cercando di monopolizzare la campagna elettorale (Alberto Magli, sindaco uscente, Silvana Errico e Pino De Carlo, che ha disseminato la cittadina di manifesti giganti). Il Pd ha sciolto la riserva candidando Domenico Conte. Il M5S correrà da solo. In tale contesto, c’è spazio reale per affermare il progetto dei due movimenti? E’ la domanda del momento, almeno a sinistra.

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