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Se il Pd di Brindisi è ammalato grave anche l'Ncd non si sente molto bene

Ma formalmente il Nuovo Centro Destra esiste, ha organismi provinciali e un segretario, e fa parte della maggioranza che sostiene politicamente la giunta Consales. Ma a quanto pare non vive tempi migliori del Partito democratico, a sentire Cosimo De Michele, che fa parte delle segreterie provinciale, regionale e nazionale dell’Ncd

BRINDISI – Come sigla, non esiste neppure in consiglio comunale, dove i centristi sono ripartiti tra sette seggi e quattro sigle (Noi Centro, Udc, Centro Democratico ed Api), almeno sino ai prossimi cambi di casacca. Ma formalmente il Nuovo Centro Destra esiste, ha organismi provinciali e un segretario, e fa parte della maggioranza che sostiene politicamente la giunta Consales. Ma a quanto pare non vive tempi migliori del Partito democratico, a sentire Cosimo De Michele, che fa parte delle segreterie provinciale, regionale e nazionale dell’Ncd.

Secondo De Michele, a Brindisi si prendono decisioni amministrative anche a nome del Nuovo Centro Destra, ma non si riesce a capire chi, quando e dove le abbia prese. Da qui una critica sullo stato del partito in città. “I risultati elettorali delle ultime regionali, con precipuo riferimento alla città capoluogo, pur con qualche sprazzo di luce, confermano tutte le ombre sulla lunga notte buia che ormai da troppo tempo questo partito attraversa”, scrive De Michele.

“Al posto della politica, con la ‘P’ maiuscola, della capacità di elaborare progetti virtuosi e coraggiosi per il futuro della nostra città, in chiave moderna ed europea, di essere concretamente il Ncd, partito di governo capace di guidare e di indirizzare Brindisi e la sua provincia, continuiamo ad essere un partito che sopravvive, dedito solo ad amministrare l’esistente, ad essere partner fedele e succube del Pd, ad essere spettatori passivi di beghe e decisioni altrui, senza imporre una linea politica e programmatica  chiara ed univoca”.

Marcello RolloInsomma, l’Ncd sarebbe ormai solo una comoda stampella della giunta Consales, succube del Pd, o forse del partito trasversale che ha insediato l’attuale amministrazione. Comunque sia, il Nuovo centrodestra, accusa Cosimo De Michele, sta pagando un prezzo troppo alto per tutto ciò. “All’esterno, dai cittadini veniamo percepiti come litigiosi, poltronari, assenti o marginali sui temi importanti. Non vogliamo capire o facciamo finta di non capire che questo lassismo, questa mancato primato nelle scelte e nella programmazione, non avrà mai un vincitore o un perdente assoluto: a perdere saremo tutti”.

Un messaggio diretto a chi? A Marcello Rollo, o a Massimo Ferrarese. Oppure a entrambi? “Ecco perché, come componente dell’assemblea nazionale, regionale e provinciale di Ncd, prendo atto, ancora una volta, di come il partito, nella sua principale rappresentatività, risulta ormai assente da troppo tempo dal dibattito politico sia all’interno dell’amministrazione locale, sia nelle sedi provinciali”, dice ancora De Michele.

“Nessun esponente è impegnato effettivamente per il riconoscimento del ruolo di Ncd in questa maggioranza di governo cittadino. Nell’ultimo anno Ncd in terra di Brindisi è stato teatro di un conflitto continuo, un conflitto che ha portato ad allontanamenti, ripensamenti,  liti , ed alla perdita del senso dello stare insieme, del comunicare all’interno e all’esterno. Le presenze nel direttivo provinciale sono drammaticamente diminuite, nonostante l’egregio lavoro del coordinatore ed amico Ciro Argese”, analizza critico Cosimo De Michele.

“Un  gruppo dirigente serio e virtuoso, scevro da interessi individuali o  di cordata, da rancori anche personali, deve essere in grado di dare la giusta spinta per un radicale cambio di rotta. Non sono utili rinnovamenti di facciata o di  una sola parte: non è che cambiando una, due o tutte le pedine senza cambiare logica che si risolve il problema. Non mi scandalizza che in un partito ci siano visioni differenti, dibattiti anche spigolosi e ambizioni personali. Ma il tutto deve sempre avere il comune denominatore, il bene del partito, il suo radicamento sul territorio e il suo lavoro per il bene della collettività”.

Il presidente della Provincia Massimo FerrareseSi arriva al punto: “Mi sembra che si sia affermata, invece, una linea della ‘politica chiusa e individualizzata’, una ‘strategia’ che nell’immediato è risultata perdente e demotivante per alcuni, eccessivamente gratificante per altri, una strategia che, nel lungo termine, temo sarà ancor più perdente sia per la città che per NcdD. Il nostro partito è assente nella città! Nonostante l’ apparente segreteria locale del partito, e per conoscenza quella provinciale,  sia stata più volte sollecitata a calendarizzare iniziative e incontri sui problemi che riguardano la città come porto, infrastrutture, opere pubbliche, salute, ambiente, energia, nonché sull’organizzazione partitica, l’azione è stata rimandata fino a cadere nel vuoto”.

Sembra di rivivere le tensioni interne al Pd cittadino, e le critiche della minoranza dem all’attuale gestione del partito e all’amministrazione comunale. Ma parliamo di Ncd, l’altro polo dell’accordo che insediò Consales: “Cosa ancor più grave, a detta dello scrivente, come esponente del partito, l’essermi sempre trovato – prosegue Cosimo De Michele - di fronte a decisioni già prese al di fuori della normale dialettica politica, della discussione partitica, della democratica condivisione, eludendo, di fatto,  il confronto reale sulla attività della amministrazione”.

“E questo potrebbe avere una sua logica, essendo stato sempre critico nei confronti di questa amministrazione, di questa gestione, e quindi conseguenziale isolare un elemento di contestazione. Difatti tutto si è fermato, è calato un mortificante silenzio, figlio di una precisa strategia politica e di un appagamento personale, ampiamente tollerato e consciamente  condiviso da qualcuno. Intanto la città continua ad essere amministrata,  gestita e utilizzata anche in nome e per conto di Ncd; ma mi chiedo: da chi sono assunte le decisioni? A nome di chi? Quale organo di partito è stato mai convocato o interessato da decisioni amministrative? Quale partito ha partecipato alle trattative sulla coalizione politica della città?”, accusa ancora De Michele.

Ciro Argese-2“Nessuno credo…si è navigato a vista e a titolo personale…con l’avallo, evidente, di chi dovrebbe oggi autorevolmente rappresentare il partito a livello regionale e nazionale. Io, come tanti amici e simpatizzanti, credo nella politica fatta da uomini e donne, che mettono al primo posto il bene comune, che si assumono responsabilità e riconoscono i propri doveri. Credo nella politica che mette al centro la voglia di costruire, che non si nasconde e temporeggia, che non tuteli i propri interessi,  ma è pronta a far valere la propria parola con dignità e rispetto verso gli altri”.

“La politica è impegno, partecipazione, generosità, competenza, condivisione, collegialità, lotta all’indifferenza e al qualunquismo. Ed è per questo – conclude Cosimo De Michele - che oggi propongo, a tutti i rappresentanti di partito, a partire da me stesso, di individuare tutti assieme, pur nelle diversità, un percorso comune che dia al partito una maggiore serenità, competenza, un nuovo slancio e soprattutto un gruppo dirigente capace di farlo crescere”. Ma probabilmente anche questa sollecitazione cadrà nel vuoto.

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