“Il Pd ha dato prova di resistenza, ma Emiliano non è del partito”

Rosanna Saracino: “Il centrosinistra a Mesagne ha sfiorato il miracolo, ora facciamo opposizione serrata e costruttiva, pronti al dialogo e allo scontro se necessario”

MESAGNE – “Era davvero impossibile fare di più: il centrosinistra a Mesagne è andato vicino al miracolo perché partiva da una condizione di isolamento ed è essendo arrivato al ballottaggio. E il Pd ha resisto di fronte a una coalizione eterogenea, nonostante l’infelice dichiarazione di Michele Emiliano che, ad oggi, non è uomo del Partito democratico, pure essendo stato eletto con quei voti”.

Rosanna Saracino, candidata sindaco del Comune di Mesagne, espressione di una coalizione imbastita con il Pd, è arrivata al 48,39 per cento dei consensi al secondo turno, dopo essere riuscita a raccogliere tremila voti (più o meno) rispetto al primo turno, chiuso al 28,06 per cento. Ha macinato chilometri percorrendo in lungo e in largo Mesagne, porta a porta, per presentarsi: l’avvocato penalista voleva cambiare la storia, per scriverne una diversa, lei che è impegnata in politica dal 2010 e che è stata anche assessore all’Urbanistica, per poi tornare a occupare i banchi delle minoranze. Tutta un’altra storia, doveva essere. E’ passato il progetto del candidato che dal primo momento della campagna elettorale, è stato ritenuto il diretto competitor, con nove liste. Saracino sarà a capo dell’opposizione.

rosanna saracino bis-2Gli elettori hanno preferito Antonio Matarrelli e la coalizione in sintonia: come intende fare opposizione in Consiglio comunale?

“Faremo opposizione serrata e capillare, svolgeremo attività di controllo costante, quotidiana, continuando ad ascoltare le istanze della gente. Sia chiaro, sin da ora: non solleveremo critiche sterili e fini a se stesse, ma costruttive perché l’impegno per Mesagne continua anche come espressione della minoranza. Di conseguenza, siamo pronti al dialogo, così come siamo pronti allo scontro, nel caso in cui dovesse essere necessario. Tutto dipende dal sindaco”.

Cosa intende chiedere, come primo impegno, a Matarrelli che sarà proclamato sindaco giovedì pomeriggio?

“Interventi per le strade, per la viabilità cittadina. Il Comune ha acceso un mutuo pari a tre milioni di euro e continua a sostenere la spesa per le rate, ma lavori alle arterie non ce ne sono. E’ da qui che dovrebbe iniziare”.

Avrà fatto, immagino, un’analisi del voto e si sarà chiesta cos’è che non è andato per il verso giusto nella campagna elettorale del centrosinistra. Se ci siano stati o meno errori.

“Non c’è stato qualcosa che non è andato. Anzi. Siamo riusciti a ottenere un risultato importante che, francamente, non mi aspettavo tenuto conto dell’isolamento dal quale partiva il Pd, per forza di cosa, per via del passato recente. La colazione inizialmente poteva sembrare un cartello elettorale, ma dopo un mese abbiamo scoperto una perfetta coincidenza di valori e idee, arrivando a presentare alla città il nostro progetto politico. Il fatto è che, dall’altra parte c’era una coalizione eterogenea che, politicamente parlando, definirei un’armata  Brancaleone e non me ne voglia il neo eletto sindaco”.

Nove liste e 144 candidati aspiranti al consiglio comunale: crede che la differenza l’abbiano fatta questi numeri più che le idee?

“Guardi, i numeri sono quelli. Era e resta una coalizione a maglie talmente larghe nella quale hanno trovato collocazione esponenti dell’estremo centrodestra e dell’estremo centrosinistra. C’erano anche persone navigate con una bagaglio di voti non indifferenti. Noi non sapevano neppure di riuscire ad arrivare al ballottaggio: è stata una conquista che mi ha reso ancor più soddisfatta quando mi hanno fatto notare che nel caso degli avversari sono state proprio le liste a far da traino al candidato sindaco. Nel mio caso è stato al contrario”.

Ha rimpianti o rimorsi legati a questa campagna elettorale?

“No però mi permetta di fare due considerazioni. La prima: probabilmente sarebbe stato necessario un po’ più di coraggio verso il cambiamento autentico, più che il voto al candidato sindaco donna. La seconda: la campagna elettorale posta in essere dagli avversari in fase di ballottaggio è stata mirata e decisiva perché si faceva riferimento al fatto che Matarrelli, avendo già ottenuto l’elezione di nove consiglieri al primo turno, avrebbe assicurato la governabilità”.

rosanna saracino ter-3A suo avviso, ci sono i presupposti per governare sino alla naturale conclusione del mandato?

“Non so se riuscirà ad assicurare la governabilità che ha promesso.  Vero è che gli equilibri di quella coalizione potrebbe diventare instabili nel momento in cui ci saranno le pretese di visibilità. Mi riferisco alla composizione della Giunta: credo che sarà un banco di prova”.

Le chiedo una prova di onestà: secondo lei, il Pd ha commesso degli errori?

“No. Assolutamente no”.

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, non l’ha sostenuta, a differenza di quanto è accaduto per gli altri candidati sindaco del Pd. Anzi. Si è schierato pubblicamente a favore di Matarrelli scrivendo un post su Facebook  all’inizio della campagna elettorale.

“Quella è stata e resta un'infelice dichiarazione di Emiliano, arrivata in campagna elettorale. Il Pd non c’entra, tanto è vero che il segretario regionale del partito, Marco Lacarra, è stato con noi e ci ha sostenuto. Ci siamo sentiti anche oggi e mi ha confermato che il risultato ottenuto a Mesagne è stato importante perché il Pd è il partito che ha ottenuto più voti in assoluto. Evidentemente qualcosa vorrà dire. Il nostro segretario cittadino, Francesco Rogoli, è stato il più suffragato e da consigliere anziano sarà lui ad aprire la prima seduta delle Assise. Il Pd, quindi, non ha fallito, ma ha resistito e ha retto bene: siamo riusciti a recuperare in breve tempo tremila voti. Se proprio vogliamo essere onesti, siamo andati vicino al miracolo”.

Michele Emiliano-9Rimprovera qualcosa a Emiliano? C’è qualcosa che vorrebbe dirgli?

“Ha fatto bene a non intervenire pubblicamente dopo quel post e credo che abbia poi assunto la decisione migliore, ossia di restare a Bari e di seguire la campagna elettorale da spettatore. Perché certamente avrà osservato anche attentamente quello che stava succedendo, visto che Mesagne resta sempre un polo politico importante. Da ultimo, ricordo che Emiliano non è più uomo del Pd: non è più tesserato. Solo l’anno scorso si è ricordato di essere un magistrato, ma con i voti del Pd è stato eletto. Ne riparliamo a breve, quando si capirà cosa intende fare”.

Le manovre per le regionali sono già partite. Accetterebbe una candidatura?

Adesso è prematuro anche solo pensarlo. Le risponderei lo stesso anche se parlassimo di elezioni per il consiglio dell’ordine degli avvocati. Per ora stop a qualsiasi campagna elettorale”.

In campagna elettorale è stata determinata, ma la sera della chiusura, in occasione del comizio in piazza la voce e il volto hanno tradito un po’ di emozione.

“Quello è il momento più bello, il momento che conserverò pensando al periodo della campagna elettorale perché è stato un concentrato di sentimenti, di emozione, di impegno e di fatica. Il riassunto del mio percorso come candidato e di quello della coalizione di centrosinistra che ringrazio per la passione che ha dimostrato ogni giorno. Senza sosta”.

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