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"Non saranno i numeri in consiglio a far cadere questa amministrazione"

All’insegna di comportamenti non idonei per rappresentare i bisogni della collettività, venendo meno sia il ruolo pubblico che il rispetto della sede istituzionale in cui  i fatti sono accaduti, si è chiusa la prima parte della sceneggiata andata in onda lunedì

All’insegna di comportamenti non idonei per rappresentare i bisogni della collettività, venendo meno sia il ruolo pubblico che il rispetto della sede istituzionale in cui  i fatti sono accaduti, con l’appesantimento della presenza delle forze dell’ordine, si è chiusa la prima parte della sceneggiata andata in onda lunedì mattina nell’aula consiliare ad opera di diversi componenti dell’assemblea: probabilmente la mancata autorevolezza dovuta alla  giovane età del presidente del consiglio ha contribuito alla burrascosa seduta relativa alle problematiche delle società partecipate.

La seconda parte di questa sceneggiata potrebbe essere offerta al pubblico,  a breve e con un diverso clima, occorrendo solo la seduta consiliare per la presa d’atto della revoca delle dimissioni della sindaca, salvo eventuali ripensamenti. La forte convinzione della precarietà della maggioranza non è venuta meno  e giammai ho creduto che sarebbero state apposte avanti al notaio le firme necessarie per sfiduciare la sindaca se non allorquando il consigliere D’Attis è stato colto da ripensamenti e di fatto ha consentito il rinvio per detto adempimento, liberando il notaio già presente nella sede dell’incontro.

Orbene, al di là della deplorevole sceneggiata per il raggiungimento della risicata maggioranza per amministrare l’Ente, più volte, ma con scarso successo, ho trattato argomenti di natura economico-finanziaria riguardanti il Comune ed in particolare le società partecipate, rappresentando concettualmente e materialmente le serie difficoltà per uscire dalle secche in cui si trovano le società in parola. Ho dovuto registrare la grande indifferenza degli organi politici e burocratici ai fatti contabili di cui discorrevo, sicché la forza della ragione mi ha portato alla conclusione, come più volte evidenziato, che questa amministrazione giungerà al  termine non a seguito di  azione similare a quella anzidetta, ma certamente per le cause ed effetti conseguenti ai provvedimenti posti in essere da altri organi (magistratura contabile, Mef).

Ho tentato di indicare le difficoltà che si frappongono alla operazione ragionieristica-contabile di una fusione per incorporazione o la impossibilità, allo stato, delle coperture di perdite di esercizi  o della necessità  dell’affidamento a soggetti capaci ad amministrare la società specie nel quadro della vigente normativa (qui il problema è di laurea specialistica), ma non vi sono apprezzabili riscontri, anzi atti decisionali di natura opposta.

E’ stata adottata, naturalmente assente la sindaca,  dalla giunta comunale la delibera n. 10 del 31 gennaio 2017 avente per oggetto  aggiornamento del risultato presunto di amministrazione al 31 dicembre 2016:  detto provvedimento è privo inspiegabilmente del parere del collegio dei revisori, vi  è allegata tabella contabile del presunto risultato di amministrazione 2017 che interessa le società partecipate, ma è di sicura incomprensione dei sottoscrittori dell’atto. 

Ed allora, non è possibile come dice il caro ex sindaco Antonino prendere atto della pasticciata e debole ricomposizione della maggioranza, confidando nella presentazione dei programmi che l’amministrazione vorrà darsi.  Suvvia, ma di quali programmi si vuole discutere e  quali sono le concrete realizzazioni da offrire ai cittadini?  L’organo di programmazione è bloccato e conseguentemente è bloccato anche quello di esecuzione degli atti del primo. 

E’ pensabile, seguendo gli indirizzi di alcuni studiosi di problemi di enti locali, che attualmente sia possibile per il Comune di Brindisi avviare immediatamente il programma di riordino dell’intero comparto del personale comunale unitamente alla risistemazione globale del settore finanziario dell’Ente. Solo in tal modo potrebbe accadere  che il solo inizio del lavoro su  questi due programmi potrebbe consentire di  enucleare gli interessi della collettività.         

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