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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Le scorte pure al palazzetto

BRINDISI – Mentre Renzi auspica "una politica senza lampeggianti”, il suo nuovo seguace, il senatore Nicola Latorre, arriva al Pala Pentassuglia con la scorta imposta dallo Stato. Paradossi della politica italiana. Che sarebbe bello accantonare, magari prima ancora che Renzi diventi segretario o presidente del Consiglio.

BRINDISI - Ieri Matteo Renzi, sul Corriere della Sera, ha dichiarato: «Voglio mantenere la freschezza che mi viene dal girare in mezzo alla gente, senza lampeggiante, con la mia bici». Domenica scorsa il senatore Nicola Latorre, di fresco convertitosi al Renzismo dopo aver trascorso un paio di decenni all'ombra di D'Alema, è arrivato al Pala Pentassuglia scortato dai carabinieri.

Chiariamolo subito: Latorre non ha commesso alcun reato. È la legge italiana che gli impone di avere la scorta, non perché sia nel mirino della mafia o dei terroristi, ma solo perché è presidente di una commissione parlamentare (quella alla Difesa, a Palazzo Madama). Peraltro non è che Latorre sia molto popolare a Brindisi, tanto che più di qualcuno domenica, notata l'auto di scorta, si chiedeva chi fosse l'illustre personaggio ospite della società di basket.

Non solo, qualche giorno prima del match Enel-Armani, i carabinieri si erano recati al palazzetto per effettuare quella che in gergo si chiama "bonifica ambientale", cioè il controllo delle entrate e delle vie di fuga, nel caso in cui qualche ultrà dell'Enel avesse avuto voglia di scaricare la rabbia per una eventuale sconfitta contro i rappresentanti della politica nazionale...

Una esagerazione incredibile e un paradosso tutto italiano: da un lato c'è un Paese in ginocchio, che non sa più come tartassare i cittadini e le aziende per coprire le voragini finanziarie, dall'altro si continuano a sprecare soldi in scorte inutili e perfino per accompagnare un parlamentare al palazzetto.

Alla luce delle parole di Renzi e della conversione del senatore fasanese, ci viene da rivolgere un invito a Latorre e a quanti nel Pd hanno scoperto il sindaco di Firenze solo dopo averlo osteggiato per un paio d'anni: date il buon esempio subito, non attendete che Renzi diventi eventualmente segretario del Pd e presidente del Consiglio. Rinunciate subito, tutti insieme, a certi privilegi. Ne avete il coraggio e la voglia?

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