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Lunedì, 17 Giugno 2024
Politica

Il Pri boccia l'amministazione Rossi: prime mosse verso le amministrative

La segreteria cittadina dei repubblicani avvia una fase di consultazione con altre forze politiche e movimenti civici rimasti estranei alla Amministrazione

BRINDISI - Il Partito Repubblicano Italiano di Brindisi è critico nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Rossi e apre un confronto con le forze e i movimenti rimasti estranei alla maggioranza di centrosinistra, per dar vita a un “progetto di città condiviso”. Questa la posizione dei Repubblicani in vista delle elezioni amministrative che si svolgeranno nel 2023. Il percorso di avvicinamento alle urne è stato tracciato nel corso della riunione della segreteria cittadina svoltasi ieri (mercoledì 19 gennaio) alla presenza del segretario nazionale, Corrado De Rinaldis Saponaro, e del segretario provinciale, Antonio Nacci.

“Nel corso dell’incontro - si legge in un comunicato _ è stata svolta una disamina della situazione politica ed amministrativa della città di Brindisi. I presenti hanno espresso preoccupazione per la perdurante assenza di una compiuta idea di città che ha caratterizzato l’esperienza amministrativa della Giunta guidata dal sindaco Riccardo Rossi. Anche l’opportunità offerta dalla redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale è stata sprecata avendo sottoposto all’esame della competente commissione consiliare un Documento Programmatico Preliminare generico e privo di precise direttive di sviluppo”.  “L’ambizione di fare dello sviluppo turistico una delle linee guida per il rilancio economico della nostra città non trova alcun riscontro nel documento predisposto, privo del coraggio di compiere scelte forti per la valorizzazione della costa a nord di Brindisi. Nulla si dice sui provvedimenti che si intendono adottare per gestire la difficile fase di transizione energetica che vedrà protagonista la nostra città con la programmata chiusura della centrale Enel di Cerano”.

“Così come - si legge ancora nel comunicato del Pri - non si è assistito ad una assenza di protagonismo della Amministrazione Comunale sulle Zone Economiche Speciali al punto che l’ordine del giorno proposto dal Capogruppo del Pri e fatto proprio dall’intero consiglio comunale, con cui si impegnava il sindaco e la Giunta Municipale a predisporre un kit localizzativo capace di incentivare ulteriormente la localizzazione nella nostra città di nuovi insediamenti produttivi, è rimasto lettera morta”. “Gli stessi interventi di riqualificazione urbana finanziati nell’ambito del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza, pur condivisibili, rischiano di rimanere sulla carta non essendo assistiti da progetti esecutivi immediatamente cantierabili. Del resto è lo stesso approccio utilizzato per definire gli interventi finanziabili utilizzando lo strumento del Contratto Istituzionale di Sviluppo, di cui è stata più volte annunciata la firma senza che ad oggi nulla sia accaduto se non l’estensione della zona bersaglio e la convocazione dell’ennesimo tavolo di discussione che nulla ha prodotto sino ad oggi”.

“Nel frattempo – proseguono i repubblicani - la crisi economica brindisina si è ancor di più acuita come conseguenza della crisi pandemica che ha messo in ginocchio intere categorie produttive. E sono sempre più numerosi i giovani costretti ad emigrare verso altre realtà per realizzare il loro progetto di vita”. E dunque “di fronte a questo desolante panorama la Segreteria Cittadina ha deciso l’avvio di una fase di consultazione con altre forze politiche e movimenti civici rimasti estranei alla Amministrazione Rossi per avviare un percorso di confronto e collaborazione senza alcuno steccato ideologico ma guidato esclusivamente dalla volontà di dar vita ad un progetto di città condiviso, capace di coinvolgere le migliori risorse cittadine rimaste ai  margini di questa esperienza amministrativa, valorizzando le capacità e le competenze di cui è ricca Brindisi e avviando una campagna di ascolto che rimetta i cittadini al centro della azione politica ed amministrativa e rilanci il ruolo delle espressioni organizzate della società civile”. 

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