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Multiservizi, per Loiacono discussione solo dopo il voto sulla sfiducia alla sindaca

Brindisi Bene Comune svela il retroscena della litigata a Palazzo di città: “Si voleva legare il destino dei lavoratori al tentativo di risolvere le beghe interne alla coalizione Carluccio. Giochetto inqualificabile”. Sulla riunione di ieri: “Toni da condominio, altro che politica”

BRINDISI – Ancora una volta ci sarebbe la Multiservizi dietro l’ultima lite a Palazzo di città, poco prima che si consumasse la sceneggiata tra i 17 consiglieri promessi dimissionari e che arrivasse la lettera di (non) dimissioni della sindaca. A conferma di quanto sia ingombrante la questione politica legata alla partecipata che conta 193 dipendenti e che nel 2014 ha chiuso con oltre un milione e trecentomila euro in negativo.

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Qualcuno della coalizione dei moderati avrebbe proposto di andare in Consiglio comunale prima per mettere ai voti la sfiducia ad Angela Carluccio, proposta dai Coerenti di Pasquale Luperti e Marika Rollo con le firme di tutti e 15 i consiglieri di opposizione, e poi di ritornare in Assise per affrontare le questioni legate alle condizioni economico-finanziarie della società partecipata. Il risultato negativo si riferisce al bilancio 2014, è stato approvato dal socio unico Comune ma il ripiano va portato in Assise dove è necessario ratificare anche la delibera con cui la Giunta ha stabilito la fusione per incorporazione della Multiservizi ad Enegerko, l’altra partecipata. La decisione è arrivata poco prima dell’azzeramento dell’esecutivo per mano della sindaca.

Il retroscena viene svelato ufficialmente a distanza di 24 ore dalla litigata al Comune. E a farlo sono i due consiglieri di Brindisi Bene Comune, Riccardo Rossi e Giuseppe Cellie in una nota scritta per “fare il punto”: “Molte cose sono state dette e scritte su quanto accaduto ieri, sicuramente una bruttissima pagina della politica brindisina”, dicono per poi passare a riepilogare gli eventi.
Ieri 24 gennaio alle 12 era convocata la conferenza dei capigruppo per stabilire la data del Consiglio comunale con argomenti importanti: “Abbiamo proposto di tenere due Consigli: il primo il 30 gennaio per Multiservizi e rottamazione cartelle tributi e il secondo il 13 febbraio per la mozione di sfiducia alla sindaca. La maggioranza, nella persona del consigliere Luciano Loiacono, riteneva che l’argomento Multiservizi potesse essere affrontato soltanto dopo il voto sulla mozione di sfiducia”, continuano i due consiglieri.

“Una posizione francamente inqualificabile perché legava il destino di centinaia di famiglie dei lavoratori della società, al tentativo di risolvere le beghe interne dell’amministrazione Carluccio. A seguire c’è stata una discussione accesissima che si è conclusa con l’abbandono da parte dei rappresentanti della maggioranza, eccetto i Cor”.  “Questa decisione di impedire la discussione sulla multiservizi il 30 gennaio e posticiparla alla votazione sulla sfiducia, ha rafforzato la nostra intenzione di procedere alle dimissioni immediate, per evitare giochetti di questo tipo a nostro avviso inqualificabili”, sottolineano Rossi e Cellie. “In quel momento eravamo 16 consiglieri, in quanto Carmelo Palazzo, per problemi di salute (purtroppo veri), non poteva raggiungerci. Per questo abbiamo deciso di incontrarci alle 17 nell’ufficio del consigliere Palazzo, alla presenza del notaio Braccio per raccogliere le firme delle dimissioni”.

Da Palazzo di città, quindi, ci si sposta in via Sicilia, nello stesso studio che ha visto nascere la coalizione dei moderati e che ha visto Impegno sociale ad abbandonare il gruppo a pochi giorni dalla proclamazione degli eletti. “Arrivati all’appuntamento, presenti tutti e 15 i consiglieri di opposizione e i due Coerenti, Luperti e Rollo, Mauro D'Attis ha chiesto ai giornalisti di uscire perché voleva discutere della possibilità di sfiduciare la sindaca dopo il 25 febbraio, per evitare le elezioni a giugno e rinviarle al 2018”.

Discussione a porte chiuse, quindi. “Sul tavolo la possibilità di ricorrere al voto di sfiducia in consiglio comunale il 13 febbraio, ma purtroppo i toni sono stati quelli di una riunione di condominio e non di un confronto politico, con accenti sempre più alti fino alla rottura. Rottura voluta e provocata ad arte?”, chiedono. “Non lo sappiamo e francamente ci interessa poco, essendo noi intenzionati a chiudere al più presto l’esperienza politica Carluccio. Ci rivediamoci alle 19, di oggi mercoledì 25 gennaio, per prendere una decisione definitiva.
Noi continueremo ad esserci, la nostra posizione non cambia, speriamo non ci siano ulteriori balletti.  La città chiede di essere liberata, per questo continueremo a lavorare”.

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