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Lettera a Emiliano: "Stai calmo, e non comportarti come Matteo Renzi"

Caro Michele, ti ho visto e ascoltato in tv domenica sera dopo l’intervento di Renzi. Devi stare più calmo, non dico sereno perché porta jella, ma calmo. In che senso? Nel senso che è vero che il voto referendario non è da buttar via

Caro Michele, ti ho visto e ascoltato in tv domenica sera dopo l’intervento di Renzi. Devi stare più calmo, non dico sereno perché porta jella, ma calmo. In che senso? Nel senso che è vero che il voto referendario non è da buttar via. Vincere con l’astensione è una strana e brutta vittoria. Portare una decina di milioni di italiani al voto è una bella impresa. Probabilmente tu potrai intestarti la battaglia ambientalista prossima futura. Probabilmente sarai sotto il tiro del renzismo, anche casalingo. Probabilmente ti verrà in mente che sei l’unico oppositore plateale del premier.

Non  ti voglio dare consigli. Sai sbagliare da solo. E io ho raggiunto una età in cui  non dò  consigli né posso dare il buon esempio, essendo privatissimo cittadino. Ma due o tre cose voglio dirtele con franchezza. Ho ascoltato le tue critiche a Renzi e vorrei che tu le tenessi presenti quando ti muovi come leader politico. Non sei lontano dal modello renziano quando anche tu ti circondi di fedelissimi, crei un’aura a te favorevole  e indiscutibile, dai le “mazzate del cecato”, do you remember, su chi non  è allineato.

Tu hai sollevato il problema della democrazia nel partito, nel rapporto istituzionale, nel ruolo dei cittadini. Vivissimi applausi. Ma devi tenere a mente queste cose anche quando pensi a te stesso, se vuoi diventare un riferimento per molti di più di quelli che oggi ti seguono. La seconda cosa  che ti voglio dire, l’ho già scritta qui poche settimane fa. Non trascinare la Puglia nella guerra al governo. Non è giusto, danneggia la nostra regione danneggia te.

Infine mantieni l’impegno preso ieri sera. Hai detto: resto qui a fare il presidente. Resta lì o qui, a secondo del luogo da cui scriviamo o parliamo. Per l’ascesa nazionale c’è tempo e tu hai ancora molti anni davanti. Anche perché, detto fra noi, Renzi un danno l’ha fatto: ha screditato la rottamazione giovanile. Si è circondato di vecchi rottami e come negli Usa, come in Gran Bretagna, come in Germania andranno avanti i più capaci, meglio se giovani ma non  perché sono giovani.

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