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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica Cisternino

Maggioranze bulgare a Cisternino e S.Pancrazio, a Oria vietato ammalarsi

ORIA - Ti svegli e ti ritrovi sindaco della tua città. La prima cosa che pensi, the day after, è di non aver ancora smaltito la sbornia elettorale. I numeri per il primo cittadino di Oria Cosimo Pomarico, per Donato Baccaro di Cisternino e Salvatore Ripa a San Pancrazio Salentino hanno la consistenza della realtà. Tutto vero: il centrosinistra può annoverare la giornata di ieri nel calendario delle ricorrenze storiche, è stato en plein, vittoria a tutto campo. I tre primi cittadini neo-eletti non hanno perso tempo. Di buon mattino hanno preso posto nei rispettivi municipi per il rituale saluto ai dipendenti, e per una scorsa alle liste e relative preferenze.

Ti svegli e ti ritrovi sindaco della tua città. La prima cosa che pensi, the day after, è di non aver ancora smaltito la sbornia elettorale. I numeri per il primo cittadino di Oria Cosimo Pomarico, per Donato Baccaro di Cisternino e Salvatore Ripa a San Pancrazio Salentino hanno la consistenza della realtà. Tutto vero: il centrosinistra può annoverare la giornata di ieri nel calendario delle ricorrenze storiche, è stato en plein, vittoria a tutto campo. I tre primi cittadini neo-eletti non hanno perso tempo. Di buon mattino hanno preso posto nei rispettivi municipi per il rituale saluto ai dipendenti, e per una scorsa alle liste e relative preferenze.

Se Baccaro e Ripa hanno maggioranze blindate che promettono di garantire sonni tranquilli fino alla fine del mandato, diversamente stanno le cose per Pomarico. Il sindaco della Città federiciana, che vince sull'avversario del centrodestra Pino Carbone con il 50,83 per cento (5.155 voti) contro il 43,80 (4.442 voti), potrà contare su una maggioranza risicatissima: 9 voti, compreso il suo, contro gli otto della coalizione antagonista. Il conteggio delle preferenze, per decisione del commissario prefettizio e del segretario comunale è stato rinviato alle 15 di questo pomeriggio, dopo la defatigante notte elettorale. Ma la distribuzione dei seggi ai rispettivi partiti sembra essere già chiara, e per Pomarico tutt'altro che rassicurante.

Il centrosinistra con Pomarico catalizza il 46,97 per cento (3 seggi a Noi centro con Ferrarese, due al Pd, uno Udc, uno Sel e uno Oria è), mentre il centrodestra con Carbone porta a casa il 50,37 per cento delle preferenze (oltre al seggio riservato al candidato sindaco, due per la civica Io amo Oria, due per il Pdl, uno a Impegno sociale, uno a La Puglia prima di tutto e uno a Fli). Nove a otto. Per i consiglieri di maggioranza significa vietato prendersi un raffreddore per i prossimi cinque anni. Oppure dare il via al calcio mercato, sperando negli stessi risultati della Provincia.

Insomma gli oritani, popolo storicamente democristiano con spiccate simpatie per la destra, non ha subito mutazioni genetiche, politicamente parlando. Ha solo bocciato Carbone. E Pomarico lo sa. "E' stata una vittoria della coalizione tutta, ma anche della persona", esulta. Oggi non è ancora il momento per affrontare l'argomento spinoso: "Vedremo, saremo compatti", ripete come un mantra benefico. E ringrazia: "Tutti gli elettori, la mia famiglia", e Massimo Ferrarese? "Certo, anche Massimo Ferrarese, persona che stimo moltissimo e alla quale va tutta la mia riconoscenza. Francamente non ci aspettavamo di vincere al primo turno, è stata una battaglia difficile, ma ce l'abbiamo fatta".

D'altronde, lo stesso Mimimo Pomarico, nomignolo con il quale viene apostrofato praticamente da sempre, ha trascorsi che parlano chiaro. Candidato sindaco con l'Mpa di Lombardo nel 2006, e candidato consigliere nel 2001 con Forza Italia. "Ma da indipendente. Ci tengo a precisarlo. Nasco democristiano e sindacalista, quella fu una scelta che non rinnego, ma dovuta soltanto alla scomparsa dal panorama politico della mia Dc. Adesso, oggi, sono nel mio alveo naturale, è questa la mia casa, e prometto di essere il sindaco di tutti".

Priorità all'ordine del giorno? "Il riassetto della macchina burocratica e la sistemazione della Sant'Andrea, che finiremo una volta per tutte". Insomma, futuro prossimo politicamente e amministrativamente assai impegnativo, tanto che Pomarico annuncia: "Potrei non farlo, ma darò le mie dimissioni dall'incarico nella giunta provinciale. Voglio dedicarmi a tempo pieno a questo nuovo impegno. Farò tutto quello che posso per la mia città, per tutti i cittadini nessuno escluso".

Scelta in antitesi con quella del collega Donato Baccaro, sindaco di Cisternino, ex assessore provinciale al Turismo della Provincia, defenestrato senza mezzi termini da Massimo Ferrarese sull'altare di Filia solis, quel bizzarro brand che non piaceva e non piace al socialista Domenico Tanzarella, sindaco di Ostuni. Vittima sacrificale delle beghe estetico-grafiche fra i due contendenti, Baccaro in giunta ci è rientrato dalla porta principale come assessore alla Viabilità e ai Trasporti, così come questa mattina ha varcato la soglia del palazzo municipale di Cisternino: "Già - sorride - questa mattina in municipio e oggi pomeriggio in consiglio provinciale. Voglio portare avanti entrambi gli impegni, perché la sicurezza delle strade di tutto il territorio brindisino non può passare in secondo piano. Me ne prenderò cura, così come ho già fatto in passato, insieme all'impegno che profonderò per la mia città".

Baccaro gode di una maggioranza blindata di undici consiglieri contro i cinque dell'opposizione, e può permettersi di ignorare ogni ipotesi di riconciliazione con gli ex amici di partito e di giunta Luigi Convertini e Giampiero Bennardi che, o si alleano con il Pdl e con l'estrema destra di Sturnium (civica sostenuta dalla Fiamma tricolore che ha portato a casa un consigliere eletto), oppure ripensano al passato recente, facendo ammenda. "Guardi - commenta il sindaco -, è stata una campagna elettorale difficilissima e anche dolorosa. Posso dire soltanto che degli attacchi subiti da una certa parte, non è stato capace nemmeno il centrodestra. Spero che il tempo stemperi questa tensione, ma oggi non sono assolutamente in grado di fare previsioni".

Un terreno con il quale dovrà confrontarsi anche il neo-eletto sindaco di San Pancrazio Salvatore Ripa, che gode di una maggioranza al seguito di undici consiglieri contro i cinque dell'opposizione. Maggioranza bulgara, si dice. Nondimeno, provare una riconciliazione con il rivale Pino Gennaro, uomo di Rifondazione, candidato sindaco di una lista trasversale Pdl compreso. Miracolo dei tempi moderni? Piuttosto, trasversalismo possibile nelle piccole realtà di provincia, dopo gli schieramenti ideologici hanno ancora meno senso che nel villaggio globale. Per interrogare il sindaco Ripa sull'argomento, bisogna attendere, pazientemente. Il cellulare del primo cittadino è una specie di hot line irreperibile, incandescente di congratulazioni e complimenti affidati all'etere. Oggi è ancora festa, e si capisce.

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