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Enigma pista ciclabile: lavori da completare entro fine mese, ma cantiere fermo

La nuova ditta appaltatrice non è ancora entrata in azione. Stamani sopralluogo della commissione Ambiente. Quarta: “Si rischia revoca finanziamento”

BRINDISI – Il termine per il completamento dei lavori scade fra il 20 e il 27 giugno, ma finora non è stato messo neanche un chiodo. Il cantiere della pista ciclabile di viale Aldo Moro – via Palmiro Togliatti resta un enigma. Stamattina (martedì 4 giugno) la commissione consiliare Ambiente presieduta da Roberto Quarta ha effettuato l’ennesimo sopralluogo.

Lo scenario è desolante.  L’area di cantiere è ferma da mesi. Appare a dir poco utopistico che nel giro di tre settimane si riesca non solo a completare il tratto di viale Aldo Moro – via Palmiro Togliatti, ma anche a proseguire fino ai corsi cittadini, ultimando l’opera in toto.

Il progetto è stato avviato nell’autunno 2022 dall’amministrazione Rossi, grazie a un finanziamento da 450mila euro ottenuto tramite fondi per Pnrr, integrato con un con un finanziamento da 150mila euro a carico del Comune di Brindisi, per un totale di 600mila euro.

Nei mesi scorsi, a seguito della revoca dell’appalto alla società vincitrice del bando, il primo cittadino ha dato mandato alla struttura tecnica di completare i lavori, onde evitare conseguenze di tipo erariale.

Pista ciclabile-3

Inizialmente è stata sondata la Brindisi Multiservizi, che ha rifiutato di sobbarcarsi il cantiere. Poi sono stati contattati tutti i 47 operatori economici che erano in graduatoria nella gara d’appalto iniziale, senza ottenere alcuna adesione. Infine è stata indetta una procedura negoziata, senza bando, tramite il mercato Mepa. Nove operatori sono stati invitati a partecipare. Solo due di questi hanno formulato un’offerta, con aggiudicazione alla ditta Semes di Carovigno. L’azienda, però, non ha ancora preso possesso del cantiere.

Anche se i lavori dovessero partire domani, si riuscirebbe a portarli a termine in un paio di settimane? L’impresa pare titanica. E il consigliere comunale Roberto Quarta si pone degli interrogativi. “Cosa accadrà - si chiede il presidente della commissione Ambiente, a margine del sopralluogo - se il ministero dovesse revocare il finanziamento per mancato completamento dei lavori? Di chi sarebbe la responsabilità? Ci saranno danni erariali?”.

Quarta invita ad accantonare gli slogan e a procedere con atti concreti. “Sarebbe opportuno recarsi a Roma – prosegue – presso il ministero dell’Ambiente”. Quarta propone di restituire la quota di finanziamento già ricevuta dal ministero e ripartire da un nuovo progetto. “Si può rinunciare alla pista in sede protetta - afferma - e farla in sede promiscua, lateralmente. Basta applicarsi. Ma bisogna andare assolutamente al ministero”.

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