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Lanzilotti: "La mia non è la candidatura di Mele". Ma il punto non è quello

Pubblichiamo una lettera inviataci dal candidato sindaco di parte del centrosinistra di Carovigno, Massimo Lanzilotti, a proposito dell'articolo della nostra collega Stefania De Cristofaro da noi pubblicato ieri (di cui alleghiamo il link per chi non lo avesse ancora letto)

CAROVIGNO - Pubblichiamo una lettera inviataci dal candidato sindaco di parte del centrosinistra di Carovigno, Massimo Lanzilotti, a proposito dell'articolo della nostra collega Stefania De Cristofaro da noi pubblicato ieri (di cui alleghiamo il link per chi non lo avesse ancora letto). Il dottor Lanzilotti però ci conceda anche un breve replica, anche se il contenuto del servizio ci sembra abbastanza chiaro.

La lettera di Massimo Lanzilotti - Gentilissimo direttore, da poco atterrato e rientrato in città a causa di impegni improrogabili, mi ritrovo a doverle scrivere questa nota in merito all' articolo pubblicato a nome di Stefania De Cristofaro di ieri 20 aprile 2015. Sinceramente speravo in un inizio diverso da questo per il mio nuovo e impegnativo ruolo, ma il vostro articolo mi dà l’occasione di chiarire chi sono e il perché della mia candidatura.

Certo, non avrei mai immaginato che un indirizzo mail fosse prova di chi comanda. Molto banalmente trovandomi fuori e non avendo avuto ancora modo di organizzare il mio staff, ho delegato la segreteria Mele ad inviare il comunicato. Una banalità semplicemente dovuta alla mia assenza e a una situazione contingente.

Non avrei mai immaginato che su questo dettaglio si potesse costruire una notizia assolutamente “viziata” nella forma e nella sostanza. Certo la mia candidatura è stata possibile solo grazie al passo indietro di Mele e questo, a mio modesto modo di vedere, è stato un gesto importante, né banale né tantomeno scontato in un mondo, quello della politica, in cui vediamo più che altro passi in avanti e non indietro.

Ma la mia, non è la candidatura di Mele. La mia è la candidatura di un'ampia alleanza politica e sociale, che ha messo insieme partiti politici (il Pd), associazioni e movimenti (Un'Altra Storia movimento nazionale che fa riferimento a Rita Borsellino) e liste civiche, il cui tratto principale è l'impegno di una giovane generazione che finalmente vuole riscattare un paese. Mi riempie di orgoglio sapere che intorno alla mia candidatura si siano riconosciute tre proposte politiche che solo due anni fa, alle scorse elezioni amministrative, si presentarono divise, quella del PD che candidò Corrado Tarantino, quella di Un'Altra Storia che candidò Giancarlo Locorotondo e quella delle liste civiche che sostennero Mele.

Un fatto politico e sociale importante per la nostra comunità. Anzi a queste energie si sono aggiunte altre forze, nuove e fresche, che hanno deciso di sostenermi e di mettersi in gioco. Mele ha già dichiarato che non è interessato a rivestire alcun ruolo esecutivo in caso di nostra vittoria, un'altra dichiarazione importante, che mi carica di ulteriori responsabilità.

Non voglio essere presuntuoso ma sinceramente passare per uno “nominato”, che si fa guidare o si farà guidare non mi va proprio, non lo condivido e non lo tollero, è una pura offesa alla mia persona e al mio ruolo. Il mio curriculum personale e familiare, dimostra non solo le mie competenze, ma anche la mia determinazione nel voler raggiungere gli obiettivi. Sono io il garante della nuova alleanza, e di quanti decideranno di sostenermi.

Stiamo costruendo qualcosa di straordinario in questa città, abbiamo intrapreso la strada giusta, abbiamo dato una scossa tale da incutere timore ai vecchi amministratori, i quali improvvisamente stanno valutando di condividere lo stesso progetto fino a ieri non condivisibile.  Abbiamo riacceso la speranza qui a Carovigno e mi auguro che i cittadini ci seguano in questa avventura, per scoprire una nuova generazione, orgogliosa di sé e innamorata della propria città. Cordiali saluti, Massimo Lanzilotti.

Risponde Marcello Orlandini, direttore di BrindisiReport.it - Il contenuto del nostro articolo non mette in discussione l'indipendenza ed il ruolo del candidato sindaco Massimo Lanzilotti, ma evidenzia invece come l'alleanza elettorale a Carovigno tra il Pd e Mimmo Mele sia stata riconfermata nella sostanza, pur avendo Mele compiuto un passo indietro, come scrive Lanzilotti e come ci ha detto telefonicamente Corrado Tarantino, presidente uscente del consiglio comunale, unico eletto del Pd nel 2013, che comporterebbe anche una rinuncia da parte dell'ex sindaco a cariche amministrative in caso di vittoria elettorale.

Credo che nessuno possa mettere in discussione un fatto: noi abbiamo affrontato (per primi) la questione Mele-Pd come fatto politico, in uno scenario politico dove si muovono personaggi della politica e delle istituzioni di questo territorio. Non abbiamo mai avuto come punto di partenza il famoso Hotel Flora e quei fatti lontani, come molti altri hanno fatto. Del resto non è tutta in quella stanza d'albergo la storia di Mimmo Mele a Roma e Carovigno. Che il Pd abbia scelto di stringere un nuovo patto elettorale, dopo la bocciatura del primo da parte della segreteria regionale, in cui Mele non è più il candidato sindaco ma solo un alleato a sostegno di Massimo Lanzilotti, può essere quindi benissimo, dal nostro punto di vista, un caso su cui ragionare ancora e sempre politicamente.

Il Pd avrebbe anche potuto scegliere un'alleanza senza Mele, con Rifondazione e Partito Comunista e qualche lista della società civile, ma non lo ha fatto. Qual è stato il criterio di tale decisione assunta a Carovigno, come abbiamo già scritto, anche con sponde a Brindisi ed a Ostuni? Spero che nessuno si offenda se abbiamo sollevato tale dubbio, sempre dal punto di vista giornalistico. Il punto non sono Massimo Lanzilotti o Mimmo Mele, ma dove va questo Partito democratico (questione nazionale, regionale, e locale). Altrimenti non dovremmo più scrivere di politica, non occuparci neppure della gravissima crisi di identità nel centrodestra e passare solo i comunicati stampa. Scusate, ma noi facciamo un altro lavoro. Altrettanto cordialmente, Marcello Orlandini.

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