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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Politica

Libertà d'informazione, Wikipedia ferma

BRINDISI – La rivolta per salvare Wikipedia parte anche su Facebook. Sono più 45 mila le persone che hanno aderito alla pagina sul social network mondiale, Facebook “Salviamo Wikipedia – Save me, please”. Ma ogni secondo che passa, aumentano sempre più le persone contrarie al ddl intercettazioni, comma 29, che in Italia sta mettendo ad alto rischio la vita di chi fa informazione.

BRINDISI - La rivolta per salvare Wikipedia parte anche su Facebook. Sono più 45 mila le persone che hanno aderito alla pagina sul social network mondiale, Facebook "Salviamo Wikipedia - Save me, please". Ma ogni secondo che passa, aumentano sempre più le persone contrarie al ddl intercettazioni, comma 29, che in Italia sta mettendo ad alto rischio la vita di chi fa informazione.

Anche l'enciclopedia libera più grande che esista sul portale internet mondiale rischia conseguenze. Wikipedia in lingua italiana è gestita da editori volontari ed oggi rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni è stato utile a milioni di persone.

Oggi Wikipedia si è autosospesa in Italia in segno di protesta contro il ddl intercettazioni, che al comma 29 propone anche per i siti informatici, ivi compresi i giornali, che le dichiarazioni o le rettifiche siano pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta e senza alcun commento, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono. Nessuno potrebbe più controbattere ad affermazio non corrispondenti a verità da parte del richiedente.

La libertà d'informazione è un diritto e non può essere tolto così da un giorno all'altro. Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo - Articolo 27: "Ogni individuo ha il diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipazione al progresso scientifico e ai suoi benefici. Ogni individuo ha il diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore".

In caso una notizia sia inesatta o leda in qualche modo la dignità della persona o la verità dei fatti, la normativa italiana già esistente prevede ampie garanzie e sedi opportune a tutela della persona danneggiata, mentre il ddl che il governo intende fare approvare è esclusivamente una grave lesione dei diritti democratici.

Anche BrindisiReport.it come tutti i quotidiani e notiziari telematici è sotto questa spada di Damocle, e fa parte dell'informazione che il ddl sulle intercettazioni telefoniche vuole inibire. Per completezza dell'informazione, alleghiamo il testo del ddl, accessibile attraverso il link qui sotto.

Ddl intercettazioni telefoniche

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