rotate-mobile
Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

Intervento/ Legge elettorale, la Cassazione manda definitivamente al tappeto la politica

Nel gergo pugilistico si chiama "pugno di incontro". Viene sganciato dal boxeur in un momento di sua difficoltà mentre sta arretrando sotto l'attacco dell'avversario che sembra avere l'incontro in pugno (appunto). Invece giunge il colpo del knock out proprio nel momento più felice.

Nel gergo pugilistico si chiama “pugno di incontro”. Viene sganciato dal boxeur in un momento di sua difficoltà mentre sta arretrando sotto l’attacco dell’avversario che sembra avere l’incontro in pugno (appunto). Invece giunge il colpo del knock out proprio nel momento più felice.

Sembra proprio che si sia verificato, fuor di metafora, questo: nel mentre la politica correva ai ripari per correggere gli “sgarroni” (scusate l’espressione dialettale ma è la più rispondente alla fattispecie) della vecchia legge elettorale, correzione imposta dalla Corte Costituzionale n. 1/2014 che aveva dichiarato la incostituzionalità del “Porcellum”, e sembrava perciò aver ripreso il pallino in mano dell’agire politico, è arrivata la sentenza della Corte di Cassazione I sez. civ. n. 8878/14.

Sentenza che chiude la vertenza elettorale ingaggiata da un certo numero di cittadini elettori, e che, come un pugno di incontro manda al tappeto una politica lenta nel decidere e sempre impantanata in giochini di prestigio che hanno fatto perdere di vista il vero bene politico che una legge elettorale deve tutelare: il diritto di voto del cittadino che deve essere “personale ed uguale, libero e segreto”. I marchingegni elettorali che possono essere decisi dovranno partire necessariamente da tali presupposti: tutto il resto, per quanto importante possa essere (governabilità, formazione delle leggi, bicameralismo paritario ecc.) è accessorio.

Sicché la Cassazione con la sentenza indicata, decidendo nel merito ha dichiarato: “ ..che i ricorrenti non hanno potuto esercitare il diritto di voto nelle elezioni per la Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, svoltesi successivamente all’entrata in vigore della legge n. 270/2005 (Porcellum, ndr) e sino alla data di pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 2014 secondo le modalità previste dalla Costituzione del voto personale, eguale, libero e segreto.” Con l’umiliazione pure della condanna dello Stato al pagamento del triplice grado di giudizio.

E’ accaduto cioè, che come ha precisato la Cassazione, l’avvenuto accoglimento delle questioni di costituzionalità non ha “esaurito la tutela invocata dai ricorrenti nel giudizio principale” e, pertanto non può non dichiararsi accertato che “la dedotta lesione v’è stata per il periodo di vigenza delle disposizioni incostituzionali” non avendo potuto medio tempore votare come prescritto dal dettato costituzionale.

Tutta l’attività legislativa sinora svolta, comprese le stesse elezioni, in quanto costituenti “un fatto concluso”, e poiché “le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o di perdere la capacità di deliberare”, non è in discussione, ma tutto questo dimostra che ai cittadini ricorrenti deve essere dichiarata riconosciuta non solo la subita passata lesione del diritto di voto, ma impone anche una “riparazione in forma specifica per effetto della sentenza costituzionale che ha ripristinato la legalità costituzionale potendo essi, a decorrere dal 31 gennaio 2014 ed attualmente esercitare il diritto di voto secondo i precetti costituzionali”.

Cosa accadrà adesso è difficile prevederlo: notizie di stampa riportano news che vogliono già investito il Presidente Napolitano della richiesta di valutazioni susseguenti alla dirompente sentenza della Corte di cassazione n. 8878/14.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Intervento/ Legge elettorale, la Cassazione manda definitivamente al tappeto la politica

BrindisiReport è in caricamento