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Lettera aperta di Ferrarese: "Lascio la politica e vi spiego il perché"

"Questo tipo di politica, costruita spesso sulle acrobazie di accattoni travestiti da pubblici amministratori, è sempre più lontana dai miei princìpi"

Il presidente dell’Invimit, Massimo ferrarese, nonché principale sostenitori insieme a Marcello Rollo della passata giunta Carluccio, ha mandata alla stampa una lettera aperta che integralmente pubblichiamo. 

La politica mi ha regalato otto anni meravigliosi, durante i quali penso di aver dato tantissimo, spesso tutto me stesso, prima come presidente della Provincia, poi come coordinatore regionale di un partito e alla guida del mio movimento che ha espresso tanti bravi amministratori nel mio territorio, tra cui la prima sindaca della storia di Brindisi.

La politica mi ha dato anche tanto, soprattutto dal punto di vista umano, perché ho scoperto che ci sono tante persone spinte davvero dal sogno - quasi utopistico - che l’essere eletti a rappresentare il popolo è un incarico di responsabilità e non la legittimazione a capitalizzarlo per i propri tornaconti.

In questi anni ho selezionato con attenzione i miei compagni d’avventura, privilegiando sempre chi rientrava nei parametri dell’onestà e della trasparenza, chi desiderava davvero cimentarsi per far crescere la propria città, la propria provincia o la propria regione.

Ma, evidentemente, quelli che sono i miei canoni di comportamento, e che in questi anni ho condiviso con tutti quelli che mi hanno circondato, sono ancora lontani dai princìpi di chi continua a interpretare la politica con il solo ambizioso obiettivo dei propri interessi personali.

L’amministrazione Carluccio a Brindisi per esempio è caduta proprio perché non abbiamo accettato di subire ricatti da parte di nessuno e soprattutto da chi mette su un piatto della bilancia i propri interessi e sull’altro la sorte di una città. Con le nostre liste avevamo portato in Consiglio volti nuovi, molti anche giovani, che avevano solo la voglia di fare per il bene della collettività.

Quella giunta avrebbe potuto continuare il suo percorso se io mi fossi reso "disponibile" ma ho scelto invece di sottrarmi a qualsiasi ricatto e, quasi contemporaneamente, ho deciso che è giunto il momento di fare un passo indietro.  Questo tipo di politica, costruita spesso sulle acrobazie di accattoni travestiti da pubblici amministratori, è sempre più lontana dai miei princìpi e mi rendo conto che il fatto di non accettarla potrebbe compromettere altre consiliature nelle quali donne e uomini che hanno sposato i miei ideali si potrebbero trovare nel limbo rappresentato dall’obiettivo della sopravvivenza quotidiana.

Ho sempre detto che la politica non è un mestiere e non può essere praticata per tutta la vita, anche perché ho un dovere nei confronti delle imprese che rappresento e dei miei tanti dipendenti.  Proseguirò quindi il mio mandato in Invimit, che considero l’esperienza più entusiasmante e impegnativa della mia vita, e continuerò a svolgere il mio lavoro, che è quello dell’imprenditore, affiancandolo con il mio impegno sociale attraverso la fondazione “Puglia per la vita”.

Continuerò a dare il mio contributo a questa terra come imprenditore. E' con questo spirito che lascio anche la presidenza del mio movimento,  con la certezza che i princìpi che lo hanno sempre alimentato continueranno ad essere rispettati. Perché, è proprio vero: non si può far politica solo con la morale, ma nemmeno senza.

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