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Multiservizi, approvato il bilancio 2014 in perdita. Crisi ufficiale

Tre bilanci in perdita consecutivi per Brindisi Multiservizi. Quanto scritto, segnalato, denunciato da lungo tempo ora ha la conferma ufficiale con l'approvazione del consuntivo 2014 della partecipata da parte dell'assemblea societaria

BRINDISI - Tre bilanci in perdita consecutivi per Brindisi Multiservizi. Quanto scritto, segnalato, denunciato da lungo tempo ora ha la conferma ufficiale con l'approvazione del consuntivo 2014 della partecipata da parte dell'assemblea societaria. Mentre ancora nulla si sa del documento contabile del 2015. Un quarto passivo segnerebbe la fine della Bms, secondo quanto stabilisce la legge Madia, ma tre obbligano comunque al rispetto delle previsioni contenute nel codice di procedura civile: una di queste strade - come già noto - è la messa in liquidazione.

Non c'è più tempo per soluzioni miracolistiche (o elettoralistiche), ma solo quello per praticare una delle strade obbligate. I nodi insoluti, le gestioni che non sono riuscite a centrare l'obiettivo di rendere efficiente e appetibile sul mercato questa mono-partecipata (per aprire la strada di una cessione a privati), ora giungono al pettine, e al sindaco Angela Carluccio non resta che annunciare di aver "deliberato l’avvio dell’azione per individuare eventuali responsabilità sulla perdita registrata" nel 2014.

"Nel corso dell’assemblea ordinaria svoltasi quest’oggi a Palazzo Nervegna relativa all’approvazione del bilancio 2014 della Brindisi Multiservizi, alla presenza della sindaca Angela Carluccio e dell’assessore alle Partecipate, Salvatore Del Grosso, è stata deliberata l’approvazione dello stesso - annuncia un comunicato -. Inoltre è stato determinato di verificare se sia possibile retrodatare gli effetti del conferimento dell’immobile, sede della società, già operato con delibera del consiglio comunale numero 111 del 22 dicembre 2014 e al momento non formalizzato".

Un tentativo che oggi appare complesso e molto problematico, nonchè di incerta praticabilità. Infatti, "relativamente al ripiano della perdita, la sindaca si è riservata di sottoporre all’organo competente, ossia il Consiglio comunale, le determinazioni previste dalla legge". Sono le strade alternative alla messa in liquidazione previste dalla legge. Si apre formalmente alla fine di questo 2016, dopo quella della Santa Teresa Spa, anche la crisi della Bms.

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