Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica Sant'Angelo / Viale Aldo Moro

Pista ciclabile viale Aldo Moro, Quarta: “Ora il progetto si può modificare”

Un decreto del ministero dell’Ambiente apre nuovi scenari sulla contestata opera. L’Assessore: “Potremmo anche spostarne l’ubicazione”

BRINDISI – “Adesso potremo modificare il progetto della pista ciclabile o addirittura spostarne l’ubicazione, senza andare incontro al danno erariale”. L’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Brindisi, Gianluca Quarta, contattato da BrindisiReport, accoglie con soddisfazione un recente decreto del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sul “Programma di incentivazione sostenibile della mobilità urbana sostenibile (Primus)”. 

Il provvedimento, a firma del direttore generale del ministero, Mauro Mallone, riguarda anche la pista ciclabile con sede propria che si sta realizzando fra viale Aldo Moro e viale Palmiro Togliatti. Nato ai tempi dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Rossi, il progetto ha ottenuto un finanziamento da 450mila euro tramite fondi del Pnrr, integrato con ulteriori 150mila euro a carico del Comune di Brindisi, per un totale di 600mila euro.

Partiti nell’autunno 2022, i lavori si sarebbero dovuti concludere nel giro di pochi mesi, ma a distanza di quasi due anni il cantiere è ancora aperto. Dopo la revoca dell’affidamento alla prima ditta appaltatrice, un’azienda di Carovigno ha preso possesso del cantiere un paio di settimane fa. 

In caso di mancato rispetto del cronoprogramma, il finanziamento pubblico sarebbe sfumato. Ma alla luce del decreto ministeriale, lo scenario cambia. Ora infatti i comuni beneficiari potranno prorogare la tempistica prevista per la conclusione dei progetti. Non solo. Gli enti potranno anche proporre delle modifiche progettuali che prevedono “soluzioni equivalenti o migliorative in termini tecnici, ambientali o economici rispetto al progetto precedentemente approvato”. Tali modifiche possono riguardare anche “la tipologia e la localizzazione delle piste ciclabili”.

Oltre al Comune di Brindisi, anche altre amministrazioni avevano accumulato ritardi nel completamento dell’opera, “a causa di problematiche legate sia alla sospensione di numerose attività progettuali durante il periodo dell’emergenza pandemica Covid – si legge nel decreto - sia alla necessità di revisione dei progetti a seguito dell’aumento dei prezzi dei materiali, sia alle tempistiche delle gare di appalto”. 

Va da sé che, al netto del finanziamento pubblico, gli enti dovranno trovare risorse aggiuntive per spostare l’ubicazione del progetto originario e ripristinare lo stato dei luoghi, laddove i lavori siano già in itinere.

A detta dell’assessore Quarta si tratta di “un grande risultato per la città". “Grazie a un intervento dell’onorevole Mauro D’Attis – dichiara Quarta - con l’architetto Fabio Lacinio (dirigente settore Lavori pubblici, ndr) siamo riusciti ad avere un incontro presso il ministero dell’Ambiente. In quell’occasione abbiamo fatto presente che avevamo grosse difficoltà e perplessità nel poter continuare quel progetto. Il ministero ci ha ascoltato e con grande sensibilità ha recepito le mie richieste per risolvere un problema che tutta la città di Brindisi ci chiedeva di risolvere”.

"Il Comune di Brindisi  - si legge in una nota di Palazzo di città - sta valutando soluzioni progettuali migliorative nel rispetto dell’intervenuto decreto direttoriale del Ministero dell’Ambiente. Il sindaco ringrazia il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e l’onorevole Mauro D’Attis per aver consentito agli enti beneficiari di disporre di un ulteriore strumento normativo in materia di mobilità sostenibile".

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