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Sfiducia alla sindaca, firma anche D’attis: sono 17, al voto subito

Il consigliere di Fi: "Sottoscrivo e coerentemente la sosterrò in Consiglio comunale". Luperti la deposita lunedì, in Aula al più tardi fra 30 giorni: termine ultimo il 23 febbraio. Si vota tra qualche mese. Cor in silenzio. Nessun intervento dei centristi

BRINDISI – Arriva la 17esima firma, quella necessaria a sfiduciare la sindaca Angela Carluccio con conseguente caduta del Comune e ritorno alle elezioni fra qualche mese e non nel 2018: Mauro D’Attis, consigliere di Fi, sottoscrive il documento proposto da Pasquale Luperti e Marika Rollo, e “coerentemente” la sosterrà in Consiglio.

Mauro D'AttisE’ lo stesso azzurro a mettere la parola fine ai dubbi delle ultime ore, con annesse critiche, e lo fa, con l’avallo del suo partito, dopo la riunione avuta con i colleghi delle opposizioni che hanno già firmato condividendo la proposta dei Coerenti. Termine che il consigliere di Fi ha mutuato per spiegare una volta per tutte che anche lui è e sarà della partita: intendono fare gol insieme, per restituire il diritto di scelta ai brindisini. E andare a votare. Subito, tra maggio e giugno 2017.

“Non abbiamo mai avuto dubbi sulla posizione di Forza Italia da assumere in Consiglio comunale a Brindisi rispetto alla fallimentare esperienza dell'Amministrazione Carluccio”, dicono il coordinatore provinciale Antonio Andrisano e lo stesso D’Attis. “Pur mandandola a casa a febbraio, avevamo proposto di guardare al turno elettorale del 2018 per consentire alla città di affrontare con più serenità la campagna elettorale e alle forze politiche e ai movimenti di selezionare meglio le loro proposte”, aggiungono per spiegare.  “Per noi l'Amministrazione Carluccio ha fallito e deve andare a casa. Visto che non è possibile evitare il voto immediato, non cambieremo comunque la nostra posizione che abbiamo ritenuto il dovere di discutere al nostro interno e con i colleghi dei gruppi che insieme a noi in questi mesi hanno fatto opposizione. La nostra posizione è quella dello scioglimento anticipato del Comune di Brindisi”, precisano. “Alla luce di tutte queste considerazioni comunichiamo che il capogruppo di Forza Italia Mauro D'Attis sottoscrive la proposta di mozione di sfiducia che coerentemente sosterrà nel Consiglio comunale che sarà convocato”.

In altre parole, la firma e il voto del consigliere comunale di Forza Italia ci saranno. Di conseguenza il quorum dei 17 può dirsi raggiunto. Domani mattina  arriverà la firma di Elena Giglio, dei Cinque Stelle, fuori Brindisi per motivi di familiare, sulla cui adesione non ci sono dubbi. D’Attis compreso.

E’ probabile che la mozione sarà depositata e quindi protocollata al Comune, nella giornata di lunedì. A farlo sarà Luperti essendo stato il primo firmatario. Una volta avvenuta la consegna ufficiale, bisogna conteggiare minimo dieci giorni e massimo trenta giorni, per la discussione in Assise. Che si vada in Consiglio per la votazione è ormai fuori di dubbio, visto che il quorum minimo delle 13 firme è stato raggiunto sin da subito. La data sarà stabilita dal presidente Pietro Guadalupi, espressione dei Cor che restano in silenzio. Non hanno ancora preso posizione in modo ufficiale: i due assessori riconfermati da Angela Carluccio, infatti, continuano a essere fuori dalla Giunta perché non hanno firmato per accettazione.

Guadalupi dovrà comunque sentire la conferenza dei capigruppo per stabilire la data. In ogni caso, calendario alla mano e facendo partire il conteggio da lunedì, si arriva al più tardi al 23 febbraio. Il che porta a confermare ulteriormente che in caso di approvazione da parte di 17 consiglieri, Brindisi andrà al voto fra qualche mese.

Nelle ultime ore non viene scartata l’ipotesi di dimissioni della sindaca. Più che indiscrezioni, si tratta di congettura che appartiene agli osservatori del Palazzo secondo i quali non sarebbe da escludere un’azione in contropiede, smentita dalle ultime decisioni assunte dalla prima cittadina. Non si registrano interventi ufficiali dei centristi: Noi Centro e Brindisi Prima di tutto sono in silenzio, al pari dei Democratici di Luciano Loiacono e Salvatore Brigante.

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