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Mozioni su shuttle e rimorchiatori, i temi caldi del prossimo consiglio

In aula le ragioni del no al metrobus dell’ordine degli architetti e dell’associazione Periferia. “Opera anacronistica e non economica”. Quanto alla concessione chiesta da Barretta, Brindisi Bene Comune: “Non nel porto interno, ma nella zona della Marina”

BRINDISI – Shuttle e rimorchiatori, per l’uno e l’altro argomento sembra essere arrivato il momento della verità in consiglio comunale: per il metrobus su gomma è previsto in aula il “riscontro alle osservazioni e alle opposizioni pervenute” dall’Ordine degli Architetti e dall’associazione Periferia, mentre per la richiesta di concessione avanzata dall’impresa Barretta c’è il no di Brindisi Bene Comune allo specchio d’acqua nella zona delle Sciabiche. Tutto in discussione il prossimo 16 dicembre, ammesso che i consiglieri riescano a portare a termine il confronto sui due punti inseriti all’ordine del giorno che di argomenti ne conta 17: lo shuttle è al 12 posto, preceduto dall’istanza di rinnovo della concessione per i rimorchiatori che figura al nono punto.

La base rimorchiatori della Fratelli Barretta a BrindisiQuanto al rilascio per la durata di quattro anni in favore dell’impresa Barretta, nome da sempre legato al porto di Brindisi, c’è una richiesta presentata dal consigliere Riccardo Rossi per un impegno rivolto al primo cittadino “ad esprimere parere negativo all’istanza nel comitato portuale” perché si tratta di un’area “di porto fondamentale per il fronte mare riqualificato” e che “non sia compatibile con le attività turistiche che dovrebbero essere invece sostenute”. “Pertanto – si legge ancora – si ritiene opportuno che l’impresa Barretta faccia richiesta di concessione di differenti specchi acquei e relative banchine meglio se collocate nella zona occupata dalla Marina Militare o nel porto esterno”.

Va ricordato che l’istanza dell’impresa Barretta Domenico e Giovanni Srl è stata depositata lo scorso 25 settembre, cinque giorni prima della scadenza, per lo stazionamento di due pontoni galleggianti e relative catenarie e corpi morti in località Sciabiche per un totale di 833,40 metri quadrati, dell’antistante area libera in banchina per 1.141,45 metri quadrati e dei fabbricati esistenti per  415,95 metri quadrati”.

Quanto, invece, allo shuttle il procedimento amministrativo resta bloccato per effetto del ricorso presentato dopo  l’affidamento in via temporanea in favore della dalla società “R.A Costruzioni Srl”, di Brindisi, con offerta pari a  22.103.248,13 centesimi, rispetto all’importo posto a base di 40 milioni, con fondi Cipe. Il Comune conta di superare la fase di empasse per la fine del mese, mentre ha già avviato le procedure di espropriazione.

Ma adesso deve fare i conti con le opposizioni al progetto non solo della minoranza di centrodestra con in testa Forza Italia, come si ricorderà, nei giorni scorsi ha rimarcato l’inutilità dell’opera essendoci già un bus della Stp che copre il collegamento dalla stazione ferroviaria sino all’aeroporto, ma anche dell’ordine degli architetti e di un’associazione culturale, chiamata Periferia.

Il percorso dello shuttle-2In consiglio la maggioranza di centrosinistra, l’assessore ai Lavori Pubblici e lo stesso sindaco, dovranno “riscontrare” le contestazioni: gli architetti hanno bocciato lo shuttle innanzitutto perché “il trasporto su gomma appare anacronistico, superato dalla recenti politiche di mobilità urbana” poi in considerazione del fatto che non ci sarà un “minore carico di traffico veicolare dal momento che risulta difficile immaginare che i viaggiatori brindisini, dal centro alla periferia, possano trovare conveniente raggiungere dalla proprie residenze le stazioni dello shuttle e recarsi in aeroporto” e ancora in relazione al fatto che non è possibile prevedere “una riduzione dei rischi per gli utenti della strada viste le numerose intersezioni a raso”. Per gli architetti, meglio sarebbe puntare sulla circolare del mare.

L’associazione ha rimarcato l’assenza dello studio di fattibilità: “non è stata dimostrata la convenienza economica del progetto, per cui per non perdere il finanziamento si sceglie la strada più breve senza i presupposti che garantiscono il sano e corretto uso dei fondi pubblici”. Non è neppure stato preso in considerazione “il piano di mobilità e peggio il documento di programmazione preliminare del redigendo piano urbanistico adottato dal consiglio ad agosto 2011, nel quale era stata rimarcata la necessità di una linea guida vincolata su ferro come congiunzione urbana”. In altri termini, secondo Periferia lo “shuttle non risponde agli interessi reali del territorio e dei viaggiatori”.

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