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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica Oria

Mozione di sfiducia al sindaco, che diserta il consiglio. Ad Oria altro scontro Ferrarese - Pdl

ORIA - Naufraga il consiglio comunale che avrebbe dovuto decretare la solidità della maggioranza al seguito del sindaco oritano Cosimo Ferretti. Il primo cittadino è stato anche il primo a disertare la seduta consigliare fissata per oggi. Ordine del giorno, liberalizzazione delle licenze commerciali, campo di prova per verificare la tenuta del governo cittadino. Gli esercenti dovranno aspettare, così come il resto degli oritani che aspettano il verdetto, quello vero.

ORIA - Naufraga il consiglio comunale che avrebbe dovuto decretare la solidità della maggioranza al seguito del sindaco oritano Cosimo Ferretti. Il primo cittadino è stato anche il primo a disertare la seduta consigliare fissata per oggi. Ordine del giorno, liberalizzazione delle licenze commerciali, campo di prova per verificare la tenuta del governo cittadino. Gli esercenti dovranno aspettare, così come il resto degli oritani che aspettano il verdetto, quello vero.

Ferretti si concede di diritto, evidentemente, una pausa di riflessione, e l'opposizione che non aspettava altro, ne approfitta per rifilargli una mozione di sfiducia imbastita a bella posta nell'ultimo fine settimana, firmata da otto consiglieri su dieci: Giancarlo Marinò, Mauro Marinò, Angelo Galeone, Tommaso Carone, Antonio Metrangolo, Antonio Fullone, Luciano De Nuzzo, insomma il Pd, il Gruppo misto indipendente per Oria e persino gli ex An al gran completo.

Mancano le firme di Giuseppe Malva, detto Pino, e di Egidio Conte, l'ex forzista transitato nei finiani di Futuro e Libertà. Se la defezione del primo è del tutto accidentale, pare che il consigliere fosse fuori territorio ma idealmente vicino ai compagni di ventura, il secondo ha già annunciato che pur sembrandogli fuori luogo l'apporre la propria firma in calce ad un documento del centrosinistra, certamente voterà a favore della mozione nel prossimo consiglio comunale. Venti giorni di tempo per la convocazione, sempre che Ferretti, come da più parti ci si aspetta, non rassegni le dimissioni prima.

Il sindaco ha deciso, per il momento, la linea del silenzio, con la stampa innanzitutto. Ma stamattina, per inciso, non è stato l'unico a mancare. Il numero legale è saltato anche perché, nelle fila della maggioranza, sono mancati altri tre, per ragioni certamente differenti. Sono rimasti vuoti infatti i banchi dei consiglieri Francesco Caniglia ed Elia Farina ma anche quello dell'uomo del momento, il consigliere Gianfranco Sorrento, ex fedelissimo del sindaco che all'ultimo momento gli si è rivoltato contro, determinando il pareggio nella penultima votazione sugli equilibri di bilancio.

La storia pre-natalizia, commissariamento oppure no, la scriveranno i risultati delle febbrili consultazioni avviate senza porre tempo in mezzo dai cerimonieri, quelli veri, della politica locale. Il senatore Michele Saccomanno e l'onorevole Luigi Vitali da una parte, che hanno già messi al volante (o al cellulare, a seconda) verso Oria, per sostenere il sindaco Ferretti. Dall'altra il presidente della Provincia Massimo Ferrarese, pronto al sorpasso insieme al candidato sindaco sfidante, l'attuale assessore all'Agricoltura Mimino Pomarico. Vince chi riesce a portare dalla propria Pino Carbone, numero uno della Fials (Federazione italiana autonomi lavoratori sanità, ndr), nonché eminenza grigia della politica oritana, di fatto se non proprio di diritto.

L'ex amico, per intendersi, del consigliere comunale Sorrento, l'infermiere reduce dalla revoca del distacco sindacale a Brindisi, tornato nelle fila dell' amministrazione della Asl, che ha abiurato all'ultimo momento. Quel Carbone che pare essere, a tutt'oggi, amico fidato del consigliere comunale di Impegno sociale Glauco Caniglia, titolare invece di un distacco sindacale che farebbe da solido collante di una amicizia destinata a durare.

A proposito di Impegno sociale. Nel mezzo della bagarre politico- istituzionale, e delle privatissime vicende professionali che hanno fatto saltare amicizie ed equilibri istituzionali (sic) fioccano le indiscrezioni sulle ragioni - quelle vere - che avrebbero innescato la crisi. Potrebbe non essere un dettaglio il fatto che, nelle sedute convocate per la composizione delle commissioni deputate a giudicare i concorrenti per le assunzioni in seno all'organico municipale, per ben due volte l'assessore Antonio Madaghiele, ha abbandonato i lavori. Perché? Resta da chiedersi. E soprattutto: la defezione è sintomo di una crisi più profonda che coinvolge anche Caniglia quindi Carbone?

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