Matteoli: "Alle Authority solo italiani"

BRINDISI – Iraklis Haralambidis ha appena detto il 30 aprile in un convegno allo Snim che Brindisi non è una città turistica (fatta eccezione per l’Autorità Portuale, si presume), ma adesso dovrà chiedersi se, per quanto lo riguarda, non sia stato egli stesso scambiato per turista, e non per un manager, da quella politica che lo ha voluto al posto che occupa – sub judice - dalla scorsa estate. Infatti l’ex ministro dei Trasporti del governo Berlusconi, Altero Matteoli, all’epoca designò a capo dell’ente che governa il porto di Brindisi il professore ellenico di Economia marittima con insegnamento a Rotterdam, e non certo uno qualunque, sulla base di un parere dei servizi legali del dicastero, che avallavano la scelta di un cittadino comunitario ma non italiano per quel ruolo. Ma adesso Matteoli afferma l’esatto contrario, e la cosa non si può chiudere con due battute.

Altero Matteoli

BRINDISI – Iraklis Haralambidis ha appena detto il 30 aprile in un convegno allo Snim che Brindisi non è una città turistica (fatta eccezione per l’Autorità Portuale, si presume), ma adesso dovrà chiedersi se, per quanto lo riguarda, non sia stato egli stesso scambiato per turista, e non per un manager, da quella politica che lo ha voluto al posto che occupa – sub judice -  dalla scorsa estate. Infatti l’ex ministro dei Trasporti del governo Berlusconi, Altero Matteoli, all’epoca designò a capo dell’ente che governa il porto di Brindisi il professore ellenico di Economia marittima con insegnamento a Rotterdam, e non certo uno qualunque, sulla base di un parere dei servizi legali del dicastero, che avallavano la scelta di un cittadino comunitario ma non italiano per quel ruolo. Ma adesso Matteoli afferma l’esatto contrario, e la cosa non si può chiudere con due battute.

L’incidente – ma la politica è capace di questo ed altro, nella fase che attraversiamo – nasce da alcune dichiarazioni rilasciate dall’ex ministro ed ora semplice senatore del Pdl all’Agenzia giornalistica Italia (Agi) proprio nella tarda mattinata del 30 aprile. Il contesto è quello delle nomine che il governo Monti ha in animo per una serie di Authority nazionali (Agcom, Trasporti eccetera). “Se le indiscrezioni sulla imminente nomina di un cittadino svizzero a presidente della nuova Autorità dei Trasporti fossero confermate sarebbe un fatto grave per la credibilità del Paese”, ha dichiarato Altero Matteoli, dimenticando forse il caso Haralambidis.

E che l’ex ministro non stesse facendo distinzioni tra cittadini comunitari ed extracomunitari, ma piuttosto solo tra italiani e non, lo si evince dal seguito delle dichiarazioni. “Sarebbe incredibile per il governo con tutto il rispetto per il designato, misconoscesse le grandi professionalità, le alte competenze e le indiscusse personalità  italiane che operano nel settore dei trasporti, peraltro, riconosciute in tutto il mondo. Quali sarebbero le logiche che porterebbero ad una scelta di un cittadino extracomunitario per un ruolo così delicato per il futuro del Paese? Non vorrei che prevalgano – ha concluso Matteoli – valutazioni ingiustificabili e di corto respiro a svantaggio degli interessi nazionali”.

Altero Matteoli ovviamente ha sostenuto esattamente il contrario nel caso della nomina di Iraklis Haralambidis. Ma perché, non c’erano in Italia o tra i candidati in lista figure in grado di occuparsi del porto di Brindisi? Il problema, forse, è che Brindisi è Brindisi, e la politica brindisina prima pensa a se stessa, e poi al territorio che la elegge, come dicono i soliti disfattisti? Quel dispaccio dell’Agi solleva gravi interrogativi. Si vedrà cosa ne pensano adesso i giudici amministrativi, cui si è rivolto uno dei candidati italiani esclusi da quasi tutte le terne, all’epoca delle designazioni, l’ingegnere Calogero Casilli. Questione di poche settimane. E comunque vada, restano tutte le perplessità del caso.

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