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Il governo conferma tagli: dipendenti pronti a occupare Provincia

A Brindisi sono circa 450, e non spariranno come per magia quando sarà trascorso l'ultimo giorno di vita dell'ente Provincia. Il futuro dei lavoratori dell'ente in via di soppressione però è nebuloso, e già è abbastanza chiaro che la ricetta del governo non esclude affatto la scure

BRINDISI – A Brindisi sono circa 450, e non spariranno come per magia quando sarà trascorso l’ultimo giorno di vita dell’ente Provincia. Il futuro dei lavoratori dell’ente in via di soppressione però è nebuloso, e già è abbastanza chiaro che la ricetta del governo non esclude affatto la scure: una parte del personale delle Province passerà al nuovo sistema di gestione del territorio affidato a Regioni e Comuni, il resto potrebbe andare ad ingrossare le fila dei lavoratori in mobilità verso l’espulsione dal sistema della pubblica amministrazione. Questi i segni colti dai sindacati martedì sera dopo la protesta a Roma e l’incontro con i delegati del governo.

La richiesta fondamentale dei sindacati di categoria è quella che non vi sia un solo posto di lavoro perduto nel passaggio dal vecchio sistema della autonomie locali al nuovo, che non prevede più le Province, ma le città metropolitane e le unioni tra Comuni, su cui si spalmerà il peso tutt’altro che lieve della gestione del trasporto pubblico locale, della formazione e dell’edilizia scolastica, della manutenzione della rete stradale, oltre al già esistente onere dell’erogazione dei servizi sociali di base. Le Province cesseranno ufficialmente l’1 gennaio 2015, ma avranno un appendice di operatività ulteriore come enti di secondo grado – quale sono attualmente – sino a quando non sarà definita la ripartizione delle competenze tra Regioni e Comuni, e quindi anche del personale necessario.

Al momento tale processo è tutt’altro che a buon punto, e i lavoratori rifiutano l’applicazione di logiche ragionieristiche al loro futuro. In altre città, come Bologna, la protesta è già scattata, a Brindisi si parte venerdì 19 dicembre alle 8,30 con l’avvio di un’assemblea permanente che, in realtà sarà una vera e proprio occupazione degli uffici per indurre il governo a trattare. L’agitazione è stata decisa dai delegati sindacati assieme a Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica. In gioco ci sono parte dei circa 300 posti di lavoro diretti, inclusa la polizia provinciale, ed i circa 150 della società in house Santa Teresa, mentre la società di cartolarizzazione degli immobili di proprietà della Provincia, la Terra di Brindisi Srl, ha solo un dipendente, l’amministratore unico.

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