Liberi e Uguali: autocritica, ma si riparte. Vertenza con la Regione

Sanità, trasporti, lavoro, acqua pubblica, bonifiche e le prossime elezioni comunali. Nuovi metodi e liste aperte

BRINDISI – Liberi e Uguali riconosce senza giustificazioni, ma con spirito autocritico reale, la sconfitta nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso, ma non si sgretola e si prepara a ricominciare dalle città, dalle prossime elezioni comunali, con liste aperte,  e da una vertenza con la giunta Emiliano sui temi delle politiche sanitarie e della gestione di Acquedotto Pugliese.

Un piano a breve e a media scadenza, su cui si è espressa e conclusa l’assemblea provinciale di LeU tenutasi domenica scorsa 18 marzo. Si è trattato, spiega un comunicato diramato oggi, della “prima riunione provinciale autoconvocata di Liberi e Uguali di Brindisi, dopo le elezioni, tenutasi domenica 18 marzo”, ed ha permesso di raccogliere “le insoddisfazioni per il risultato elettorale ma ha anche confermato la comune convinzione che il progetto originario di Liberi e Uguali mantenga la sua validità, pur se il percorso per la ricostruzione di un Soggetto partitico della Sinistra moderna è lungo e ricco di complessità”.

E’ stato un confronto profondamente autocritico, si diceva poc’anzi. “Nessuno dei partecipanti ha disconosciuto gli errori commessi durante la campagna elettorale, specie nella gestione delle liste e nella debolezza della comunicazione ma è stata anche comune la considerazione che l'elettorato ha dato un forte ed indiscutibile messaggio ad una politica astratta e lontana rispetto alle esigenze delle fasce più deboli sempre più crescenti ed estese”.

Cambiare metodi e ripartire dai comuni

Lo “tsunami elettorale” del 4 marzo ha colpito soprattutto la sinistra “perché soprattutto la sinistra ha perso il contatto con il suo popolo”, si legge nel documento inviato nel pomeriggio alle redazioni. “A questo gap anche LeU ha risposto con pratiche e modalità superate, viste come troppo moderate e collaterali a quelle istituzioni chiuse nelle loro ‘torri d’avorio’ proprio nel momento della loro massima crisi di rappresentatività, ma nel contempo ha intercettato bisogni e attenzioni dalle quali bisogna ripartire”.

“Lo scambio di idee e di esperienze durante la riunione è stato interessante e, d'intesa comune, proseguirà in successive occasioni. Intanto  - prosegue la nota - è stata confermata la volontà di proseguire nel Progetto di Liberi e Uguali partendo dai Comuni, dalle sofferenze e dalle priorità che lì hanno bisogno di impegno e di risposte recuperando i valori e le finalità concrete del progetto stesso”.

Da Brindisi “parte un segnale forte verso i gruppi dirigenti di Articolo Uno - Mdp, Possibile e Sinistra Italiana affinché non ci si incarti in riti ormai stantii, rivolti più al passato che al futuro ma si riprenda con energia il progetto, il quale deve passare per atti politici chiari a tutti i livelli, a partire dai territori, senza ‘quote’ precostituite, in assemblee aperte a chiunque si riconosca nei valori della Sinistra, garantendo il libero svilupparsi di idee, partecipazioni, specie di giovani e donne, superando le sovrastrutturazioni ed i leaderismi centrali e periferici autoreferenziali che hanno caratterizzato la fase pre-elettorale”.

Ci sono un paio di mesi (forse meno), per verificare chi resta e chi va perché aveva strumentalmente aderito a LeU. Per quanto riguarda i Comuni impegnati nelle prossime comunali , “Liberi ed Uguali deve partecipare alla costruzione di coalizioni e di liste alternative ed innovative in netta discontinuità con il passato”.

Se Emiliano non cambia strada, addio alla maggioranza

Per quanto riguarda il rapporto con la Regione Puglia, secondo  LeU della provincia di Brindisi “va sviluppata una forte e distinguibile azione politica di contrapposizione al depotenziamento del Sistema Sanitario Pugliese, alla confusione nella gestione delle politiche dei trasporti, al mantenimento in mano pubblica del bene comune acqua, ai ritardi nelle politiche di formazione mirate al mondo del lavoro, alle contraddizioni evidenti nella gestione di partite delicate come quelle dell'Ilva delle bonifiche e riqualificazione dell'area industriale brindisina , per citare le più immediate”.

Viene citato ad esempio il criticato intervento del governatore Michele Emiliano sull’assetto del consiglio di amministrazione dell’AqP e la nomina di Di Cagno Abbrescia a presidente, “ una conferma della grande confusione politica imperante in Regione”. Se Emiliano non attuerà una netta inversione di marcia, Liberi e Uguali chiederà ai suoi consiglieri regionali “il dignitoso abbandono di una maggioranza che, oramai a distanza di ben 3 anni dal suo insediamento alla guida della nostra Regione, continua a caratterizzarsi negativamente, nella logica dell’uomo solo al comando”.

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