La Lega sceglie Altieri e molla Fitto. Il partito si spacca

Contro la decisione 108 firme in calce a lettera per Salvini. Quindici i "ribelli" in provincia di Brindisi

Nuccio Altieri con Matteo Salvini

La Lega pugliese si sgancia da Fratelli d’Italia e da Raffele Fitto, e decide che il migliore candidato su cui puntare per la sfida a Michele Emiliano alle prossime Regionali è il vice presidente della Provincia di Bari, ed ex parlamentare, Nuccio Altieri.

E in un colpo solo se ne vanno in malora l’unità del centrodestra e la stessa unità interna del partito di Matteo Salvini, visto che al Capitano, appena salvato dal processo per il caso Open Arms dall’assenza di tre senatori renziani, e dal voto contrario all’autorizzazione a procedere di una senatrice pentastellata e dell’ex l'ex M5S Mario Giarrusso, hanno già inviato una lettera 108 esponenti leghisti delle varie province, contrari alla scelta di Altieri che considerano un colpo di mano di un gruppo dirigente non titolato.

I firmatari della provincia di Brindisi

Tra i firmatari ci sono anche 15 esponenti della Lega della provincia di Brindisi: Antonio Scianaro consigliere comunale  di Fasano, Arianna Conte consigliere provinciale di San Pietro Vernotico, Massimo Ciullo consigliere comunale di Brindisi, Antonio Fullone consigliere comunale di Oria, Gilberta Giangrande consigliere comunale di Torre Santa Susanna, Luca Romano consigliere comunale di Torchiarolo, Antonio Caretto consigliere comunale di Torchiarolo.

L’elenco prosegue con Noemi Chianura responsabile provinciale tesseramento di Brindisi, Carmine Calò componente esecutivo provinciale di Francavilla Fontana, Gianluca Alparone ex dirigente provinciale di Brindisi, Ernesto Perrini segretario cittadino di Fasano, Adolfo Sartorio segretario cittadino di Oria, Antonio Parente segretario cittadino di San Pancrazio Salentino, Cristian Vincenti segretario cittadino di Cellino San Marco, Giovanni Signore ex segretario cittadino di Brindisi.

La lettera a Matteo Salvini

Caro Matteo, da ormai un anno, l’intera originaria classe dirigente del partito sul territorio regionale, fatta di amministratori e militanti di “Noi con Salvini” prima e della Lega-Salvini Premier poi, è stata del tutto estromessa dalla vita politica interna, al punto che i massimi organi collegiali del partito risultano non rappresentativi della reale consistenza sul territorio.

Ma, ancor più di questo, duole constatare come si sia del tutto interrotta ogni attività finalizzata alla formazione interna, alla riflessione ed al coinvolgimento pubblico sui temi fondanti l’identità politica della Lega, in altre parole alla costruzione di una classe dirigente credibile, preparata ed autorevole.

Parimenti, risultano raffreddati o irrimediabilmente perduti i rapporti precedentemente costruiti ed il coinvolgimento con realtà rappresentative dei corpi intermedi, dalle categorie produttive a quelle professionali, dalle famiglie alle confessioni religiose.

Ciò che è accaduto in questi mesi è stato esclusivamente la sostituzione di fatto del gruppo dirigente con gruppi dirigenti di altre esperienze politiche, logori e poco spendibili. In questo anno, abbiamo condiviso queste preoccupazioni e sollecitazioni in tutte le sedi interne , confidando in una inversione di tendenza che, però, al momento non è giunta.

La mancanza di proficua presenza politica della Lega in Puglia, tuttavia, emerge con innegabile evidenza nella vicenda delle imminenti elezioni regionali. Dopo il grande successo ottenuto alle elezioni europee del 2019, la Lega era nelle condizioni politiche di determinare un successo storico del centrodestra in Puglia anche rivendicando un proprio candidato Presidente. Avremmo potuto “costruire” una candidatura a Presidente alla quale non solo gli alleati non avrebbero potuto opporre alcunché ma, soprattutto, che avesse possibilità concrete di vittoria.

Tutto questo, però, non è stato fatto e, solo in questi giorni, quelli in cui cioè si sarebbero svolte le elezioni regionali se non vi fosse stata l’emergenza Covid-19, è stato indicato un candidato Presidente della Lega. Indicazione assolutamente priva del necessario riconoscimento sia all’interno dello stesso partito, che all’esterno perché, come globalmente riconosciuto, priva di consenso e radicamento territoriale. Insomma, l’impressione data all’esterno (stampa, social, alleati, elettori) è quella della indicazione di un nome purchessia che, però, anche per i modi e i tempi con cui è stato indicato, non avrà mai il consenso della coalizione e rischia solo di spaccarla.

La Lega in Puglia annovera persone capaci, radicate ed in grado di intercettare consenso anche ulteriori rispetto a quello proprio; così come nella società civile sono presenti accademici, imprenditori, figure di rilievo con sensibilità vicina a quella della Lega. A queste possibilità bisognava guardare, per tempo e costruendo un percorso virtuoso; questo, però non è stato fatto e le ultime iniziative rischiano di avere il solo di fine di favorire Emiliano e la sinistra.

Per questo, ti chiediamo di intervenire nel modo più celere possibile per assumere, nell’esclusivo interesse del partito, ogni più opportuna iniziativa che restituisca compattezza e slancio alla sua azione politica, a cominciare da scelte urgenti che restituiscano ai pugliesi il buon governo del centrodestra dopo 15 anni di sinistra.

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