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Deleghe speciali ai consiglieri comunali: “Rischio di peculato”

Rossi e D’Attis: “C’è sovrapposizione con le materie assegnate agli assessori”. La sindaca modifica le competenze per Marika Rollo, Marco Stasi e Luciano Loiacono e stabilisce il termine di sei mesi. Presunto conflitto d’interesse con il marito presidente di un’associazione

BRINDISI – Se sul fronte della Giunta, continuano a non esserci novità femminili neppure dopo la telefonata del prefetto alla sindaca, a Palazzo di città l’unica news che si registra attiene alle deleghe speciali assegnate ai consiglieri: sono state modificate e “temporizzate” sino a sei mesi rispetto all’attribuzione iniziale che per le opposizioni non solo aveva il sapore di un collante per la maggioranza che altrimenti sarebbe andata in frantumi, ma poteva rendere concreto il rischio di peculato.

A scuotere la testa sono sempre loro, i consiglieri di opposizione più contestatori del Comune di Brindisi, vale a dire Riccardo Rossi e Giuseppe Cellie della coalizione Brindisi Smart, Mauro D’Attis di Forza Italia e Stefano Alparone con Elena Giglio per i Cinque Stelle.

Rossi è stato il primo in sede di conferenza dei capigruppo, alla presenza della stessa Angela Carluccio, a sollevare il caso delle deleghe speciali ai consiglieri, ritenendo che i Servizi sociali a Marika Rollo dei Coerenti, la Cultura e il Turismo a Luciano Loiacono dei Democratici e l’Università a Marco Stasi di Noi Centro fossero una inutile duplicazione di deleghe già affidate agli assessori. E relativamente ai Servizi sociali, ancora nelle mani della sindaca, motivo per il quale è stato anche ipotizzato un conflitto di interesse in relazione al fatto che il marito della prima cittadina sarebbe ancora presidente di un’associazione destinataria di contributi comunali.

Se c’è corrispondenza sostanziale tra i settori su cui lavora l’esecutivo e quelli attribuiti a tre consiglieri comunali, a giudizio dei contestatori è quanto mai concreto il rischio di scivolare in ipotesi di peculato di cui all’articolo 314 del Codice penale. Basti pensare, solo per fare un esempio, all’uso di un’auto o di un ufficio, a sentire D’Attis che, tra l’altro, l’argomento lo ha sollevato nell’ultima seduta del  Consiglio comunale.

Dalla struttura amministrativa respingono tutto al mittente. Non c’è rischio di finire in una fattispecie penalmente rilevante, né tanto meno è ravvisabile il conflitto di interesse in capo alla sindaca. Fatto sta che Angela Carluccio ha ritenuto di aggiornare le deleghe e di assegnare il termine di sei mesi, salvo proroghe.

Loiacono, stando alla nuova formulazione, è “delegato a svolgere approfondimenti e attività di collaborazione finalizzata all’esame dell’attività amministrativa in materia di promozione territoriale legata alla Cultura e al Turismo”. Rollo si occuperà di “Servizi dell’ambito Br/1 del Piano sociale di zona”. Stasi, infine, è delegato a all’”Attivazione di corsi universitari e promozione, incentivazione e sostegno delle politiche giovanili”.

Nessuno dei tre – è scritto nel provvedimento della sindaca – ha il “potere di assumere atti di amministrazione attiva, ivi compresa la partecipazione alla Giunta” nonché a incontri esterni durante i quali i presenti sono tenuti a esprimere volontà impegnative per l’Ente”. Gli atti sono stati trasmessi al prefetto Annunziato Vardè ancora in attesa di conoscere le decisioni sulla Giunta, posto che le quote rosa non sono state rispettate alla luce della Legge Delrio.

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