Petrolchimico, non solo torce. Cgil: "Si tutelino i lavoratori dai cambi d'appalto"

Mentre le torce del petrolchimico si accendono a singhiozzo, i sindacati confederali, in una nota firmata dal segretario provinciale della Cgil, Michela Almiento, invocano un patto territoriale che regoli il sistema degli appalti. Chiedono, in particolare, che si istituisca una clausola di salvaguardia dei lavoratori dell'indotto

BRINDISI – Mentre le torce del petrolchimico si accendono a singhiozzo, i sindacati confederali, in una nota firmata dal segretario provinciale della Cgil, Michela Almiento, invocano un patto territoriale che regoli il sistema degli appalti. Chiedono, in particolare, che si istituisca una clausola di salvaguardia dei lavoratori dell’indotto dai continui cambi d’appalto che si registrano nelle grandi aziende. Perché a ogni cambio d’appalto, i dipendenti delle ditte appaltatrici rischiano di restarsene a casa. Tale problematica verrà discussa lunedì in consiglio comunale, su proposta di Ilario Pennetta, Brindisi avanti veloce.

“L’occasione è utile – afferma il segretario provinciale della Cgil - per evidenziare la forte necessità di una presa in carico dell’Amministrazione comunale della problematica relativa alla gestione complessiva delle attività date in appalto nel nostro sito industriale, ripartendo dalle azioni che finora sono state messe in campo dal Sindacato e che hanno portato all’attivazione di un tavolo in prefettura a novembre scorso. Una problematica che rappresenta, per Cgil, Cisl e Uil,  una delle vertenze più complesse da gestire ogni qualvolta si rivendichi, ad ogni previsione di cambio appalto, la salvaguardia occupazionale di tutti quei lavoratori che hanno acquisito nel corso degli anni conoscenze e competenze tali che dovrebbero essere considerati dall’azienda committente fonte di  garanzia per la qualità del lavoro su tutte quelle attività esternalizzate che , di fatto, da decenni sono “strutturali”  dello stesso processo Il segretario provinciale della Cgil, Michela Almientoproduttivo”.

La richiesta della clausola di salvaguardia si innesta in una serie di rivendicazioni che mirano a cambiare il sistema degli appalti. Un cambiamento che deve partire dal superamento dell’offerta al massimo ribasso come  criterio da porre a base d’asta nelle procedure di gara. Le organizzazioni sindacali, rispolverando il protocollo di intesa sulla legalità e sicurezza del lavoro sottoscritto nel 2009 in prefettura, suggeriscono infatti che “si consideri l’offerta economicamente più vantaggiosa come criterio per le gare negli appalti e l’inserimento della clausola di salvaguardia occupazionale come l’unica risposta dignitosa da dare alle centinaia e centinaia di lavoratori che, a rotazione, ad ogni scadenza calendariale vedono messo a rischio il proprio posto di lavoro e restano nella più totale incertezza riguardo la possibilità di sostenere economicamente se stessi e la propria famiglia”.

Un’esperienza che purtroppo “è toccata da poco ai lavoratori interessati al cambio appalto tra Consorzio Labor  e azienda Cascione per Basell, e che, in questi giorni, sta preoccupando circa altri 50 lavoratori delle attività elettrostrumentali  distribuite sui due appalti che da maggio saranno gestite da nuove aziende”. Per questo, i sindacati invocano “un patto territoriale per la tutela della qualità del lavoro”. “Siamo convinti che  i lavoratori di questa realtà non sono figli di un Dio minore, e che a Brindisi si può tornare a investire in innovazione di processo e di prodotto industriale".

"Si può fare – conclude la Almiento - anzi è l’unica alternativa concreta per superare la crisi economica e per il rilancio dell’industria, in cui serve sicuramente la volontà di supporto e di accompagnamento del Governo, attraverso percorsi ben definiti di un programma nazionale che continua, purtroppo, a mancare”.

Ma la questione occupazionale si incastra inevitabilmente con quella ambientale. Le fiammate prodotte negli ultimi giorni dalle torce del petrolchimico hanno infatti provocato forte allarmismo fra i cittadini. La sacrosanta salvaguardia dei livelli occupazionali, quindi, dovrebbe andare di pari passo con la tutela di un’esigenza sentita con forza dalla collettività: quella di essere informati su cause ed effetti dell’accensione delle torce.

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